
«Il governo non replicherà alle critiche del Vaticano poiché ha chiarito la sua posizione nella risoluzione che ha votato la Camera» (ansa del 17-04-2009 ore 17:02). Detto in altri termini – assai meno diplomatici: col rammarico espresso dalla Segreteria di Stato Vaticano ci puliamo il culo.
Di cosa si tratta? Qual è la materia del contendere? L’avrete certamente intuito. Stiamo parlando della critica mossa da parte del governo belga a Benedetto XVI circa le dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo sull’uso del preservativo che – testuali parole del pontefice – “aggrava il problema” dell’Aids.
Mentre in Italia si fa ( stranamente? ) finta di nulla – tutti a fischiettare con le mani in tasca –, in tutti i paesi europei civili monta prepotente l’indignazione contro le irresponsabili parole dette dal vecchio in gonnella bianca. Il fronte avanzato di questa protesta è il Belgio: il Parlamento, infatti, vota una risoluzione che impegna il governo ad esprimere una critica ufficiale al Vaticano. Tanta è l’indignazione che la risoluzione passa a larga maggioranza (bipartisan, si direbbe in Italia) e il portavoce del ministero degli Esteri belga inoltra la critica alla Segreteria di Stato Vaticano. La risposta – il Vaticano “prende atto con rammarico” della risoluzione belga – non si fa attendere: «Il Santo Padre rispondendo ad una domanda circa l’efficacia e il carattere realista delle posizioni della Chiesa in materia di lotta all’Aids, ha dichiarato che la soluzione è da ricercare in due direzioni: da una parte, ecc.». Un untuoso giro di parole per non rispondere nel merito alla critica che veniva mossa a Sua Santità – è da criminali o da imbecilli dire che il preservativo “aggrava il problema” dell’Aids? Domanda oziosa? Può essere. Per ora, mi accontento di sapere che il governo belga “non replicherà alle critiche del Vaticano”.




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