Tag Archive for 'Laicità'

un dettaglio…

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Interrogato sulla questione del crocifisso nelle aule, Pierluigi Bersani – non so se avete presente – se ne esce con la seguente dichiarazione: «Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» [*]. La tradizione si giustifica in quanto antica: non un simbolo religioso – il crocifisso, dico – ma un dettaglio inoffensivo, derivante da “un’antica tradizione” che ci è diventato caro nella scenografia e li ce lo teniamo, come la gondola di plastica sulla televisione della nonna.
A pensarla come Bersani un po’ tutti; in testa i vescovi italiani, della Cei.
Pataccari, tutti pataccari e bestemmiatori. Difendono la gondola di plastica della nonna, mica il simbolo del Dio vivente. Ipocriti schifosi. (Roba che se fossi Jahvé li annienterei tutti con una scorreggia, ché sarei tipo abbastanza severo contro offese simili.)

la nostra storia, la tradizione…

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Il crocifisso – ci fa sapere il ministro Gelmini – «è certamente un simbolo religioso ma la sua presenza in classe non significa adesione al cattolicesimo, è la nostra storia, la tradizione. Le radici dell’Italia passano anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella anche una parte di noi stessi».
Farei sommessamente notare alla Gelmini: il crocifisso nelle aule scolastiche compare con la riforma fascista di Giovanni Gentile – Art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965. È questa la tradizione a cui il ministro si riferisce?

è necessario…

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“È necessario evitare la secolarizzazione dei sacerdoti e la clericalizzazione dei laici.”

Benedetto XVI, 17.09.2009

[...]

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«Sono in minoranza, ma convinto che le istituzioni debbano essere laiche. Siamo sicuri che il testamento biologico approvato al Senato sia per davveo la laicità? Perchè quando si impone per legge un precetto si è più vicini a una concezione da Stato etico che non da Stato laico. Ma ne discutermo, so perfettamente che è una posizione minoritaria e che comunque va compresa per fare un partito non solo plurale, ma di contenuti e che perlomeno si interroga sui problemi del domani. »

Gianfranco Fini, 28.3.2009

il bello della vita…

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Cambia il segretario ma non cambiano le divisioni. I temi etici continuano ad essere terreno di scontro tra le anime del Pd. L’ultimo strappo lo compie Francesco Rutelli che non firma l’emendamento che rappresenta l’orientamento del gruppo sul testamento buiologico e presenta una sua proposta di modifica al testo del governo. Una scelta che suscita polemiche e che viene vista con un scoperto favore dal Pdl. [...] Per l’ex sindaco di Roma il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare: “Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione deve essere legittima.” [ * ]


Meglio non si poteva ritrarre il partito di merda sul quale svolazzano, impazziti, questo sciame singolarissimo di avidi mosconi.
Diciamolo: uno vede il partito per il quale ha votato sprofondare sempre più nella merda e un po’ ci rimane male. Ma poi cerca di farsene una ragione e, come altri, trova la soluzione al problema – il bello della vita è questo.

non disattendere…

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«Dobbiamo comunque cercare di non disattendere le istanze della Chiesa.»

Silvio Berlusconi, 05.02.2009

mi gioco un’ostia…

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A chi gli chiedeva un decreto per bloccare la procedura di sospensione delle cure mediche ad Eluana, Berlusconi – da la Repubblica del 04.02.2009 – diceva: “Non ci sono le condizioni per un provvedimento del genere” ché – così giustificava la decisione – si rischia “un conflitto tra poteri”. Passano meno di 24 ore ed eccolo dichiarare: “Stiamo lavorando per intervenire”. C’è una ragione per spiegare questo cambio repentino di azione? C’è. La leggo su repubblica.it: “Nelle ultime ore, le pressioni del Vaticano sul governo devono aver raggiunto livelli tali da costringere Berlusconi a tentare la strada del provvedimento urgente”. Mancano, sia ben chiaro, le prove materiali – almeno a me mancano –, ma è andata così, mi gioco un’ostia. Oramai non ci indigniamo neanche più per queste schifezze; siamo abituati, manco più ci facciamo caso.
Lo Stato della Città del Vaticano, da circa un mese, ha deciso di non recepire più automaticamente la normativa dello Stato italiano, ma lo Stato italiano recepisce più che automaticamente – se mi è lecito questo stupido avverbio – i diktat vaticani. A questo punto l’Italia può pure sprofondare nella merda, non verserò una sola lacrima.

