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s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

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«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né al di là della natura, ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto “divino”, ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso; non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita. »

Friedrich Nietzsche, L’Anticristo, cap.XLVII

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«[Il papa] si è imbufalito per non essere stato messo tra le prime cento personalità del mondo. Lui, così vanitoso, sempre con la mitria. L’altro, il “Santo Subito” Wojtyla, aveva un vantaggio: era un buon attore, fingeva di essere gobbo e buono, e viaggiava, e viaggiava, anche se non ha mai mosso la Chiesa di un millimetro. Questo è molto elegante, ha un accento che se si veste da SS con quella faccia fa svenire tutti gli ebrei che incontra. È inutile che s’incazzi. La retorica della povertà è quella che ha vinto sempre: San Francesco a piedi nudi, Ghandi vestito da paria, Teresa di Calcutta in sandali. Se vuol salire in classifica, si metta un saio da francescano, impari l’arabo e vada a Gaza a fare un discorso. »

Paolo Villaggio, 30 giugno 2008

underwear…

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«Per me le nozze sono tra un uomo e una donna, quelle tra omosessuali mi scandalizzano perché sono uno che crede nella famiglia da quando sono bambino e per chi crede nella religione una cosa del genere è molto strana».

Rino Gattuso, 21 giugno 2008

dei paesi civili…

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«Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà, ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun paese del mondo. Il clericale non arriverà mai a capire la distinzione tra peccato – quello che lui crede peccato – e delitto – quello che la legge secolare ha il compito di condannare come delitto. Punisce il peccato come se fosse delitto, e perdona il delitto come se fosse peccato. Non è mai uscito dall’atmosfera dei dieci comandamenti, nei quali il rubare e l’uccidere (delitto) sono messi sullo stesso livello del desiderare la donna altrui (peccato). Perciò è necessario tener lontano i clericali dai governi dei paesi civili. »

Gaetano Salvemini, 1947

incluso il celibato…

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Non si può fare a meno di dare notizia che hanno condannato un altro prete. Pare – a dar retta a quello che riportano le cronache – che il chierico tra un Ave e un Pater, nel segreto della sagrestia, si sia inculato 16 ragazzetti… Come? Poco sarcasmo, per piacere: i pedofili – è cosa risaputa – ci sono in ogni genere di categoria: idraulici, notai e taglialegna. D’altronde, a dar retta la statistica, in sei casi su sette l’accusa di pedofilia a un prete cela un complotto ordito dalla lobby laicista. Quando un prete poi ha davvero commesso un abuso su un minore la Chiesa è severissima ché il Codice di Diritto Canonico non scherza mica. È successo così anche per l’ex parroco di Farneta, Pierpaolo Bertagna? Ci potete scommettere. “L’uomo – riporto paro paro la notizia – venne arrestato nel 2005 dopo la denuncia dei genitori di un ragazzino di 13 anni”. Bastarono poco più di un anno e “Benedetto XVI lo aveva [già] dispensato da tutti gli oneri del sacerdozio, incluso il celibato”. Incluso il celibato, capito? Roba che il chierico si sarà cagato sotto!

in culo alla costituzione…

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«Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, [Berlusconi] si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - “scuola pubblica non statale”. »

Claudio Tito, la Repubblica

«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »

…viene da piangere


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Guardateli quanto son carini. Ditemi, per davvero, se a guardarli non c’è da commuoversi: ammalato e mignatta, seduti teneramente uno di fronte all’altro. Uno gli offre, felice, la vena più succosa e l’altro – il parassita, dico – già arrota i denti e pregusta, felice, il flusso ematico che da li a poco, a fiotti, rinvigorirà il suo stanco corpo. Parassita e parassitato uniti in un tutt’uno (ché è pur sempre vero che «siamo sullo stesso piano su cui opera la Chiesa da sempre…» ). Felicemente uniti al punto da non poter più distinguerne i confini («noi siamo dalla parte della Chiesa…»). Uniti in una danza che è, oramai, simbiosi.
Che bel quadretto. Viene da piangere.

basta il pensiero…

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«Il Cavaliere – leggo dal sito de la Repubblica – ha regalato una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa. Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della basilica vaticana».
Quando si dice basta il pensiero, nevvero Joseph?

…quanta sporcizia c’è nella Chiesa!

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Tutta da leggere la pagina in cronaca de la Repubblica di stamani. Titolo: “Vanità, invidia e calunnie. Vizi capitali anche nella chiesa”. Un’analisi spietata – lucida e spietata come solo chi conosce dall’interno i meccanismi di potere della Chiesa può fare – del cardinale Carlo Maria Martini.
Mi vien da pensare: Madonna “
quanta sporcizia c’è nella Chiesa!” (cfr. Ratzinger, marzo 2005) – con tutto il carico del mio laicismo e la spregiudicatezza del mio relativismo, al confronto, mi sento così pulito e innocente. Quasi una candida colomba, ecco.