Archivi dei tag: Italia

l’emergenza…

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Manco il tempo di far arrivare la Venere di Cirene a destinazione che da Roma – a voler rimarcare quella benedetta «fattiva collaborazione » tra Chiesa e questo governo – si sente l’esigenza (ma non l’imbarazzo) di affermare che «l’emergenza [immigrazione] [...] ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche».
Uno spottone per l’iniziativa governativa coi controcazzi, insomma. Chissà quanto ci costerà.

andare a messa a sberle…

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«Ho avuto una educazione cattolica repressiva dai miei genitori che mi costringevano ad andare a messa a sberle. Dell’Italia e di Ortona, dove sono cresciuto, ho sempre odiato quella cultura falsamente moralista per cui nella vita fai le peggiori porcate e poi ti lavi la coscienza in chiesa. »

Rocco Siffredi, Vanity Fair – 23 luglio 2008

… europa.zip

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Col caldo – sarà sicuramente colpa del caldo – gli si son ristrette le mire di statista ché meno di un mese fa diceva che era l’Europa intera a necessitare di un “drizzone”. Adesso parla già solo dell’Italia.

primo ministro…

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«Sono fiero di essere cittadino di un paese dove il primo ministro può essere indagato come ogni altro cittadino. »

Ehud Olmert, primo ministro israeliano.
(E sottolineo israeliano).

s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

…essi fraternizzano

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«Ora, degli italiani piccolo-borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione pubblica o di potere; perché essi riconoscono subito, in tale scandalo, una possibilità di istituzionalizzazione, e, con questa possibilità, essi fraternizzano. »

Pier Paolo Pasolini

underwear…

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«Per me le nozze sono tra un uomo e una donna, quelle tra omosessuali mi scandalizzano perché sono uno che crede nella famiglia da quando sono bambino e per chi crede nella religione una cosa del genere è molto strana».

Rino Gattuso, 21 giugno 2008

l’antiberlusconismo…

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«È incredibile – dice un Berlusconi tutto indignato – che [Veltroni] si proponga come leader politico. Se sono confermate le notizie sulla bancarotta di Roma, dovrebbe ritirarsi». Si è passati ai colpi bassi, par di capire. A questo punto, per onestà, il buon Walter – al netto delle scontate promesse di “un autunno di contestazione”, dico – dovrebbe ammettere che puntare sulla pia speranza di un qualsivoglia cambiamento in Berlusconi sia stata una cazzata. Un’emerita cazzata. La (triste) realtà è questa: il leader del centrodestra si conferma quello di sempre anche se stavolta – e qui la novità – l’opportunismo, l’ipocrisia, l’arroganza, il cinismo che lo contraddistinguono hanno il consenso di una vasta platea che, per una rata di ICI in meno, legittima e autorizza quegli atteggiamenti come strumenti di governo. Il baratro che si è venuto a formare è incolmabile, la spaccatura, oramai, è larga, profonda e incontestabile: esiste un antiberlusconismo che Silvio stesso è costretto a tener vivo ché altrimenti dovrebbe, de facto, rinunciare a fare i cazzi suoi. E figuriamoci se il Cav ci rinuncia.

Fidatevi…

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Fosse capitato a me avrei subito impugnato le tracce ministeriali – quelle del compito d’italiano, dico – per evidenti vizi di forma ché il ballerino Boris Kniaseff masculo era. Senza pensarci su due volte, poi, avrei ricusato tutti i commissari d’esame ché in veste di pubblici ufficiali si rendevano complici del ministero: «si tratta – avrei gridato in faccia a qualche membro della commissione – dell’ennesimo stupefacente tentativo [...] di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici»… Anche perché, a ben pensarci, gli estremi della grave persecuzione ad personam c’erano – e ci sono ancora – tutti: non sono più urgenti gli esami del sangue e dell’urine rispetto a quelli di maturità? Volete mettere l’allarme sociale che suscitano quelli se paragonati a questi ultimi? Precedenza dunque al VES e al TAS… altro che Montale! E voi, cassandre che non siete altro, non scassatemi il cazzo scuotendo la vostra bella testolina e mettendo su un musetto a culo di gallina – ché vi vedo lì a dire che la cosa non si può fare. Fidatevi: è così che oggi giorno si ottiene giustizia. Fidatevi.

lo schizzo…

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«I miei legaliscrive il dott. Silvio Berlusconi – mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria».
Quest’uomo non conosce il significato del sostantivo pudore: piscia, allegramente, sulla carta costituzionale e poi viene a dirci (anzi lo fa dire al Presidente del Senato) che la sua pisciata, casualmente, potrebbe, schizzando, lavargli pure le scarpe sporche di merda; è, si badi, conseguenza involontaria ché lo schizzo – è cosa risaputa tra i maschietti – difficilmente lo si riesce a controllare. Al confronto – fatti i distinguo e le debite proporzioni del caso, voglio dire – quello svergognato di Bassolino ci fa la figura del simpatico mascalzone.