Tag Archive for 'omofobia'

è stata affossata…

La “legge Concia” prevedeva un’aggravante per chiunque, “nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, [avesse] commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”. Nei fatti, la legge era una risposta alla recrudescenza del fenomeno dell’omofobia [dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura)] ; apriva, in sostanza, la possibilità di un intervento del legislatore a tutela materiale e morale dei cittadini che sempre più frequentemente vengono fatti oggetto di delitti odiosi e futili per il solo fatto di essere gay, transgender o lesbiche. Era una legge che avrebbe reso il nostro ordinamento un po’ più esplicito riguardo al principio di assoluta parità tra individui di diverso orientamento sessuale; una legge che, finalmente, trattava l’omofobia per quello che è: violenza, gratuita, materiale e/o morale, “basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo”.
Ieri però la “legge Concia” è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall’Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. [*] Insomma, per farla breve: di peggio non poteva accadere in un paese di merda sul quale svolazzano troppi avidi mosconi.

Segnalazione

«La Chiesa continua a considerare la contraccezione un peccato, l’omosessualità una malattia e l’interruzione di gravidanza un omicidio. L’ideologia della sofferenza prevale sui diritti umani. Ciò nonostante, se tacciati di oscurantismo, questi signori si offendono.»

Stronza, ma deliziosa.

…è consigliabile

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«La Santa Sede ratifica la convenzione contro le bombe a grappolo» (Zenit, 3.12.2008). Viste le posizioni assunte sulla depenalizzazione dell’omosessualità e sui diritti dei disabili, un secco no, anche in questo caso, sarebbe stato coerente. Magari chiarendo che il Catechismo stigmatizza le munizioni a grappolo purché le vittime non siano omosessuali: il cappio, in questo caso, è consigliabile.

rutto libero…

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Ancora non s’è spenta l’eco del no alla depenalizzazione dell’omosessualità nei paesi dove questa è reato penale, ed eccoli a dire, nuovamente, no. Questa volta hanno preso di mira la convenzione Onu sui diritti dei disabili. Nel primo caso – la depenalizzazione dell’omosessualità, dico –, il principio sacro da non scardinare era il matrimonio, nel secondo caso, invece, c’è la faccenda della sacralità dell’embrione: se non si vogliano riconoscere all’embrione malformato gli stessi diritti del disabile, il disabile se lo può allegramente prendere nel culo; la Santa Sede non approva la convenzione e non la firma, anche se (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) la disabilità è spesso sinonimo di esclusione all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Ma volete mettere tutto questo contro un principio non negoziabile? La Santa Sede non firma – hai voglia a criticarli. Il principio è salvo, il “non negoziabile” non si tocca: rutto libero in faccia ai ricchioni impiccati e ai disabili emarginati. Sua Santità avalla.

…la smetta, Diaco, si curi!

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«[U]n gruppetto di frociaroli militanti si sottrae al verdetto della serata: “Un concorso sulle sigle dei cartoni senza Cristina D’avena non è pensabile”, dice un ragazzotto in canottiera bianca e infradito ai piedi. Ecco, dopo la Bertè, la Pavone e la Carrà, ora pure Cristina è nel pantheon del gay culturalmente appassito. Urge provvedimento della commissione Bicamerale sull’Infanzia. Salviamo i nostri bambini dai cartoni fru-fru!»

Pierluigi Diaco, 23 Settembre 2008

sembra…

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«Carri, canzoni, travestimenti: comincia la festa. L’orchestrina che suona “Rosamunda…”, le bandiere arcobaleno, striscioni e cori». Sembra la descrizione di uno di quei meeting dei papa boys, e invece si parla del Gay Pride di Bologna.