Archivi dei tag: libri

un rapporto speciale…

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“La Chiesa ha sempre avuto con il libro, sin dagli inizi della stampa, un rapporto speciale, che dalla rivoluzione delle nuove tecnologie non è stato ridotto, anzi, ha ricevuto ulteriore impulso”

card. Tarciso Bertone, 17 ottobre 2008

“I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.”

Corrado Augias, Leggere

istigazione pubblica alla contronatura…


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«La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato verso il sacro spirito della vita. »

Friedrich Nietzsche, L’anticristo

un’ombra di diffidenza…

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«Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. »

Umberto Eco, Diario minimo

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«Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare. »

Stephen King, L’autunno dell’innocenza

un fatto è un fatto…

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«Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario. »

Leonardo Sciascia, Candido

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«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né al di là della natura, ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto “divino”, ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso; non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita. »

Friedrich Nietzsche, L’Anticristo, cap.XLVII

il concetto cristiano di Dio…

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Il concetto cristiano di Dio – Dio come divinità dei malati, Dio come regno, Dio come spirito – è uno dei concetti più corrotti di Dio mai raggiunti al mondo; addirittura esso rappresenta forse, nel processo di degradazione del tipo divino, l’indice di livello più basso. Dio degenerato a contraddizione della vita, invece che esserne la trasfigurazione e l’eterno sì! In Dio la dichiarazione di ostilità alla vita, alla natura, alla volontà di vivere! Dio, la formula per ogni diffamazione dell’«al di qua», per ogni menzogna dell’«al di là»! Il nulla divinizzato, la volontà del nulla santificata in Dio.

Nietzsche, L’Anticristo

la ragione…

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Bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.

André Gide, L’immoralista

forza riformista e modernizzatrice…

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«L’azione concreta dei governi nei confronti dei privilegi economici ecclesiastici costituisce, assai più delle enunciazioni di principio, un indicatore infallibile del grado di riformismo. Nell’ultimo secolo di storia, sempre le grandi forze riformiste in Europa hanno messo in dubbio e ridotto nei fatti i privilegi economici di cui gode la chiesa; sempre i regimi reazionari li hanno aumentati. Nel primo caso, tanto più li hanno ridotti, quanto più erano progressisti. Nel secondo, tanto più li hanno accresciuti, quanto erano retrivi. A questo punto, rimane soltanto da chiedersi se in Italia sia ancora mai apparsa una grande forza riformista e modernizzatrice, al di là degli slogan. »

Curzio Maltese, La questua, pag. 154

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«Preferisco essere letto molte volte da uno solo che da molti una sola volta ».

Paul Valéry