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Caro Marcello…

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Caro Marcello,
era da un po’, è vero, che non sottolineavo qualche tua uscita. Però sulle questioni a te care, devi ammettere, sono stato molto attento in questi mesi. A volte con postucci che manco avrai letto (o tutt’al più avrai stampato per il gusto di buttarli nel cesso), a volte con pezzi che lanciavano qua e la una rapida punzecchiatura all’elefantino – ma a te, credimi, pensavo anche in quei frangenti lì – giust’appunto per farlo barrire di noia o, al limite, per dargli una piccolissima molestia. Sono tornato e ritornato più volte su quelle questioni. Tutto puoi dirmi, non ch’io non abbia provato, che non mi sia impegnato. Anzi. Ma va benissimo così. Davvero. Non voglio più nemmeno tornarci sopra. Un’ovocellula fecondata per te è e continua ad essere persona? Continui a ripetere che l’aborto è o-mi-ci-dio? Va bene, sia. Solo una cosa però vorrei chiederti: d’essere un uomo coerente. Ti ricordo – sarò breve – che l’ira e la superbia sono peccati capitali (m’è giunta voce – e Massimo Bordin è persona fidata – che ti sei messo financo a bestemmiare per via di alcuni posizionamenti non graditi in certe liste elettorali… ). Inoltre, prega per i tuoi nemici (anche quelli come Veltroni che – a tuo dire – hanno dei problemi) e, quando credi che qualcuno ti abbia fatto offesa, porgi l’altra guancia. Infine, se proprio vuoi fare le cose secondo il Verbo, tieni presente che quei milioni che “la Convenzione per la Giustizia” succhia dalle casse dello Stato per sovvenzionare il Foglio potrebbero essere distribuiti ai poveri o, magari, girati in qualche modo (e tu, volendo, sai come fare) alla Chiesa per le opere pie e Sante. Roma, si sa, è piccola e la Curia mormora. È un peccato, davvero, sputtanarsi così davanti a tutti. Cristo!
Con affetto.
B.

PS: tanto è l’affetto, vedi, che il post te l’ho fatto color pera. Contento?

se li spruzzi di acqua santa…

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Satana è dappertutto anche nelle università. Non mi meraviglio che ci siano dei professori cornuti, con tanto di tridente e di coda, perciò non facciamoci molte illusioni, perché sotto sotto c’è l’odio contro Dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la Chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il maligno. Se li spruzzi di acqua santa fumano, come avviene negli esorcismi più tremendi.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.

la verginità…

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“La verginità dà alle anime una forza spirituale capace di condurle fino al martirio”

Pio XII, Sacra Virginitas, 1954

…il resto verrà da sé

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«La Chiesa – si legge al numero 366 del Catechismo – insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è “prodotta” dai genitori» ed è solo in virtù di questo intervento divino – che, sia detto per inciso, nulla ha a che vedere con i genitori, spermatozoo, ovulo e quant’altro – che per un cattolico la vita umana è di dignità incommensurabile con quella di un animale: «la naura, e in essa l’animale, non ha in sé nulla di sacro o di divino», ebbe – non a caso, diremmo – a dichiarare, nel 2005, il cardinale Carlo Caffarra allora semplice monsignore di Ferrara (sembra un doppio senso, non lo è). Pare evidente, quindi, che le farneticazioni deliranti su cui Ferrara – Giuliano, dico – e gli altri suoi compagni di merende (farneticazioni solennemente avallate da papa Ratzinger) hanno innestato il perverso meccanismo per un attacco diretto e frontale alla legge 194 sono affermazioni puramente teologiche, questioni di fede, non di biologia; questioni che la Chiesa cattolica ha declinato via via nel corso dei secoli adattandole alla proprie esigenze e alle proprie vicende storico-teologiche (si vede a tal proposito quanto affermava l’Aquinate circa il tempo necessario affinché ci fosse passaggio da feto a essere umano). Non si capisce quindi, davvero, per quale motivo una posizione laica dovrebbe tenere in conto una verità che non ha, in se, assolutamente nulla di oggettivo.
La legge stabilisce – ed è certamente una convenzione
– il momento [*] in cui il feto diventa bambino ed è un tempo su cui potremmo addivenire, alla luce dei progressi scientifici, ad una ri-definizione ma l’impressione – in realtà è qualche cosa di più di un’impressione – è che la crociata antiabortista non miri assolutamente a questo ché per loro l’aborto è la condanna a morte di un innocente – anzi del più inerme degli innocenti.
Insomma, per farla breve, la tela appiccicosa ordita ad arte dal direttore de il Foglio mira essenzialmente a far divenire “cultura comune” il concetto che l’aborto sia una colpa ­­– ché Giuliano quant’anche divenisse Ministro della Salute, non vuole mica perseguitare penalmente le donne che abortiscono. Tanto il resto verrà da sé.

[*] la nuova crociata capeggiata da Ferrara contro la libertà/responsabilità delle donne utilizza cinicamente la circostanza per cui non è definibile con assoluta precisione il momento dell’inizio di un processo vitale (circostanza, questa, comune a tutti i processi naturali natura non facit saltus); un dato di fatto, dicevo, che però non autorizza assolutamente l’affermazione che le caratteristiche del processo iniziale siano equivalenti a quelle finali.

dialogo…

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GF: “L’aborto è peccato”.

B: “Vabbene, starò attento e userò il preservativo”.

GF: “La contraccezione tutta è un peccato”.

B: “Vabbene, ti farò contento: solo pompini e inculate”.

GF: “Peccati, peccati… sono atti peccaminosi”.

B: “Ok, lavorerò di mano…”.

GF: “È peccato”.

B: “Ca…volo. Allora mi consolerò e lavorerò di fantasia”.

GF: “L’intenzione di peccare è essa stessa peccato”.

B: “Senti, con tutto il cuore: ma va a cagare!”