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tanto per dire…

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Ebbene si, l’ammetto. Di un testo amo soprattutto le pieghe, l’ordito, le rifiniture: i fronzoli, insomma, m’interessano più del resto. Della qualità della stoffa, sono sincero, m’importa fino ad un certo punto e solo se chi l’adopera – malamente, intendo – mi sta sul cazzo veramente. Non posso farci niente, digerisco poco la letteratura e sto sempre li, col microscopio, ad affrontare il testo da vicino, vicinissimo. Anche, tanto per dire, una virgola messa a sproposito m’incanta, sempre che, ben inteso, nasconda l’accesso segreto ad altri celati intendimenti – sennò è soltanto una virgola messa a sproposito e basta. Insomma – e qui la dico tutta – a volte ho come la sensazione d’interessarmi poco al contenuto e molto a quello che l’altro non vorrebbe dirmi e poi mi dice lo stesso. Un esempio? Stamani in prima pagina su la Repubblica in un box in basso (ben evidenziato) si diceva “Bienvenido al Español”. Un’innocua pubblicità di un corso di lingue, si capisce; eppure a me quel lancio pubblicitario, messo li – in prima pagina e con quel risalto, dico – è subito parso un pretesto per contestare Berlusconi ed il suo esecutivo. Tanto per dire.

ingerenze…

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«Le interferenze della Spagna ha dichiarato il ministro Frattini – sono inaccettabili». E quelle del Vaticano, invece?

k.o. tecnico…

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bava alla bocca…

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Passi per il fatto di essere riuscito a mettere in relazione il ministro Paolo Romani con Maurizia Paradiso (l’articolo potete leggerlo qui) che – credo, comunque, sia un mio limite – non si sa poi perché questa citata sarebbe una frequentazione rilevante ai fini della cronaca. Forse – azzardo – perché Maurizia Paradiso è un trans? Una persona dalla moralità corrotta? Può essere. Ché Travaglio, sotto la scorza da giustizialista, tiene sempre e comunque un cuore di destra (del resto è da lì che viene, o no?). Ma lasciamo perdere, davvero, ché non è di questo che qui si vuol parlare, quanto piuttosto di Angiolino Alfano così com’è stato dipinto dal puntuto giornalista: «è stato filmato – dice Travaglio del neo ministro – mentre baciava il boss mafioso di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, al matrimonio della figlia. Ma lui naturalmente ha precisato di non sapere chi stesse baciando e di essere stato invitato dallo sposo. Lui bacia a caso, come càpita, ’ndo cojo cojo. È un piccolo Vasa Vasa, ecco. Un Vasino Vasino». Posso solo pensare, a questo punto, che quando Travaglio viene invitato ad un matrimonio chiede, per ogni bacio che elargisce, la fedina penale delle persone che non conosce. A me – tanto per parlare di cose che possono capitare a chiunque – è capitato di fare gli auguri e di “vasare”, ad un matrimonio, un po’ di persone che non conoscevo: dite che a giorni m’arriverà qualche avviso di garanzia? A Travaglio – è questo un mio personalissimo pensiero – farebbe bene un pochetto di gogna mediatica, qualche pettegoluzzo spiattellato ai quattro venti, schizzi di merda incontrollati rispediti al mittente, insomma; roba da niente, si capisce, e magari – tiè, crepi l’invidia – anche un po’ di carcere. Ma da innocente, sia ben inteso: un bell’errore giudiziario, ecco quello che ci vorrebbe. Giusto il tempo per fargli asciugare la bava alla bocca.

micromega…


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A ben pensarci è un po’ come succede con le sorpresine degli ovetti di cioccolato: o ci trovi dentro il pupazzetto tutto d’un pezzo o una miriade di pezzettini da montare insieme con certosina pazienza. Una su tre – recita la pubblicità stampigliata sulla confezione di cartone – dev’essere, necessariamente, o l’uno o l’altra cosa. Il pupazzo lo guardi, ne saggi la caratura estetica, ne valuti i dettagli e poi – è la prassi – ti chiedi, dubbioso, a che cazzo potrà mai servirti. La sorpresina da montare, invece, richiede d’obbligo la consultazione dell’apposito fogliettino con tutte quante le istruzioni, un monocolo da orefice e due lauree (una, si badi, dev’essere ingegneria). Poi, di solito, si prende il manufatto e lo si butta nel secchio della spazzatura e s’inizia a giochicchiare con la stagnola per farne un anellino da regalare alla bella o una rozza pallina per un subbuteo artigianale: un paio di passaggetti con le dita a simulare le gambe dei giocatori. Beh, insomma, la rivista Micromega è così.

fa parte della vita…

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«Skinhead è un modo di vivere la vita, secondo uno spirito nazionalista», spiega il ventinovenne presidente del Fronte Veneto Skinheads, Giordano Caracini, in un’intervista al Corriere della Sera. «Noi – continua il presidente – concepiamo il combattimento, fa parte della vita. Ma tanti contro uno solo, mai ».
Cioè – a voler sintetizzare il pensiero dell’illustre testa di cazzo – la prossima volta, prima di organizzare un pestaggio (magari) mortale, sarebbe opportuno calibrare bene il numero dei partecipanti e andarci, che ne so, in due o, al massimo, in tre, ché così facendo si razionalizzano le risorse e la cosa diventa pure concepibile. Ma in tanti contro uno solo, mai: è uno spreco di persone davvero intollerabile. Eccheccazzo!

Nondum matura est, nolo acerbam sumere…

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…ad personam

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…e so che scherza sempre

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Più tardi, la cronista è scoppiata in lacrime: «Ho visto il gesto del vostro presidente e so che scherza sempre. So che il gesto non avrà alcuna conseguenza». (Natalia Melikova, 18 aprile 2008)

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…anche se è un semplice scherzo tra amici di vecchia data?


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“La sottomissione diventa unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Così la sottomissione acquista un senso, perché non ci impone cose estranee, ma ci libera in funzione della più intima verità del nostro essere”

Benedetto XVI, 21 agosto 2005