
Le cronache raccontano che il poeta è andato all’anagrafe e accanto al vecchio cognome ha registrato – con tanto d’autorizzazione da parte del Ministro dell’Interno – anche lo pseudonimo.
Posso capire un Nicola qualunque che procede ad un innocuo restauro in Nicholas per essere più trendy, ma un poeta che agisce per decreto – peggio delle cozze sulla pizza.
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