Tag Archive for 'Massimo Bordin'

ci vuole un leader…

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La sinistra italiana, ha scritto una volta Emanuele Macaluso, di fronte alle sconfitte invece di cambiare i dirigenti preferisce cambiare i nomi dei partiti. E infatti già si interroga su cosa verrà dopo il Pd. Su “cosa”, non su “chi”. Solo che il “bipolarismo” è ormai un fatto acquisito e la “cosa” c’è già: sono gli elettori che non voteranno mai a destra, è lo spazio elettorale di una sinistra di governo. Per farla diventare maggioranza ci vuole un leader e conviene a Bersani applicarsi a questo problema, che tanto, bene o male, un sindaco per Bologna alla fine lo trova lo stesso.

Massimo Bordin, DNews – 03.02.2010

…cancro della democrazia

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Nel commentare la notizia della lettera di De Magistris al Presidente Napolitano – lettera pubblicata, stamani, su il Fatto –, Massimo Bordin ha ricordato quanto scrive Emanuele Macaluso sull’ultimo numero de “Le ragioni del Socialismo” approposito dell’ormai ex-magistrato: «scrive come parla Di Pietro». E dagli torto.

perfettamente conscio …

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Palazzo Chigi si è, naturalmente, irritato per le voci sul malore di Berlusconi. Ne da conto un articolo del Messaggero a pag. 7. “Una mega bufala. Palazzo Chigi irritato. La giustificazione della stanchezza per l’assenza al convegno di Giovanardi si trasforma in malore. Il medico dice: «sta benissimo»”. E francamente, perché dubitarne? In fondo uno che riesce ad evitare di andare ad un convegno di Giovanardi male non sta. È quantomeno perfettamente conscio di quello che fa.

Massimo Bordin, Stampa e Regime – 17.11.2008

Antonio Russo…

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«La Cecenia era solo l’ennesima guerra dimenticata – questa volta in mezzo al Caucaso – che aveva scelto di raccontare. L’aveva scelta e ce l’aveva proposta da due anni, e festeggiammo per telefono con lui il primo gennaio del 2000, noi in studio e lui a raccontarci il capodanno gelido del Caucaso.
Non ce ne farà vedere altri. »

Massimo Bordin, Il Messaggero – 17.10.2000

riabilitazioni…


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Commentando l’intervista a Dell’Utri: «… viene definito Mangano un eroe, Moggi un innocente, la resistenza è sul banco degli imputati; manca la riabilitazione di Jack Lo Squartatore ma solo probabilmente perché non si sa con certezza chi fosse.»

Massimo Bordin, 09 aprile 2008

Tutta la solidarietà a Fiamma Nirenstein…

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Corre – è inevitabile – l’obbligo di un ringraziamento. Debbo, però, fare attenzione e prederla da molto lontano ché altrimenti sembrano vezzi tra zoccole nella sauna di una palestra. Ed io, credetemi, non sono tipo da fare queste cose.
Un po’ di anni fa io li facevo solo su segretissimi quadernetti, gli scarabocchi. Appunti, note (né più, né meno) prive di spessore senza neppure un grammo di presunzione pubblica. Un giorno, poi, mi capitò d’ascoltare una rassegna stampa. Su Radio Radicale. M’accorsi che mezzo inciso e un’allusione in una pausa, ma anche il semplice tono greve o leggero – ecco – potevano fare scrittura. Iniziai, così, ascoltando Massimo Bordin ad imbastire una mezza protesi di scrittura, più o meno, civile. Da allora, quasi ogni giorno, non posso fare a meno di ascoltare quella rassegna stampa e a quel modello – quello del direttore Bordin, dico – non smetto mai d’ispirarmi e, continuamente, traggo da lì spunti per un commento ma anche per un secco inciso. Stamani – per esempio – di cose interessanti il direttore ne ha dette tante; e tante son le cose che sono riuscito ad appuntarmi. Ma – e qui arrivo al punto – una chiosa proprio sul finire della trasmissione è stata davvero esplosiva: quasi uno schiaffo vigoroso su una faccia infreddolita. Merita d’essere trascritta. Tutta.
“Una vignetta ignobile – pubblicata da uno che non è nuovo a vignette ignobili – quella di Vauro che su
il Manifesto prende di mira Fiamma Nirenstein. Lasciamo perdere il simbolo elettorale (che è quello della lista per la quale si è presentata): non c’è nulla da dire; lasciamo perdere la rappresentazione vignettistica che la paragona a Frankenstein; lasciamo perdere il buongusto di metterle adosso il fascio littorio. Ma c’è una cosa sulla quale la volgarità intellettuale di Vauro, probabilmente, nemmeno ha riflettuto: mettere nella vignetta che rappresenta un’ebrea in quanto ebrea la stella di Davide. Finezza, diciamo così, a cui solo Vauro poteva arrivare. Tutta la solidarietà a Fiamma Nirenstein per quest’ennesimo attacco dell’antisemitismo di sinistra. Si, certo, dell’antisemitismo di sinistra. Perché c’è anche questo. D’altro canto, come scrisse Sciascia a metà degli anni ‘70: «A un certo punto è entrata nella scena politica italiana, una nuova figura: dopo il cretino di destra – figura, peraltro, mai scomparsa – è comparso il cretino di sinistra». E Vauro è un eccellente rappresentante della categoria”.
Chapeau, caro direttore. Infinite grazie per tutto. Ma davvero.