Archivi dei tag: logica

da solo in Giappone…

roccella.jpg roccella2.jpg

«E se lei domattina va da solo in Giappone e non conosce le lingue è come un disabile: ha bisogno dell’aiuto di qualcuno, altrimenti si sente perso o no? È la prova che non siamo autodeterminati». È l’onorevole Roccella, sottosegretario ai temi etici, a deliziarci con questo prodigio di logica. Notate la possenza del ragionamento, l’eleganza dell’argomentazione: in pochissime battute, con uno splendido esempiuccio, l’onorevole è riuscita a mandare col culo per aria l’autodeterminazione ché – spero si sia capito – o l’uomo è sempre capace di autodeterminarsi, oppure non lo è maitertium non datur. Fermatevi però con le generalizzazioni, ché è capace che così ragionando, a furia di provarci, riusciate a dimostrare che se la Roccella non conosce il giapponese non capirà una mazza di quello che gli potrà raccontare un qualunque nipponico che s’esprime nel suo oscuro idioma ergo la Roccella non è dotata di facoltà intellettive… La qual cosa – al netto, sia ben inteso, della logica usata per la dimostrazione – mi pare, francamente, comunque vera.

sciacallaggio…

Cardinal Giuseppe Siri.jpg

«[L'Aids] è un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. [...] È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente. Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno sulla coscienza. [...] Il mondo ha progredito soprattutto nei sette peccati capitali. Dio per risposta ci ha mandato l’Aids ».

Cardinal Giuseppe Siri, Ansa, 23 marzo 1987

Pascal…

Blaise_pascal.jpg

«Perché Dio non mostra sé stesso? - Ne sei degno? - Sì. - Allora sei presuntuoso, e pertanto indegno. - No. - Dunque sei indegno di vederlo. »

Blaise Pascal

Roba da tagliuzzargli le gengive con un machete e costringerlo, poi, a succhiare il mezzo limone che gli avete incastonato, ben bene, tra le labbra. Così impara a maltrattare la logica. Lo stronzo.

assurde relazioni…


aranciameccanica.jpg

Sono costretto a fare un discorsetto molto sgradevole, garantisco sul mio onore che non ci metterò compiacimento, per quanto, se pure fosse – intesi? Dice il presidente Fini: «Tolleranza zero» contro chi ha ammazzato Nicola Tommasoli, ma «molto più gravi» le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.
Sgombriamo subito il campo da equivoci o da speciosi fraintendimenti: considero quelli che hanno bruciato le bandiere israeliane dei perfetti imbecilli ché affermare di aver compiuto, consapevolmente, «un gesto forte» per protestare contro «le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano» la dice lunga sulla sanità mentale dei contestatori. Detto questo – ritornando alle dichiarazioni del neo-presidente – ritengo che il solo pensare di poter, in qualche modo, paragonare (al fine di stabilire una qualsivoglia relazione) un gesto assurdo qual è quello di bruciare una (qualunque) bandiera ad un assurdo (e vile) pestaggio mortale di una (qualunque) persona sia , quanto meno, fuori luogo se non inopportuno e, ovviamente, stupido. Se poi tra i miei (pochi) lettori c’è qualcuno che la pensa diversamente, sarei davvero lieto se il tipo mi spiegasse – prima di essere mandarlo a cagare – il motivo per cui mi sta (ancora) leggendo.

il fedele è così…


ph_arcieri-padrepio24apr01_gr.jpg

Continua, incessante, il martellare mediatico attorno alla salma del santo del Gargano: giornali e tv ne stanno parlando a sbafo in questi giorni. Tanta è l’attenzione che s’è creata, che financo Berlusconi ha avuto modo di dire la sua – sbottonandosi non poco – sull’evento: segno che i sondaggi delineano schiaccianti consensi (cifre bulgare, direi) attorno all’argomento. E così, da diverse angolature, seppure sottovuoto e ficcato in una teca di vetro, l’abbiamo visto più e più volte, il santo. Cioè, abbiamo finto di vederlo ché i piedi erano coperti da calzari, le mani da mezzi guanti, il corpo da un saio, la faccia da una maschera “di silicone” (sottolineano gli attenti cronisti) e il capo da un cappuccio. Insomma, l’ostensione del santo corpo del cadavere non c’è stata ché quello li – diciamocelo francamente – pare un manichino disteso in una bara trasparente. Ma i fedeli pellegrini sono comunque eccitatissimi. Accorsi in massa, a loro non interessa che i brandelli mortali del Santo non si scorgono affatto; stremati dalla fatica fisica da estenuanti file, schiaffeggiati dal vento, accaldati dal cocente sole, restano impassibili, ordinati e mansueti pur di avere il privilegio di sfilare, per un attimo – una frazione di secondo, dico – davanti al catafalco col manichino. Il fedele è così: ama farsi prendere per il culo e gode ad esser trattato come una bestia.

zappandosi l’alluce…


zappa03.jpg

«[...] È stato recepito il teorema dell’accusa. Mi riservo di impugnare in secondo grado la decisione… » Al di la della questione giudiziaria (ché da queste parti si è garantisti ad oltranza), oltre le antipatie, l’appartenenza politica, il pensiero e quant’altro possiate immaginare, vorrei ricordare al premuroso dott. Sirchia che un “teorema” è un’ “affermazione provata”, una “proposizione – leggo dal vocabolario – che è conseguenza logica di altre proposizioni precedentemente dimostrate”.