la fine dello Stato di diritto…

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“Al di là delle convinzioni personali di ciascuno di noi sul merito complessivo della dolorosissima vicenda [di Eluana Englaro] e, conseguentemente, sulla bontà, o meno, della decisione giudiziale assunta dalla Corte Suprema, oggi ci troviamo pertanto, a valle del problema principale, di fronte a una importante questione di principio sulla quale occorre essere chiari, determinati, inflessibili: che le sentenze irrevocabili della Cassazione, piacciano o non piacciano, siano condivise o non siano condivise, devono essere, in ogni caso, applicate, adempiute, eseguite. Infrangere tale regola significherebbe innescare una rottura gravissima del principio di legalità attorno al quale ruota l’intero nostro sistema giuridico.”

simbolo…

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Il problema, secondo monsignor Angelo Amato, è “che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica: lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno”. Questo significa, ad esempio, che lo Stato “obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d’istruzione ma d’indottrinamento”.

Sia consentita una riflessione personale: questi, come simbolo, dovrebbero avere una Faccia di Culo. Altro che la Croce.

parassiti…

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«Dall’altra parte del Tevere si è tirato un sospiro di sollievo per la decisione del governo di far marcia indietro sul taglio di oltre il 30% delle risorse a favore delle scuole parificate, circa 500 milioni l’anno sui 50 miliardi destinati invece alla scuola pubblica. Ma in realtà alla Cei i conti ancora non tornano. E il messaggio è già stato fatto recapitare ai piani alti del governo. «Siamo parzialmente soddisfatti», sottolineava [...] dai microfoni della Radio [Vaticana] il presidente di Fidae (la federazione delle scuole cattoliche) don Francesco Macrì. Da un convegno sull’educazione a Venezia rincarava la dose il cardinal Angelo Scola: «Sulla parità scolastica siamo sempre in grave sofferenza». Da un lato le gerarchie ecclesiastiche vogliono la certezza che i 120 milioni di euro per il 2009, messi genericamente a disposizione della Pubblica Istruzione, siano tutti destinati a coprire il taglio subìto. Dall’altra la Chiesa rivendica altri 54 milioni, gran parte dei quali relativi al 2008. «Posso assicurare che il governo li sta recuperando altrove, sono in arrivo», assicura Gabriele Toccafondi, deputato Pdl, ma soprattutto uomo di Cl in commissione Bilancio alla Camera, da dove la manovra dovrà ripassare per il via libera definitivo.
Nei Sacri Palazzi i conti li hanno fatti con precisione: la Cei chiede altri 14 milioni di euro per il 2009 (il taglio complessivo avrebbe dovuto essere di 134 milioni), più altri 40 milioni relativi al periodo settembre-dicembre di quest’anno. «Un mese fa le risorse sono sparite dalle disponibilità degli uffici scolastici regionali», denuncia Toccafondi. Proprio per questo, prima di cedere alle richieste pressanti dei vescovi, il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas aveva ipotizzato un intervento «in via amministrativa». Ma quelle somme, secondo quanto si vocifera nei corridoi del Tesoro, erano già state tagliate d’ufficio dalla Ragioneria e all’insaputa di Giulio Tremonti.
«Quale che sia la ragione, il governo deve recuperare quei fondi», dicono in Cei.»

La Stampa, 7.12.2008