
«È perfettamente logico che i soppressori di disabili scelgano soluzioni che non lasciano tracce. Vuoi cremare un famigliare? Hai qualcosa da rimproverarti. » Così Camillo Langone (Il Foglio, 12.2.2009) nella sua rubrichetta Preghiera. Stando a quanto afferma il giornalista, nella cremazione sarebbe evidente un desiderio di neutralizzare il senso di colpa. E, volendo cavillare, – sto estendendo il ragionamento di Langone, sia ben chiaro – nello spupazzarsi un morto, magari sbaciucchiandoselo ben bene dopo averlo cavato da sotto terra, vi sarebbe il desiderio di rispettarlo oltre la morte… Necrofili del cazzo.




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