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Obama sta a Berlusconi…

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Vittorio Feltri prova ad arrampicarsi sugli specchi e titola: “Obama come Silvio” (Libero, 11/07/2009). Il ragionamento di quel raffinato gentiluomo del direttore di Libero prende le mosse da una foto posta a corredo dell’articolo (un particolare di quella ho postato qui sopra). È vero che si può comprendere il link che è scattato nella testa del fine giornalista, ma questo non toglie che l’intero argomentare si poggi (faziosamente) su un grossissimo errore. Tanto per capirsi: se un tizio oggettivamente affascinante come Obama – uno che si ritrova un carisma terribilmente pop, dico – guarda con trasporto il culo di una ragazza, la ragazza ci può stare. E se ci sta, gliela[o] da pure gratis. E questo a prescindere dal fatto che il tizio – quello col carisma pop, appunto – faccia il borseggiatore o il Presidente di qualcosa. Se Feltri non afferra la palese differenza sono cazzi suoi, è vero – ma è così: Obama sta a Berlusconi come Elvis Presley mi sta a Little Tony.

in galeeeeeeeeraaaaa…

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Vadano in galera tutti i clandestini”, così il titolo di un articolo di Vincenzo Vitale, magistrato, apparso stamani su Libero.
Siamo alle solite: certi personaggi s’atteggiano a garantisti solo quando l’indagato, l’imputato e il colpevole sono amici o amici di amici. In quei casi te li ritrovi lì a spaccar il capello in quattro per verificare che tutto sia rispettato ché – quando ci sono di mezzo gli amici, dico – la forma vale molto più della sostanza. Per “i clandestini”, invece, le garanzie sono un optional, roba inutile e superflua… Tutti in galera. Tutti.

…boh?!?

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«Oltre ad essere un ossequioso cedimento della paternità all’assolutismo della maternità, il “cognonismo femmineo” consente di distruggere definitivamente, ben più che divorzi, separazioni e “scambismo di fatto”. Il pronipote non conoscerà più il nonno, si perderà ogni albero genealogico e le più grandi querce familiari si ridurranno a piccolissimi cespugli. Cancellare la memoria familiare dei nostri figli e nipoti siamo sicuri che stimoli l’equilibrio e ordinato sviluppo della personalità di singoli e tenuta sociale comunitaria» .

Luca Volontè, 25.9.2008

…anche se è un semplice scherzo tra amici di vecchia data?


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“La sottomissione diventa unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Così la sottomissione acquista un senso, perché non ci impone cose estranee, ma ci libera in funzione della più intima verità del nostro essere”

Benedetto XVI, 21 agosto 2005