prendermi le mie licenze…

Io ho sempre fotografato su pellicola usando un solo obiettivo, un grandangolare classico 20 mm. È un obiettivo con cui non ti puoi nascondere, ma devi andare vicino al tuo soggetto, starci davanti mentre lo fotografi, entrarci in relazione. Per fotografare col 20 mm devi essere accettato. L’avevo scelto in senso politico, oltre che per avere sulla carta qualcosa attorno al soggetto, che renda l’ambiente, l’atmosfera, il contesto della storia che racconto. Ai professionisti e ai puristi è un obiettivo che non piace, ma non m’interessa. Come autodidatta sono sempre stato massacrato, ma questo mi ha anche permesso di prendermi le mie licenze.

Antonio Murgeri, fotografo [*]

a dar retta a quello che dice Coppi…

Coppi

Interrogato sulla sentenza della Cassazione che tanto ha fatto e sta facendo parlare, l’avvocato Coppi, al Corriere della Sera, ha, tra le altre cose, così dichiarato: «Io non ci sono in quel processo. E non smanio per esserci». Di quale processo si tratta? È il cosiddetto Ruby ter, quello che vede – giusto per dar qualche informazione sommaria – Berlusconi accusato di aver corrotto i testimoni nel processo in cui è stato assolto. L’implicazione, insomma, assolto nel processo principale, assolto in quello secondario, non è implicazione automatica; anzi, a dar retta a quello che dice Coppi, non è manco tanto scontata.