Archivi dei tag: Governo

…come l’Argentina

Sacconi.jpg

«Non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un’asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l’Argentina. »

Maurizio Sacconi, ministro del Welfare

S’i’ fosse…

hillary.jpg

S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

( Cecco Angiolieri )

[ * ]

la migliore opposizione

veltrusconi.jpg

«Non è ammesso – cito dall’Art. 74 della Costituzioneil referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali» e cosa mi propone la coppia Veltroni - Di Pietro contro il decreto Gelmini? (decreto che, per lo più, è un capitolo di legge finanziaria) Un referendum. Ci toccherebbe – se passasse la proposta, dico – andare a decidere sul grembiule e sul voto in condotta. Gran bella cosa. Davvero un gran bel risultato.
L’idea che mi son fatto? S’annaspa nel buio più totale e si fatica a star dietro alle mascalzonate del governo. Non c’è opposizione. Anzi, c’è la migliore opposizione che Berlusconi potesse sperare.

…nazione di distratti

tremonti.jpg

«Quell’emendamento – ha dichiarato l’altro giorno Tremonti – è fuori dalla logica del governo: o va via quell’emendamento o va via il ministro dell’Economia».
L’emendamento che ha fatto incazzare il ministro è il cosiddetto “salva-manager” ovvero l’articolo 7-bis contenuto nel decreto Alitalia: “le dichiarazioni dello stato di insolvenza [...] sono equiparate alla dichiarazione di fallimento [...] solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura”. Detto diversamente: per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento. Mossa politica – è parer tutto personale, si badi – azzeccatissima, ché in un sol colpo il ministro ha dimostrato quanto narcotizzata sia l’opposizione e, soprattutto, quanto la sua parola conti all’interno del centrodesta (“Io – ha dichiarato Berlusconi – non ne ero a conoscenza ma ho avuto garanzia da Tremonti che è stato tolto” ). Si dira: ma dov’era Tremonti quando al Senato il decreto fu votato in prima lettura? Vero – me lo chiedo anch’io, in effetti –, ma mi gioco un testicolo che nella mente di tutti rimarrà solo il ricordo del plateale punto messo a segno l’altro giorno, ché – lo scrive Geminello Almi in Una repubblica fondata sulle rendite – “la nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria”.

…sticazzi!

santanchè.jpg

«Con me è venuta via dalla Destra gente del rilievo di Schiuma e Lo Surdo. »

Daniela Santanchè

decreti…

silvio-berlusconi.jpg

«Imporrò al Parlamento l’approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese». Così ieri Silvio Berlusconi in risposta ad un inefficiente e ingessato Parlamento. Tre hip-hip-hurrà per il Premier. Fa bene. Del resto anche i toni usati sono stati pacati e conciliatori ché lui, diciamocelo francamente, avrebbe «potuto fare di questa aula un bivacco di manipoli» e invece s’è limitato solo a paventare l’uso di uno «strumento che la legge pone a disposizione del governo». Lo ripeto: bravo Silvio. Basta con tutte queste perdite di tempo, i dibattiti in parlamento, le votazioni, l’ostruzionismo dell’opposizione e quant’altro. Decreti, decreti per tutti e su tutto. Da dove s’inizia? Ma mi pare chiaro: la lotta ai graffiti e alla pornografia via etere. Tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – siamo angosciati da questi due problemi e tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – ne riconosciamo la straordinarietà e la necessità di agire con l’urgenza prevista dalla stessa Costituzione. Ma mica vogliano fermarci qui? No, dico: si vuole, finalmente, combattere il problema della puzza di piscio del cane randagio sullo zerbino di casa? E allora urge un decreto. Così come serve un decreto per il fastidioso problema delle doppie punte . E uno – fanculo alla Marcuzzi – per le irregolarità intestinali? Ma soprattutto, il più urgente di tutti, per affrontare l’emergenza delle emergenze: l’uso indiscriminato di link e stratagemmi vari per scalare la classifica di blogbabel.

[...]

silvio.jpg

«Silvio Berlusconi definisce “quasi imbarazzante” il consenso raggiunto dal suo governo, in base agli ultimi sondaggi. E scherza con chi dice che ora si può solo tornare indietro: “non mettiamo limiti alla divina provvidenza” ».

Ansa.it, 20 settembre 2008

« “Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini”: manifestazione oggi a Venezia per l’arrivo in laguna del ministro dell’istruzione. Gli striscioni sono stati appesi al Ponte dell’Accademia. “Non pensavo che, facendo il ministro dell’Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell’ordine”, ha detto il ministro inaugurando il suo discorso al Forum dei giovani di Confcommercio. »

Ansa.it, 20 settembre 2008

per le pari opportunità…

maria_rosaria_carfagna.jpg

«La prostituzione in un luogo pubblico – così leggo su ansa.it – è considerato fenomeno di “allarme sociale” e come tale è reato e va punito, perfino col carcere, in egual maniera fra chi la esercita e chi se ne avvale». Questo, in sintesi, il cuore del ddl approvato stamani dal Consiglio dei Ministri e messo a punto da Mara Carfagna, ministro – ricordano le cronache – per le Pari Opportunità.
Farlo per strada, evidentemente, offriva assai scarse (se non impari) opportunità.

ovviamente…

scuola.jpg

«In fatto di laureati e specializzati – leggo su La Stampa a commento del rapporto dell’Ocse – il Belpaese si colloca al di sotto della media di Cile e Messico, in una classifica impietosa che lo vede fanalino di coda insieme a Brasile, Turchia, Repubblica Ceca e Slovacchia». E noi qui ancora ad azzuffarci sul maestro unico e sul grembiule alle elementari. Senza vergognarci. Ovviamente.

l’emergenza…

Venere di Cirene.jpg

Manco il tempo di far arrivare la Venere di Cirene a destinazione che da Roma – a voler rimarcare quella benedetta «fattiva collaborazione » tra Chiesa e questo governo – si sente l’esigenza (ma non l’imbarazzo) di affermare che «l’emergenza [immigrazione] [...] ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche».
Uno spottone per l’iniziativa governativa coi controcazzi, insomma. Chissà quanto ci costerà.