Tag Archive for 'Giuliano Ferrara'

…il tempo della prefigurazione

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Siete sicuri che sia meglio morire senza saperlo, facendo le valigie in un albergo, come è capitato a Mike Bongiorno? [...] È che non ne sappiamo più niente, di questa cosa che ci riguarda e nutre la nostra vita, con tutti i suoi significati, perché la vita non ha più statura sacra. Tanto che perderla facendo le valigie, ma per una destinazione sconosciuta e senza il tempo della prefigurazione, è considerato da chi rimane a terra il colmo della felicità”. Così Giuliano Ferrara su Il Foglio di ieri. Be’, che dire? Fa venire voglia di fargli un augurio. Vabbe’, lasciamo perdere.

quando tutto è Shoah, la Shoah è niente…

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Mette le mani avanti il vescovo di Augsburg, Walter Mixa. Intervistato, infatti, dal quotidiano “Fraenkischen Landeszeitung” dice: «L’Olocausto c’è sicuramente stato nella dimensione di 6 milioni di morti».
Osservate, signori, il vescovo in azione: prende lentamente i paletti e inizia a costruire lo steccato sul campo della discussione ché lui non è mica come quel negazionista lefebvriano suo compare. Assolutamente. Lui ci tiene subito a precisare che i morti ci sono stati. Ci tiene. E lo fa subito presente: mette, appunto, le mani avanti.
Appena messo su lo steccato, però, il presule prova ad appoggiarsi; ma ecco che come si appoggia, cade e fa il botto – un lampo di magnesio, presto, m’è caduto il vescovo: passatemi l’aceto ché sua eminenza s’è sentito male. Dice: forse pensava ai morti della Shoah e zac! un giramento di testa, tanto è sensibile… Macché, sentite come conclude: «… ma questa cifra – quella dei morti ebrei ammazzati – l’abbiamo già superata con gli aborti. Questi 9 milioni ci mancano». Lasciate perdere l’aceto, usatelo per condirvi l’insalata. Questo è peggio di quell’altro suo amico.
Delusi? E di che? Siamo alle solite: o è una cretinata o è una provocazione. O – e qui mi sia concesso l’insulto – è una provocazione cretina ché – per dirla col vicepresidente della Comunità ebraica tedesca, Dieter Graumann – «non si possono mettere donne e medici sullo stesso piano dei criminali nazisti». Si, certo, non c’è alcun dubbio: dev’essere una provocazione cretina. Roba degna di Giuliano Ferrara, insomma.

di schifo e di stronzate…

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L’eutanasia fatta in casa, come tradizione impone, sganciando un centone all’infermiere di turno per l’overdose di morfina, quel rituale carico di ammiccamenti, di mezze verità e di ipocrita complicità – tutto questo, dico – non fa assolutamente schifo a Giuliano Ferrara: “Puoi rifiutare una cura e lasciarti morire. È un fatto. Ma una legge che stabilisca questo fatto come diritto è un’altra cosa.” – l’aveva scritto un po’ di tempo fa su Il Foglio. Perché scrivo questo? Perché stamani il direttore è schifato, e pure assai. Avrà mangiato pesante? Può essere. Ma – a dar retta a quello che scrive – non è questo a schifarlo: c’è l’ha a morte con quanti hanno sperato che Eluana potesse finalmente riuscire ad ottenere quello che voleva e, soprattutto, ce l’ha con Beppino Englaro che, “pronto al comizio e al talk show”, s’è permesso di “dare voce a tutti gli altri dopo Eluana”. Questo comportamento , per il direttore, è roba ributtante, da far voltar lo stomaco: “Non ho mai provato un simile schifo in vita mia” – ha scritto in chiusura al suo articolo. E – udite udite – non solo l’ha scritto ma lo ha anche ripetuto dai microfoni di Radio24 – a Parliamo con l’Elefante – battibeccando con l’amico Gad Lerner.

Non è il caso di star qui a ribattere quel cumulo di stronzate che il tipo va dicendo e scrivendo da diverso tempo ché a farlo si rischia di fare pure brutta figura. Però, credetemi, è davvero avvilente sentire ripetere quelle stesse cose dalla viva voce di Giuliano Ferrara – fa impressione, davvero. Avvilente anche leggerle, ma sentirle avvilisce di più.

