
Il miserabile spettacolo del decreto anti-crisi è un misto tra il teatro di Ionesco e l’opera dei pupi. C’è l’assurdo: il governo impone con una mano la conversione di un primo “provvedimento urgente” infarcito di errori ed orrori, con l’altra ne presenta un secondo che riscrive quello appena approvato. C’è la farsa siciliana: il Parlamento svilito nella quinta di un’opera buffa, dove gli eletti del popolo, povere marionette, si scambiano legnate fragorose ma inutili.
Com’è che ve lo immaginavate, voi, un colpo di stato? Coi cingolati a bloccar le strade, gli arresti in massa, emittenti radio/televisive occupate e, magari, il coprifuoco? Avete visto troppi film.









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