Archivi dei tag: Pd

quel poco che gli restava…

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«Il Pd sembra nel caos più totale, tra risse intestine, lotte tra correnti, divisioni su tutto, perfino sulle tv di partito. La domanda sorge spontanea: se Veltroni e Bettini non sono riusciti a convincere neanche Bassolino sulla bontà della loro inutile petizione antigovernativa, come pensano di poter convincere 57 milioni di italiani?» (Daniele Capezzone, 05 agosto 2008). Con impegno indefesso e, per certi versi, encomiabile il nostro dilapida, con i suoi copiosi comunicati, quello che gli restava di credibilità – quel poco che gli restava, dico.

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«Dopo una notte orrenda piena di dubbi passata a decidere sulle vacanze alternative, il gruppo finì per dividersi a seconda dei gusti e delle tendenze…»

da Fantozzi contro tutti, 1980

si aggregherà…

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«Noi – dice Silvio Berlusconi – andremo avanti per mantenere i nostri impegni elettorali con le nostre forze. Se l’opposizione si aggregherà [...] saremo felici, ma non credo che questo possa succedere». A Veltroni, Di Pietro e Casini il premier – è deduzione tutta personale, si badi – riconosce il diritto di “aggregarsi” non di discutere ché in fondo quello che lui auspica è un’allegra comitiva (l’esempio me lo suggerisce il De Mauro), tutta attenta a seguire l’ombrellino del capofila per non perdersi. Senza rompere i coglioni sulla destinazione, però: quella sarà comunicata appena un attimo dopo l’arrivo.

sta a vedere…

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«Non per dire, ma in questa aula ci sono più iscritti al Pd che in tutta la Sicilia». Così ieri Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl. Onore al merito, quello che è giusto è giusto. Si intuisce – conoscendo il tipo, dico – che debba essersi sudata tutta la notte tra bignami e garzantine per provare l’effetto, il ritmo, i tempi giusti… Bella battuta, complimenti. Davvero.
Sta a vedere che adesso il senatore mi diventa più spiritoso di Marcorè…

…sorpreso e colpito

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Walter Veltroni – leggo da il Corriere – si dichiara «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune normette vengono introdotte di nascosto». La critica mossa dal leader del Pd nei confronti di Silvio Berlusconi e del suo governo è, stranamente, netta e aspra:«in un solo mese – è sempre Veltroni a parlare – il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili». Volete l’elenco? Veltronuccio vostro, ve lo fornisce tosto: «Il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull’Europa, le intercettazioni e l’intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza». Al netto di alcune cosucce sulle intercettazioni, il nostro pensiero – sia detto per chiarezza – è assolutamente in sintonia con quello di Veltroni. Un solo appunto – nulla di marginale, purtroppo: ma com’è che Veltroni si dichiara molto sorpreso? e soprattutto colpito? Credeva davvero alla storiella del rinnovamento e del clima nuovo? L’Onnipotente mi faccia sprofondare nella merda: lo merito. Questo qui è molto più fesso di me che l’ho votato; non mi chiedete com’è che sia potuto succedere: non è bello maramaldeggiare, sapete? Ché io me lo sto chiedendo da quando ho infilato la scheda nell’urna. Davvero.

proposta indecente…

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«Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato…». È l’incipit di un post datato 11 maggio 2008 (roba vecchia, insomma), scritto dall’onorevole Di Pietro sul suo blog. Mi è capitato sotto gli occhi più o meno per caso. La faccenda – molti di voi l’avranno già capito – si riferisce alle dichiarazioni di Marco Travaglio fatte su Raitre nella trasmissione di Fabio Fazio a proposito del presidente del Senato, Renato Schifani. Se ve ne cale, il post lo trovate qui: é uno striminzito commento sui fatti che (al di la di com’è scritto) bene evidenzia un modo d’intendere del diritto, della libertà di stampa, della politica e della sintassi del tutto incompatibile con qualsiasi partito democratico. A voler essere forzatamente coincisi, la cosa mi pare possa risolversi con uno stringato inciso: fuori da ogni polemica, non mi sconvolge – nel modo più assoluto, direi – il fatto che l’Italia dei valori non abbia accattato di fondersi col Pd di Veltroni quanto piuttosto il fatto che quest’ultimo, accoratamente, gliel’abbia proposto.

sindrome di Stoccolma…


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Fortuna che c’è il governo spagnolo a fargli una seria opposizione ché altrimenti il consenso sfiorerebbe, per davvero, cifre bulgare. E che a legger d’un sol fiato certe dichiarazioni sui quotidiani ci s’accorge che sono tutti diventati – e pure con convinzione, direi – berlusconiani: Celentano, Scalfari e Bassolino – giusto per citare qualche nome di spicco – nello stesso giorno, infatti, fanno a gara a chi offre la miglior fetta di culo a Berlusconi e alla sua compagine governativa. È sindrome di Stoccolma collettiva, oramai.

…ottengono molto di più

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«Circa un anno fa, colpito dal volume di fuoco scatenato ogni giorno contro il governo Prodi dalle gerarchie ecclesiastiche, in un viavai di tonache sui telegiornali pubblici e privati, mi sono rivolto a un amico prete, cui mi legano stima e affetto. Uno che ha dedicato la vita alla lotta alla povertà, all’ignoranza e alla mafia, come io non sarei mai capace di fare. La risposta, nel tono spiccio del personaggio, è stata: “I vescovi fanno politica. Non vogliono il centrosinistra e si danno da fare per far cadere il governo. Vedrai che alla fine la vera spallata a Prodi la daranno loro”. Con un candore ormai perduto, avevo allora chiesto la ragione di tanto odio politico nei confronti del cattolicissimo Romano Prodi e di un centrosinistra assai timido sui temi della laicità, certo più vicino del berlusconismo agli ideali cristiani di solidarietà. “Nessun odio, semmai convenienza”, è statala risposta. “Il fatto è che da quegli altri i vescovi ottengono molto di più”. »

Curzio Maltese, la Repubblica del 15.05.2008

bye bye…


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«Te saluto, Romeno…»

e mica siamo americani, noi…


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«In un’elezione americana non ci sono sconfitti, perché a prescindere se i nostri candidati abbiano o no ottenuto la vittoria, il mattino successivo noi ci svegliamo come americani. Questo è il più grande privilegio e la più rilevante buona sorte che possa mai venirci sulla terra. Con questo dono giunge anche un obbligo. Ci è richiesto ora di lavorare insieme per il bene del nostro paese. Nei giorni in avanti dobbiamo trovare uno scopo comune. Ci dobbiamo unire in uno sforzo comune senza rimorso o recriminazione, odio o rancore. L’America ha bisogno di unità e desideriamo maggiore compassione ».


John F. Kerry