
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
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Mi va benissimo l’entusiasmo: è una cosa bella e ne dovremmo avere tutti un po’ di più. Per carità, dunque: ben vengano le iniezioni di buon umore, di speranza, di gioia. Servono (soprattutto in questo periodo, poi). Però, da italiani, credo che l’eccitazione per i cambiamenti americani sia un tantino fuori luogo ché voi davvero vi siete svegliati in un mondo nuovo e migliore dopo l’elezione di Obama? No dico, guardatevi intorno e ditemi se davvero lo percepite questo cambiamento… E così, giusto per n’anticchia di prudenza, non mi spingerei troppo con questo entusiasmo collettivo che, in certune occasioni, sfiora (se non supera, addirittura) il ridicolo. Non sarebbe il caso di attendere il compimento delle promesse prima di gioirne o di provarne orrore? Foss’anche, di converso, per evitare inutili allarmismi. Un esempio? A pagina 8 del Corriere della Sera di oggi, leggo che “nelle pieghe della posizione ufficiale [del Vaticano] si intravede un filo di disappunto per le dichiarazioni di John Podesta” circa la paventata cancellazione di duecento provvedimenti voluti da Bush (tra i quali spiccano le restrizioni alla ricerca sulle staminali e all’aborto). I vescovi storcono il nasino e i laicisti, sotto sotto, se la godono. Ma, ancora una volta, è un tantino prematuro. Vedremo. Per ora c’è solo da sperare – per chi è d’accordo e per chi non lo è, dico. E comunque (e come al solito, purtroppo) noi qui in Italia è inutile – a favore o contro – che fibrilliamo per le annunciate scelte liberal del neo-eletto presidente: il fatto è che abbiamo, obtorto collo, un formidabile filtro allo splendore americano, se vi fosse. I cattolicisti c’hanno Berlusconi & C. mentre i laicisti devono accontentarsi del Partito Democratico. E dove cazzo credete di poter arrivare con Bondi, Veltroni, Cicchitto, Rutelli, Fassino, Bindi e, giù giù, a finire con la Binetti, Volontè e Adinolfi? Davvero pensate che questi – nell’uno e nell’altro schieramento, dico – riuscirebbero a farci godere, qualora vi fosse, la rivoluzione americana? Vedremo. Già vedremo. Ma risparmiamoci, almeno, le erezioni anticipate. Ché poi ci rimaniamo male. Tutti.

«La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti. Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull’amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri. »
“Queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile.” Così, un po’ di giorni fa, la Binetti dalle colonne del Corriere della Sera.
L’intervista ha causato qualche mal di pancia all’interno del Pd, un ricorso da parte di un membro dell’assemblea costituente e la possibilità di un’istruttoria contro le dichiarazioni della senatrice. Tutto rientrato. Ovviamente.
Nell’intervista, la pia Binetti parlava di un documento della Congregazione per l’Educazione cattolica – Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio. Robaccia viscida e melmosa. Ne riporto un piccolo brano: «Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, e così via)». Come a dire: se sei ricchione, ovvero se sei immaturo – ché le cose sono strettamente correlate –, noi proviamo a curarti con la psicologia. Ma se poi ti piace ancora fartelo mettere nel culo allora, caro mio, mi dispiace ma l’abito talare proprio non fa per te.
Trovo che il succitato passo sia squallidamente imbarazzante soprattutto perché prodotto da una istituzione che è colma fino all’inverosimile di gay, alcuni dei quali fanno egreggiamente il loro dovere di pastori di anime. Altri lo fanno così così. Altri sono negati. Ma il discorso vale , paro paro, anche per quelli eterosessuali. Ma lasciamo perdere le considerazioni personali (si tratta pur sempre di legittime decisioni interne alla Chiesa) e ritorniamo alla famosa numeraria dell’Opus Dei. Cosa sostiene di bello la Binetti? Che esiste una correlazione tra l’omosessualità e la pedofilia: “queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia”. Insomma, il medico col cilicio prestato alla politica ci sta dicendo che il Vaticano si sta tutelando contro quei mascalzoni che s’inculano i ragazzini nelle sacrestie. E lei, manco a dirlo, è d’accordo.
Una domanda sorge spontanea: che ruolo ha nel Pd la pia senatrice? Cioè, voglio dire, che cazzo mi rappresenta? Capisco altri cattolici. Non ne condivido le idee, ma li capisco. Ma Paola Binetti, no. Sta lì ad occuparsi solo di istanze religiose, rivendicando con orgoglio, sempre e comunque, un’interpretazione schifosamente dogmatica, severa, ottusa e totalitaria del cristianesimo. Ogni qual volta c’è una disposizione interna da parte della Chiesa, eccola lì pronta ad esprimere un’opinione che poi è sempre la solita “condivido e non discuto”. Foss’anche sul gruppo sanguigno che devono avere le suore!
Perché, mi chiedo, non viene cacciata, una volta per tutte, con una bella pedata nel culo? Dice cose che troverei vergognose quant’anche fossero pronunciate dalla destra: un’enormità di cose antidemocratiche e fasciste lontane milioni di anni luce dai valori della sinistra, ridicole e pietose perché infarcite con l’innocenza di chi non ha detto niente di male. Fa qualcos’altro? Oltre a farci sapere che porta il cilicio, che dorme sul tavoloccio e che mortifica il suo corpo per sentirsi giusta e serena, potete voi ricordarla per qualche altra cosa? Qualche cosa di politicamente rilevante? Non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di avere un’identità, una parvenza di coerenza. Insomma – e qui mi fermo: ’sto cazzo di Pd si rispecchia più nelle azioni di Kennedy o si ferma alle citazioni?

«Farò in modo che la tv pubblica e quella privata non siano ansiogene. La tv pubblica non può essere il punto principale di pessimismo. »

“Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realtà. ”

«Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera. »