Tag Archive for 'giornalismo'

i pensieri si incupiscono…

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La Ru486 in Gazzetta Ufficiale, ingiustizia è fatta
Abruzzo: «Troppi ritardi». Le accuse di Bertolaso.
Grecia, la bomba del debito
Ennesimo suicidio in carcere. La moglie: «È stato pestato».

Sono appena le 9:00 e questi, nell’ordine, i titoli che si possono leggere nella home page de l’Avvenire. E il capo della baracca [*] mi viene a dire: “Ogni giorno attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perchè il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono.”
Che faccia di culo, nevvero?

«chiamatemi più spesso…»

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“Bravo!”
“Più bella… grazie.”
“Bravo!”
“… zie.”
“Bravo!”

…la più banale delle verità

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Ma come si fa, bisogna essere pazzi… ché uno trova, finalmente, un vaticanista diverso dagli altri, l’eccezione – quello che, tanto per dire, non è disposto a leccare sempre e solo il culo ai preti – e il buon Di Bella – si proprio il direttore, mica un fesso di primo pelo – me lo rimuove dall’incarico. Per aver detto la più banale delle verità, poi. Mah.

ordini di scuderia…

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Non fai in tempo a capire che cazzo di influenza giri per il mondo che devi metterti subito ad aggiornare il lessico. Ero rimasto all’ “influenza suina” e invece, oggi, quel bellimbusto al Tg5 l’ha (ripetutamente) chiamata “nuova influenza” o – a mo’ di diversivo – H1N1. A dirla tutta, si vedeva bene che l’omino esercitava un sovrumano controllo su quanto andava dicendo – la lingua incespicava chiaramente, era palese; ma si trattava di ordini di scuderia – roba che solitamente non si discute: le solite armi di distrazione di massa, insomma.

Brrr, che brividi…

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Non avere un pensiero e saperlo esprimere:
è questo che fa di qualcuno un giornalista.

Karl Kraus

Sarà che sono un sentimentale, ma vedere Bruno Vespa tra le macerie con un orsacchiotto di peluche in mano… è più forte di me, non so che dire: mi salgono dei brividi che non vi dico. Brrr, che brividi.

delle due l’una…

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«Io penso che ognuno di noi ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. Ognuno deve essere libero di scegliere». Così, tra l’altro, Umberto Veronesi intervistato qualche giorno fa da il Corriere della Sera. Dice l’illustre oncologo: «Oggi la decisione di come e quando prolungare l’assistenza è completamente nelle mani dei medici, mentre invece è diritto inalienabile di ogni cittadino decidere se iniziare o quando lasciare il trattamento di sostegno». Insomma la posizione è chiara ed è, da quello che ricordo, la solita; quella, insomma, che il prof. Veronesi va affermando, con convinzione, da un po’ di tempo nei suoi interventi. «È data la possibilità al medico che ha in carico il paziente di non seguire le indicazioni di volontà anticipate, se questo contrasta con le sue convinzioni etiche, affidando il paziente ad altri medici». Bene direte voi, e allora? E allora? Leggetevi il titolo del Corriere e ditemi se a parer vostro non c’è contraddizione con quanto dichiarato dal professore. Delle due l’una: o il titolista è schifosamente fazioso oppure non c’ha capito un cazzo. Io protendo per la seconda ipotesi.

il metodo Travaglio…

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«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri».

giornalismo…

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«[N]essuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. »

Mario Giordano, 10 ottobre 2008

…il nesso

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Continua la campagna de Il Giornale per convincerci che in Italia il Razzismo non esiste. In prima pagina, stamani, un titolo che da solo varrebbe il Pulitzer: «La somala fermata a ciampino? Aveva precedenti per droga». Lasciando perdere quel “la somala” che , da solo, suona già come una condanna, faccio davvero fatica a capire il nesso tra l’aggressione (presunta) da parte dei poliziotti e i “precedenti per droga” ché, da quello che mi risulta, non c’è alcuna deroga ai diritti per chi ha avuto precedenti per droga. Nessuna.

…cosa davvero esagerata.

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La questione è ripresa da più parti: giornali e blog, come mosche sullo stronzo fresco, si sono fiondati a commentare le foto di Di Pietro in versione contadino. Tutti lì, quasi a formare un groviglio impazzito e disordinato di alette iridescenti, intorno alle fotuzze dell’ex ministro – come mosche sullo stronzo fresco, appunto: un pizzicare di mille probosciduzze a lingua di Menelicche ansiose di sfamarsi fino a che lo stronzo è bello caldo. Tutti pronti – fuor di metafora –, con lenti deformanti, garzantine e bignami vari, a tentar d’imbastire paralleli tra l’ex PM e Benito Mussolini.
È vero che a me il tipo – Di Pietro, dico – sta antipatico assai (e quindi ogni mio commento sulla faccenda sarebbe cosa assai parziale), però, suvvia, al netto della faziosità, arrivare a dipingerlo come uno statista mi pare cosa davvero esagerata. Non trovate?