Archivi dei tag: leggi

primo ministro…

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«Sono fiero di essere cittadino di un paese dove il primo ministro può essere indagato come ogni altro cittadino. »

Ehud Olmert, primo ministro israeliano.
(E sottolineo israeliano).

per legge…

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«Si tratta - ha detto il guardasigilli, Angiolino Alfano - di un disegno che stabilisce la sospensione del procedimento penale e questo è possibile farlo con una legge ordinaria. I processi sono sospesi e la legge introduce un limite preciso e ineliminabile: la fine della legislatura».
A prescindere dalla propria tendenza politica, comunque la si pensi, da ieri sera è dato di fatto, incontrovertibile: la legge in Italia non è uguale per tutti. Non che prima le cose andassero diversamente, sia ben chiaro, ma da ieri sera tutto è scritto nero sul bianco nel Codice: la legge è uguale per tutti (o dovrebbe esserlo) fatta eccezione per le quattro più alte cariche dello Stato. Dice: e perché solo le prime quattro? la quinta no? Evidentemente, che vi debbo dire, non era così influente – la quinta carica, dico – da poterlo pretendere. Nulla da fare, quindi: s’attacchi! (e si lasci processare).
I comuni mascalzoni sono avvisati: in Italia per loro non c’è scampo (è teoria, si badi) ché non possono sottrarsi al giudizio astenendosi dal comparire al dibattimento. Silvio Berlusconi, invece, può farlo. Per legge.

per motivi umanitari…

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«Un provvedimento mirato a riconoscere la cittadinanza italiana per ragioni umanitarie ai bambini rom nati in Italia e senza genitori». Così Roberto Maroni, ministro dell’Interno, annuncia la proposta che farà nei prossimi giorni al governo. Questo – è lo stesso ministro a precisarlo – al fine di «garantir[e] un nome, un cognome, un’identità non per Jus sanguins ma per motivi umanitari».
Già m’immagino la felicità della zingarella a cui, per motivi umanitari, verrà imposto di cambiare il nome da Katiza a Immacolata…

Schifani bis…


Solo un altro treppiede potrà fermarlo. Adesso.

lo schizzo…

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«I miei legaliscrive il dott. Silvio Berlusconi – mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria».
Quest’uomo non conosce il significato del sostantivo pudore: piscia, allegramente, sulla carta costituzionale e poi viene a dirci (anzi lo fa dire al Presidente del Senato) che la sua pisciata, casualmente, potrebbe, schizzando, lavargli pure le scarpe sporche di merda; è, si badi, conseguenza involontaria ché lo schizzo – è cosa risaputa tra i maschietti – difficilmente lo si riesce a controllare. Al confronto – fatti i distinguo e le debite proporzioni del caso, voglio dire – quello svergognato di Bassolino ci fa la figura del simpatico mascalzone.