che scena…

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Dopo le due sentenze che autorizzavano la sospensione dei trattamenti sanitari che continuano a mantenere artificialmente in vita il corpo di Eluana Englaro, Camera e Senato avevano presentato ricorso alla Corte Costituzionale che – è notizia di ieri seralo rigetta con un netto “non luogo a provvedere”. Adesso la questione ritorna, nuovamente, nella mani della Corte di Cassazione che entro il prossimo mese dovrebbe deliberare sulla controversa vicenda (questa volta in maniera definitiva e inappellabile).
A questo punto, però, il doloroso caso Englaro parrebbe concluso ché sarebbe davvero inammissibile una sentenza che negasse al padre di Eluana la possibilità di agire secondo la volontà espressa dalla stessa figlia. Ma, si sa, in questo caso (e in Italia, soprattutto) il condizionale è d’obbligo ché può – almeno per chi ci crede, dico – sempre scapparci il miracolo. E allora prepariamoci: veglie, bottigliette d’acqua a invadere sagrati, pacifiche proteste, giri di rosario, scioperi della sete e della fame. Fino all’11 novembre, insistendo, può darsi che qualcuno in alto (ma molto in alto) si ravveda e faccia partire le pratiche per un eclatante miracolo risolutorio. Immaginate la scena: Eluana esce dal coma e dopo aver perdonato il padre corre ad abbracciare Giuliano Ferrara. Che scena. Roba che al direttore si raggrinziranno non poco i già piccoli testicoli.

le scemenze…

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«Essendo questa la verità dei fatti – scrive stamani Giuliano Ferrara –, i cronisti e commentatori più conformisti [...] le portano una sfida quotidiana. E nascondono al pubblico, dicendo scemenze di tono inutilmente maramaldesco su Bush e su Dick Cheney, colpiti da una irrilevante ostilità dei sondaggi di cui non si curano. » A mo’ di chiosa: dei sondaggi bisogna curarsene solo se non ci sono ostili. Gli altri? Sono irrilevanti. Ovviamente.

[...]

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«[T]roppe volte è una fatica bestiale convincere un marito che, al confronto con il frastuono che produce lui la notte, un martello pneumatico sembra una ninna nanna. Prepotenti signori dell’universo per diritto naturale, spesso i maschi hanno la spocchia di negare che russino. Arrivano persino a negare che, anche se lo facessero davvero, questo concertaccio impedirebbe al partner di prendere sonno. Grrrrr. Più di una moglie è stata costretta a piazzare un registratore sul comodino per averne la prova. A ri-grrrrr.»

Anselma Dell’Olio, 25 settembre 2008

tutto può succedere…

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Splendente come non mai – come dubitare? – Giuliano Ferrara scrive stamani, in prima pagina, su Il Foglio: «La mia opinione laica e devota è che nel rapporto privato tra una persona e un medico, tra familiari e amici, nella relazione speciale con una suora o un prete, insomma in un rapporto di cura e carità, tutto può succedere, anche la preghiera di essere aiutati in certe circostanze a passare un confine ha diritto di essere ascoltata senza ipocrisie. Non in nome di una idolatrica dignità del morire, bensì della pietà che sempre e da sempre supera ogni legge». E qui, in punta di piedi, farei notare l’assurda conseguenza di questo ipocrito argomentare: nel diritto positivo sia esclusa la possibilità di dar corso a qualunque atto eutanasico ché solo in nome della pietà – nell’illegalità, mi par di poter affermare – un atto del genere può essere tollerato. Meglio non parlare apertamente di certe faccendacce: renderle legali servirebbe solo a pubblicizzarle e a dare scandalo. Meglio, molto meglio, agire nel silenzio dell’illegalità dove, per l’appunto, «tutto può succede» ché «è inevitabile – lo diceva quel tale – che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! ».

un pensierino…

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Roba da sprecarci litri d’inchiostro per un paio di paginate fitte fitte di considerazioni e implicazioni teologiche, tant’è inquietante la valenza simbolica del gesto riconciliatore — quello riprodotto in foto, dico. Fossi Giuliano Ferrara un pensierino ce lo farei.

questioni ambientali…

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«Sono stanca di sentir ripetere che la 194 non si tocca. Non lo accetto. È una legge di trent’anni fa; dobbiamo tener conto dei progressi scientifici. A 22 settimane, il feto è già un bambino. I casi di cui ha scritto Giuliano Ferrara mi hanno colpita molto. Se davvero nascono vivi, se c’è la possibilità di rianimarli, allora — fatti i necessari approfondimenti — quel limite di 22 settimane andrebbe abbassato. L’ha detto anche Alessandra Kustermann della Mangiagalli, una donna straordinaria».

On. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente

disse la vacca al mulo…


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Giuliano Ferrara, rispondendo ad un lettore, commenta sarcastico la notizia di Capezzone portavoce di Berlusconi. Nella sua letteruzza, infatti, il lettore de Il Foglio, assai perfidamente, cita un paio di dichiarazioni – con tanto di data – nelle quali l’ex segretario dei Radicali ha dato a Berlusconi del matto o del cialtrone e Ferrara, di punta ma pur “senza rancori”, attacca la risposta con un “[t]utti hanno diritto a una fetta di torta. Ma qui si esagera un poco, detto senza niente di personale…”. Si esagera? Certo che si esagera. Soprattutto se si pensa che a sottolineare l’incoerenza di Capezzone (e del cosiddetto “ Grande Anarca”) sia un trasformista della politica come Giuliano Ferrara.