Tag Archive for 'giornalisti'

«chiamatemi più spesso…»

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“Bravo!”
“Più bella… grazie.”
“Bravo!”
“… zie.”
“Bravo!”

tener fede alle proprie scelte…

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«È vero, sulle vicende private di Silvio Berlusconi non abbiamo scritto una riga. Ed è una scelta che rivendico, perché ha ottime ragioni» [*]. Così, intervistato dal Corriere, il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian.
Giusto per farla breve: Gian Maria aveva annusato che tirava una brutta aria – puzza di merda si sentiva d’Oltretevere – e aveva tratto le sue conclusioni: “chi ha orecchie per intendere, intenda” (Mc 4, 9) ché lui mica è un coglione come l’altro suo collega – quello di Avvenire, voglio dire. Solidarietà, quindi, a Dino Boffo ma con parsimonia; ché il Vian corre, certo, in aiuto all’amico pestato a morte ma lo fa prendendo le distanze ( e con boria – cazzo se c’è boria nelle sue parole).
Proprio un pallone gonfiato, questo Vian – non c’è che dire. Manco il buon Minzolini – giusto per fare un nome a caso – è arrivato a tanta sfacciataggine. Tanto per dire: sulle vicende di Casoria e delle escort, il direttore del Tg1 non ha sfiatato una parola – ma forse che adesso si dà tante arie? Niente, rimane impassibile (e muto). La carità Cristiana, invece, quella santa carità che avvolge il buon Vian, lo costringe ad agire – bisogna pur sempre far vedere che uno s’attiva in questi casi: che si tratti di comportamenti sentiti o di operazioni di facciata – ma non più di tanto: un po’ come se, arrivata l’ambulanza, prima di portarti all’ospedale, il paramedico di turno, barella alla mano, ti piazzasse la sua bella ramanzina sulle tue responsabilità sull’incidente causato.
Suvvia, caro Vian, non è così che s’agisce: c’è pur sempre un collega che rischia il posto di lavoro. Meglio era continuare a tener fede alle proprie scelte: “dedicar[si] ad analisi di ampio respiro, piuttosto che seguire vicende molto particolari, controverse e di cui spesso sfuggono i contorni precisi…”. In certe situazioni è meglio continuare a farsi i cazzi propri piuttosto che passare per autentici pezzi di merda. Non trovi?

…la più banale delle verità

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Ma come si fa, bisogna essere pazzi… ché uno trova, finalmente, un vaticanista diverso dagli altri, l’eccezione – quello che, tanto per dire, non è disposto a leccare sempre e solo il culo ai preti – e il buon Di Bella – si proprio il direttore, mica un fesso di primo pelo – me lo rimuove dall’incarico. Per aver detto la più banale delle verità, poi. Mah.

un bel messaggio…

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« Come già Montanelli quando Cossiga gli propose il laticlavio, così De Bortoli declina per seguitare a “fare solo il giornalista”. In un paese dove nessuno fa più il suo mestiere, è un bel messaggio.»

Marco Travaglio, l’Unità

al 99.9 per cento…

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Essendo giornalista, posso contestare un programma che trovo sbilanciato” e la conduzione della trasmissione, è “al 99,9% schierata dalla parte dei palestinesi”. Così dicendo, atteggiandosi a premier, l’Annunziata tolse il disturbo. Brava!
Schifosamente sbilanciata la puntata di ieri sera di Anno Zero. Davvero di parte Santoro. Peccato per l’età ché altrimenti quelli di Hamas l’avrebbero volentieri arruolato – a Santoro, dico – come bersaglio civile.

delle due l’una…

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«Io penso che ognuno di noi ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. Ognuno deve essere libero di scegliere». Così, tra l’altro, Umberto Veronesi intervistato qualche giorno fa da il Corriere della Sera. Dice l’illustre oncologo: «Oggi la decisione di come e quando prolungare l’assistenza è completamente nelle mani dei medici, mentre invece è diritto inalienabile di ogni cittadino decidere se iniziare o quando lasciare il trattamento di sostegno». Insomma la posizione è chiara ed è, da quello che ricordo, la solita; quella, insomma, che il prof. Veronesi va affermando, con convinzione, da un po’ di tempo nei suoi interventi. «È data la possibilità al medico che ha in carico il paziente di non seguire le indicazioni di volontà anticipate, se questo contrasta con le sue convinzioni etiche, affidando il paziente ad altri medici». Bene direte voi, e allora? E allora? Leggetevi il titolo del Corriere e ditemi se a parer vostro non c’è contraddizione con quanto dichiarato dal professore. Delle due l’una: o il titolista è schifosamente fazioso oppure non c’ha capito un cazzo. Io protendo per la seconda ipotesi.

il metodo Travaglio…

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«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri».

giornalismo…

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«[N]essuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. »

Mario Giordano, 10 ottobre 2008

chiedo…

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«Chiedo: aver trascorso una vacanza con un tipo che poi si è rivelato un criminale, e dunque in piena innocenza e senza alcuna consapevolezza, vuol dire davvero essere per riflesso un criminale? »

Giuseppe D’Avanzo, 11 settembre 2008

…cosa davvero esagerata.

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La questione è ripresa da più parti: giornali e blog, come mosche sullo stronzo fresco, si sono fiondati a commentare le foto di Di Pietro in versione contadino. Tutti lì, quasi a formare un groviglio impazzito e disordinato di alette iridescenti, intorno alle fotuzze dell’ex ministro – come mosche sullo stronzo fresco, appunto: un pizzicare di mille probosciduzze a lingua di Menelicche ansiose di sfamarsi fino a che lo stronzo è bello caldo. Tutti pronti – fuor di metafora –, con lenti deformanti, garzantine e bignami vari, a tentar d’imbastire paralleli tra l’ex PM e Benito Mussolini.
È vero che a me il tipo – Di Pietro, dico – sta antipatico assai (e quindi ogni mio commento sulla faccenda sarebbe cosa assai parziale), però, suvvia, al netto della faziosità, arrivare a dipingerlo come uno statista mi pare cosa davvero esagerata. Non trovate?