s’io fossi…

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S’io fossi l’avvocato di quella famiglia di Santa Maria Capua Vetere, quella famiglia che ha tenuto segregata, per punizione, una donna per ben 18 anni, rea – sembra di capire a legger le cronache sui giornali – d’aver avuto un bambino non essendo sposata, – s’io fossi l’avvocato, dicevo – nell’arringa di difesa, citerei quel sant’uomo del card. Caffarra: «Il corpo vergine rende visibile una persona-donna che vuole realizzare la sua verità, la sua bellezza originaria: “due [non tre, non quattro…] in una carne sola” o nella forma della coniugalità o nella forma della consacrazione a Cristo. È questa una delle ragioni per cui i rapporti prematrimoniali sono la distruzione pura e semplice dell’amore: la tomba dell’amore.»(Lettera alla donna, 2000). Oppure: «La verginità cristiana dimostra la falsità dell’antropologia sessuale contemporanea, per cui, essa o è censurata o è contestata. Del resto, questo è sempre stato il destino della verginità cristiana: nella sua assoluta novità non poter essere omologata a nessuna visione parziale dell’uomo. Essa è ciò che in linguaggio cristiano si chiama una “profezia” (non detta, ma vissuta) ed i profeti non sono mai omologati: sono troppo scomodi. [...] La verginità è un evento della libertà, è rifiuto del principio edonista poiché non accetta quel disprezzo che la cultura contemporanea ha della sessualità umana. Essa non accetta che la sessualità sia considerata un gioco, poiché sa che nella sessualità è in causa la persona stessa. La verginità è l’esaltazione del valore della sessualità umana contro la sua riduzione a passatempo nella vita della persona. [...] La verginità è libertà proprio nel modo di vivere la propria sessualità. La vergine “sente” la sessualità come richieste di una soddisfazione. L’amore coniugale integra questa richiesta nell’amore ed è quindi un atto di libertà che trascende l’impulso. La verginità opera una scelta ancora più libera poichè sa rinunciare. La propria femminilità - mascolinità è vissuta come forza di donazione e non come egoismo e piacere. La verginità è la più alta realizzazione della persona. [...] La verginità sta li a dire molto semplicemente: comunque, anche se tutto finisce, chi ama resta in eterno. » (La verginità consacrata , Casa Cini, febbraio 1996). Cambiando poi un po’ il registro e impostando la voce diversamente, potrei spingermi – s’io fossi l’avvocato, dico – a citare pure il Catechismo: «La fornicazione è l’unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all’educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.» (Catechismo, 2353).
Legge naturale, fornicazione, disprezzo, condanna, colpa, scandalo: quei familiari, insomma hanno agito come hanno agito perché inzuppati fino all’osso di quella cultura giudaico-cristiana. “Signori della corte – chioserei il mio argomentare –, a questo punto i casi sono due: o concedete le attenuanti ai miei assistiti, o dichiarate che queste sante citazioni sono emerite cazzate”. E qui sarei curioso di leggere, poi, le motivazioni della sentenza…

il rischio…

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«Credo che in un sistema equilibrato dopo la bonifica congiunta di magistrato e avvocato [i testi delle intercettazioni] possano essere diffusi. Aspettare il rinvio a giudizio comporta il rischio che la gente non sia informata di gravi comportamenti di chi ha responsabilità pubbliche, magari sotto elezioni. »

Stefano Rodotà, 13 giugno 2008

…cosa volete che siano?

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Pare che sia chiaro un po’ a tutti: se questi fanno un giro di vite sulle intercettazioni è perché ci tengono alla nostra privacy ché io, sinceramente, non ci dormo la notte sapendo di poter essere spiato al telefono. E poi – ché io vi conosco, razza di maliziosi – mica penserete che il provvedimento serva a salvare il culo al fighissimo Presidente del Consiglio? Suvvia, siate seri: qui si stringono le viti e i bulloni ché altrimenti, con quello che costano ’ste intercettazioni, la giustizia rischia di andare a puttane – e di questi tempi non mi pare proprio il caso. Risparmio, ecco… è al nostro risparmio che mirano questi nostri illustri rappresentanti, ché dove pensate li prendano i soldi per pagarle le intercettazioni? dalle tasse, mi par chiaro. Ergo: tagliando le intercettazioni il contribuente ne avrà un duplice vantaggio: paga meno e parla tranquillo! Felici? Si dai, vi vedo già un po’ più felici. Oltre che un po’ più sollevati. Sia ben chiaro, il comunistello che vi propina la sua lettura della vicenda tutta inzuppata d’ideologia anti-berlusconiana lo si trova sempre. Attenti quindi a non farvi infinocchiare: non dategli retta ché è tutta propaganda la sua. Vi dirà – il comuistello, dico – che è grazie alle intercettazioni ambientali che è venuta a galla tutta la merda che lucrava nella clinica privata milanese. Voi però, tetragoni nelle vostre convinzioni, non dategli retta… ché due milioni e mezzo di euro circa – tale pare essere la cifra del rimborso, per gli anni 2005 e 2006, che la clinica ha riscosso dalla Regione Lombardia e dal Servizio Sanitario Nazionale – cosa volete che siano in confronto al costo delle intercettazioni? Già… due milioni e mezzo. E cosa volete che siano?

[...]

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«A proposito. C’è una sola cosa peggiore dell’abuso delle intercettazioni telefoniche: il loro divieto. »

Adriano Sofri, 11 giugno 2008

immigrato…

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Un clandestino di meno.