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«Non vado allo scontro con il Vaticano...», così – è notizia di stamani – Berlusconi giustifica la sua decisione di annacquare il reato di clandestinità. Un passo indietro repentino, secco e deciso. Roba che Bossi ha rischiato un coccolone… A ’sto punto, sapete che vi dico? Visto qual’è l’andazzo in questo paese – andazzo di merda, sia detto con estrema simpatia –, s’io fossi il card. Crescenzio Sepe, per risolvere da subito il problema della spazzatura a Napoli, chiamerei a raccolta i miei amici camorristi (Sepe – sia detto per inciso – non ne ha, ma io ne avrei parecchi, s’io fossi Crescenzio Sepe) e mi farei aiutare ad affogare tutta Napoli nella monnezza ancor più di com’è. Poi, tra un’omelia e l’altra, infiammerei ben bene gli animi del gregge – soprattutto di quelli che vivono vicino ai siti di raccolta. Sai che bel falò ne verrebbe fuori? Con San Gennaro a seguito, vestito come il mago Otelma, faccione in mostra e piglio arguto, accoglierei in città il Presidente del Consiglio dei Ministri vestito – già me lo immagino – in doppiopetto gessato e, nell’impartirgli la solenne benedizione, inchinandomi un poco per parlargli all’orecchio, gli sussurrerei: «Silvio, adesso mi starai a sentire pure a me?»…
Non fateci troppo caso: da partenopeo ho il gusto per la sceneggiata io.