
In sintesi: una coppia di anziani coniugi viene barbaramente uccisa nella loro villa di Lugagnano di Sona, nel veronese. Dura – riportano i giornali – la reazione del sindaco, Gualtiero Mazzi, della Lega Nord (non è un’aggravante, ma di certo non può essere considerata un’attenuante), secondo cui «in casi del genere non escluderei la pena di morte anche se siamo Italia, il paese del Papa». Parrebbe, a seguire il fine argomentare del leghista, che l’unico ostacolo all’applicazione della pena capitale in italia stia tutto nella presenza del papa tra i confini nazionali. Possibile – mi chiedo – che non ci siano altre ragioni per condannare l’infame pena? Eppure basterebbe ricordare al devoto sindaco leghista (e a chi come lui la pensa) che la pena di morte è stata ufficialmente cancellata dalla Legge fondamentale dello Stato Vaticano solo (e sottolineo solo) nel 2001 e che – leggo dal Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 2267 – “l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte”.
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