
Ebbene si, l’ammetto. Di un testo amo soprattutto le pieghe, l’ordito, le rifiniture: i fronzoli, insomma, m’interessano più del resto. Della qualità della stoffa, sono sincero, m’importa fino ad un certo punto e solo se chi l’adopera – malamente, intendo – mi sta sul cazzo veramente. Non posso farci niente, digerisco poco la letteratura e sto sempre li, col microscopio, ad affrontare il testo da vicino, vicinissimo. Anche, tanto per dire, una virgola messa a sproposito m’incanta, sempre che, ben inteso, nasconda l’accesso segreto ad altri celati intendimenti – sennò è soltanto una virgola messa a sproposito e basta. Insomma – e qui la dico tutta – a volte ho come la sensazione d’interessarmi poco al contenuto e molto a quello che l’altro non vorrebbe dirmi e poi mi dice lo stesso. Un esempio? Stamani in prima pagina su la Repubblica in un box in basso (ben evidenziato) si diceva “Bienvenido al Español”. Un’innocua pubblicità di un corso di lingue, si capisce; eppure a me quel lancio pubblicitario, messo li – in prima pagina e con quel risalto, dico – è subito parso un pretesto per contestare Berlusconi ed il suo esecutivo. Tanto per dire.






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