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si tratta di avere un’identità

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“Queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile.” Così, un po’ di giorni fa, la Binetti dalle colonne del Corriere della Sera.
L’intervista ha causato qualche mal di pancia all’interno del Pd, un ricorso da parte di un membro dell’assemblea costituente e la possibilità di un’istruttoria contro le dichiarazioni della senatrice. Tutto rientrato. Ovviamente.
Nell’intervista, la pia Binetti parlava di un documento della Congregazione per l’Educazione cattolica – Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio. Robaccia viscida e melmosa. Ne riporto un piccolo brano: «Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, e così via)». Come a dire: se sei ricchione, ovvero se sei immaturo – ché le cose sono strettamente correlate –, noi proviamo a curarti con la psicologia. Ma se poi ti piace ancora fartelo mettere nel culo allora, caro mio, mi dispiace ma l’abito talare proprio non fa per te.
Trovo che il succitato passo sia squallidamente imbarazzante soprattutto perché prodotto da una istituzione che è colma fino all’inverosimile di gay, alcuni dei quali fanno egreggiamente il loro dovere di pastori di anime. Altri lo fanno così così. Altri sono negati. Ma il discorso vale , paro paro, anche per quelli eterosessuali. Ma lasciamo perdere le considerazioni personali (si tratta pur sempre di legittime decisioni interne alla Chiesa) e ritorniamo alla famosa numeraria dell’Opus Dei. Cosa sostiene di bello la Binetti? Che esiste una correlazione tra l’omosessualità e la pedofilia: “queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia”. Insomma, il medico col cilicio prestato alla politica ci sta dicendo che il Vaticano si sta tutelando contro quei mascalzoni che s’inculano i ragazzini nelle sacrestie. E lei, manco a dirlo, è d’accordo.
Una domanda sorge spontanea: che ruolo ha nel Pd la pia senatrice? Cioè, voglio dire, che cazzo mi rappresenta? Capisco altri cattolici. Non ne condivido le idee, ma li capisco. Ma Paola Binetti, no. Sta lì ad occuparsi solo di istanze religiose, rivendicando con orgoglio, sempre e comunque, un’interpretazione schifosamente dogmatica, severa, ottusa e totalitaria del cristianesimo. Ogni qual volta c’è una disposizione interna da parte della Chiesa, eccola lì pronta ad esprimere un’opinione che poi è sempre la solita “condivido e non discuto”. Foss’anche sul gruppo sanguigno che devono avere le suore!
Perché, mi chiedo, non viene cacciata, una volta per tutte, con una bella pedata nel culo? Dice cose che troverei vergognose quant’anche fossero pronunciate dalla destra: un’enormità di cose antidemocratiche e fasciste lontane milioni di anni luce dai valori della sinistra, ridicole e pietose perché infarcite con l’innocenza di chi non ha detto niente di male. Fa qualcos’altro? Oltre a farci sapere che porta il cilicio, che dorme sul tavoloccio e che mortifica il suo corpo per sentirsi giusta e serena, potete voi ricordarla per qualche altra cosa? Qualche cosa di politicamente rilevante? Non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di avere un’identità, una parvenza di coerenza. Insomma – e qui mi fermo: ’sto cazzo di Pd si rispecchia più nelle azioni di Kennedy o si ferma alle citazioni?

una domanda…

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Sulla lotta al terrorismo internazionale vedremo Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta”. È riflettendo su tali concetti, e comunicandoceli dai microfoni del Gr3, che il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri ha fatto sorgere in tutti noi una domanda seria. Che poi sarebbe questa: ma che cazzo dice?

Gianni.

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«Farò in modo che la tv pubblica e quella privata non siano ansiogene. La tv pubblica non può essere il punto principale di pessimismo. »

Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2008

come al solito…

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“Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realtà. ”

Silvio Berlusconi, la Repubblica.it

modello antropologico cattolico…

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La solita Pecorella che si sacrifica.

wow…

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«All I can say is, wow»

Barack Obama, 18 ottobre 2008

[...]

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«Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera. »

Giorgio Almirante, Né con 98 né con 998, La difesa della razza, 1938

…nazione di distratti

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«Quell’emendamento – ha dichiarato l’altro giorno Tremonti – è fuori dalla logica del governo: o va via quell’emendamento o va via il ministro dell’Economia».
L’emendamento che ha fatto incazzare il ministro è il cosiddetto “salva-manager” ovvero l’articolo 7-bis contenuto nel decreto Alitalia: “le dichiarazioni dello stato di insolvenza [...] sono equiparate alla dichiarazione di fallimento [...] solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura”. Detto diversamente: per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento. Mossa politica – è parer tutto personale, si badi – azzeccatissima, ché in un sol colpo il ministro ha dimostrato quanto narcotizzata sia l’opposizione e, soprattutto, quanto la sua parola conti all’interno del centrodesta (“Io – ha dichiarato Berlusconi – non ne ero a conoscenza ma ho avuto garanzia da Tremonti che è stato tolto” ). Si dira: ma dov’era Tremonti quando al Senato il decreto fu votato in prima lettura? Vero – me lo chiedo anch’io, in effetti –, ma mi gioco un testicolo che nella mente di tutti rimarrà solo il ricordo del plateale punto messo a segno l’altro giorno, ché – lo scrive Geminello Almi in Una repubblica fondata sulle rendite – “la nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria”.

seicentoquarantamilioni…

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«Il Governo – leggo da Il Sole 24 Ore – ha assegnato un contributo a fondo perduto di 140 milioni di euro per il capoluogo etneo e 500 milioni per la Capitale» e nessuno – ma proprio nessuno – apre bocca? No, dico, un assegno da 640 milioni di euro a fondo perduto e manco un leghista pronto ad imbracciare non dico un fucile ma almeno una carabina (ad aria compressa)? Eccheccazzo.

decreti…

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«Imporrò al Parlamento l’approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese». Così ieri Silvio Berlusconi in risposta ad un inefficiente e ingessato Parlamento. Tre hip-hip-hurrà per il Premier. Fa bene. Del resto anche i toni usati sono stati pacati e conciliatori ché lui, diciamocelo francamente, avrebbe «potuto fare di questa aula un bivacco di manipoli» e invece s’è limitato solo a paventare l’uso di uno «strumento che la legge pone a disposizione del governo». Lo ripeto: bravo Silvio. Basta con tutte queste perdite di tempo, i dibattiti in parlamento, le votazioni, l’ostruzionismo dell’opposizione e quant’altro. Decreti, decreti per tutti e su tutto. Da dove s’inizia? Ma mi pare chiaro: la lotta ai graffiti e alla pornografia via etere. Tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – siamo angosciati da questi due problemi e tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – ne riconosciamo la straordinarietà e la necessità di agire con l’urgenza prevista dalla stessa Costituzione. Ma mica vogliano fermarci qui? No, dico: si vuole, finalmente, combattere il problema della puzza di piscio del cane randagio sullo zerbino di casa? E allora urge un decreto. Così come serve un decreto per il fastidioso problema delle doppie punte . E uno – fanculo alla Marcuzzi – per le irregolarità intestinali? Ma soprattutto, il più urgente di tutti, per affrontare l’emergenza delle emergenze: l’uso indiscriminato di link e stratagemmi vari per scalare la classifica di blogbabel.