Tag Archive for 'Governo'

non vorrei essere oscurato…

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Roberto Maroni non convince e, quando dice che “nessuna legge speciale per il web, né a reati specifici, né a un intervento censorio da parte del Governo”, quando precisa che “lavoriamo per dare alla magistratura gli strumenti per rimuovere dal web le pagine su cui sia stato commesso un reato”, quando assicura che l’obiettivo “è un codice etico di autoregolamentazione”, col massimo rispetto (non vorrei essere oscurato), non si capisce di che cazzo parli.

troppo…

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“Io – ha dichiarato Brunetta [*] – sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo: io queste cose le conosco bene perchè io sono un economista, Tremonti non è un economista”.
Senza star qui a far troppi giri di parole: Brunetta ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo.

così, a naso…

Leggo in giro molte autorevoli penne gravide di avvilimento e sdegno per le dichiarazioni del pentito Spatuzza [*] e le ripercussioni che queste potrebbero avere sulla stabilità del Governo. Stronzate. Fossi in Berlusconi – così, a naso – mi preoccuperei più degli schizzi di sangue e di merda che s’alzeranno con la questione dell’eredità e dei conti all’estero [*].

morire a 31 anni…

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Mi è pressoché impossibile un commento all’ultima trasmissione di Radio Carcere (Radio Radicale, 27.10.2009 [*]) tant’è lo schifo e lo sconforto per quanto è accaduto a Stefano Cucchi [*].
Non c’è commento: lo stato delle carceri italiane dovrebbe far indignare ogni sincero liberale.

Dopo la bocciatura del lodo Alfano…

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Il governo – stando a quanto dice Berlusconi – sta lavorano a un piano per la realizzazione di carceri civili con 20mila nuovi posti.
Sempre a pensare solo ai cazzi suoi, insomma.

Nulla dovrebbe cambiare…

Nulla dovrebbe cambiare rispetto a prima, tranne un discreto aumento di casi di pestaggio di gruppi di tre persone. Tre tizi maggiorenni, con con la fedina penale candida, se ne andranno in giro armati di pettorina catarefrangente e telefonino nella buia notte a caccia di spacciatori, di sfruttatori e di ladri d’auto – convinti d’essere volontari della sicurezza. Speriamo solo che queste triplette della sicurezza, sguinzagliate nella solitudine della notte, non incroceranno mai né spacciatori, né sfruttatori né, tanto meno, ladri d’auto ché altrimenti a gruppi di tre saranno di sicuro vittime di sanguinosi pestaggi. Basterà massacrarne ben benino un paio di triplette e, in men che non si dica, o passerà la voglia a tutti di andarsene in giro nella notte nera a beccarsi mazzate da orbi o avremo l’ennesima professionalizzazione di un volontariato cui, come sempre capita, non basterà (solo) la volontà: una posta del bilancio pubblico dovrà pagare almeno le assicurazioni e i telefonini (oltre che le lavanderie per lavare il sangue dalle pettorine).
Ho paura a liquidare la faccenda come l’ennesimo atto ridicolo e grottesco di questo governo ma davvero non trovo altro registro. D’altro canto si sa: il ridicolo, in questo paese, ha sempre la meglio. Purtroppo.

irreparabilmente…

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«Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell’inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?». Così una delle tante “fortunate”, una di quelle reduci dal mercantile turco Pinar, riuscita ad arrivare a Lampedusa nelle settimane scorse. Storie terribili affollano la mente di queste sventurate, inenarrabili disavventure marchiano i loro corpi; e quella domanda – perché lo avete fatto? – invade ancor più la loro anima martoriata.
Mi viene in mente che dovremmo porcela anche noi quella domanda – e a voce alta. Invece – per il gusto di farcelo mettere nel culo – ci stiamo solo preoccupando (fingendo, deh, sia ben chiaro) di capire fino a che punto il “ciarpame senza pudore” ha devastato la nostra mente. Irreparabilmente.

non si sente volare una mosca…

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Pioggia di critiche da tutta Europa per Benedetto XVI dopo l’ultima uscita contro l’uso del preservativo nella lotta all’Aids. Certo, hanno detto in molti, non bastano i preservativi per debellare l’Aids; neppure chi li produce – tanto per dire – si spinge ad affermare tanto. Però, cazzo, dichiarare che l’uso del profilattico «aumenta il problema» è una mascalzonata bella e buona. Quelli della Durex – giusto per fare un nome – potrebbero citarlo in qualche tribunale per calunnia ché con la casacca degli untori uno non ci fa certo una bella figura. Ma qui, come al solito, divago. Torniamo alle reazioni di sdegno dei paesi europei. «La Francia – si legge in una nota ufficiale – esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi che riteniamo che mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica». Non meno ruvido l’intervento del governo tedesco: «Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi. Tutto il resto sarebbe irresponsabile». E – dirà il perfido lettore – l’Italia? Nell’ordine d’idea che anche i pidocchi debbono far sentire la loro tosse, arrivano dalle nostre latitudini le ferme posizioni del governo. Franco Frattini – tanto per citare l’intervento più espressivo – ha rifiutato ogni commento alle parole del papa, mentre il premier Berlusconi ha dichiarato senza indugi: «Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo».
Tiriamo le somme: oltralpe le dichiarazioni del pontefice sono apparse inopportune e pericolose; qui da noi – al netto delle solite eccezioni – stranamente non sento volare una mosca. I governi europei ritengono, giustamente, di manifestare la loro indignazione per quelle affermazioni gravissime e irresponsabili, di rispedirle con foga al mittente, e invece dalle nostre parti è unanime la genuflessione. Stranamente – dicevo – non si sente volare una mosca nonostante, e sottolineo nonostante, sia abbondantemente chiaro che siamo un paese di merda.

bau…

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Terminato il filone dei rumeni stupratori s’è subito attivato il solito modulo che fa della notizia seriale – per dirla con Edoardo Fleischner – la migliore delle armi di “distrazione di massa”. E così torna, prepotente, uno dei classici dell’informazione televisiva italiana: l’emergenza cani feroci. Rispetto agli altri anni, a dire il vero, siamo un po’ in anticipo sui tempi – ché di solito ’ste notizie si davano durante i mesi estivi – ma, evidentemente, occorre distrarre, adesso, l’opinione pubblica. Da cosa? La lista è talmente lunga che rischierei d’annoiarvi. E quindi, per farla breve, tralascio l’ammorbante compito di sfilar i grani della corona e dopo aver visto trattare i rumeni come cani, mi rassegno a veder trattati i cani come rumeni.
Attendo, fiducioso, il nuovo pacchetto sicurezza ché, in un modo o nell’altro, adda passà ‘a nuttata. Speriamo solo che passi presto, va’.

le convulsioni…

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Tre motivi tre per scatarrare tutta la propria rabbia contro questo Governo – il più clericofascista di tutta la storia della Repubblica italiana. Roba da farsi venire le convulsioni.