Tag Archive for 'propaganda'

a breve cattura boss Messina Denaro…

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Venezia, 15 mar. (Adnkronos) – “Quella di oggi, in Sicilia, è una operazione che ci porterà a breve alla cattura del Boss dei Boss”. Lo sottolinea il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, oggi a Venezia, parlando dell’operazione che è stata portata a termine in Sicilia, riferendosi alla caccia al numero uno dei latitanti: Matteo Messina Denaro.

Sai che culo acciuffarlo prima della prossima tornata elettorale? Diciamo entro sabato 27, va’.
Così, a naso, mi sa che la propaganda elettorale, per questo giro, la paga Matteo Messina. Scommettiamo?

il balletto fa link

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Avete visto per caso, un po’ di giorni fa, il serioso Giulietto Chiesa ballonzolare, spensieratamente, insieme ad altre persone, sul palcoscenico del “Maurizio Costanzo Show”? Roba da fare venire i brividi. Altro che le torte in faccia di Schifani e Di Pietro al bagaglino. Ma non è di questo che vorrei qui parlare. È che, nel ricordare questa ridicola performance, m’è partito il link con una notizia che, distrattamente, m’era capitata sotto gli occhi su Il Corriere un paio di giorni fa. Sì, è il balletto che mi ha fatto il link.
Di che si tratta? Di Radio Teheran. Scrive Maria Antonietta Calabrò: «Una volta c’ era Radio Praga. Adesso c’ è Radio Teheran. Cioè una radio che trasmette tutti i giorni in lingua italiana. [...] Le trasmissioni sono tutte impostate, seguendo i leitmotiv della strategia informativa del regime: negazionismo sull’ Olocausto, propaganda anti-Israele e anti-Usa». Bene direte voi, e beh? C’è che tra gli illuminati speaker italiani della radio di Ahmadinejad figura, nientepopodimeno che, anche Giulietto Chiesa «corrispondente – cito sempre dall’articolo – dell’ Unità da Mosca già dai tempi dell’ ex Urss e parlamentare europeo». Pare, insomma, che il cipiglioso Giulietto nazionale si diletti ad invadere l’etere di Teheran parlando, in particolare, delle sanzioni. È contento? Macché. Lui vorrebbe dire qualche cosa sull’11 settembre (ché lui c’ha scritto un libro su quelle cose lì ) ma nulla da fare: non gliele fanno dire. Vuoi vedere che pure Ahmadinejad trova la ricostruzione del Giulietto nostro un tantino ridicola? Può essere. Intanto, per ora, solo in Italia gli hanno dato la possibilità, in TV, di propagandare le sue assurde elucubrazioni. Tra un balletto e l’altro. E non saprei quale tra le due cose è la più ridicola. Ovviamente.

Fidatevi…

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Fosse capitato a me avrei subito impugnato le tracce ministeriali – quelle del compito d’italiano, dico – per evidenti vizi di forma ché il ballerino Boris Kniaseff masculo era. Senza pensarci su due volte, poi, avrei ricusato tutti i commissari d’esame ché in veste di pubblici ufficiali si rendevano complici del ministero: «si tratta – avrei gridato in faccia a qualche membro della commissione – dell’ennesimo stupefacente tentativo [...] di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici»… Anche perché, a ben pensarci, gli estremi della grave persecuzione ad personam c’erano – e ci sono ancora – tutti: non sono più urgenti gli esami del sangue e dell’urine rispetto a quelli di maturità? Volete mettere l’allarme sociale che suscitano quelli se paragonati a questi ultimi? Precedenza dunque al VES e al TAS… altro che Montale! E voi, cassandre che non siete altro, non scassatemi il cazzo scuotendo la vostra bella testolina e mettendo su un musetto a culo di gallina – ché vi vedo lì a dire che la cosa non si può fare. Fidatevi: è così che oggi giorno si ottiene giustizia. Fidatevi.

la scaletta…

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«Falcone e Borsellino – scrive Eugenio Scalfari nel suo ultimo pistolotto domenicale – non erano giudici giudicanti ma magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con l’efficacia con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione esaurientemente informata». E chi se lo ricordava? Cioè, voglio dire, voi ricordavate che l’opinione pubblica fu esaurientemente – oltre che correttamente – informata sull’operato del giudice Falcone? A me pareva… ma sicuramente ricordo male. Per sincerarmi – ché sono uno che non si fida io –, prendo la scaletta, salgo agli scaffali alti della libreria, piglio il faldone coi ritagli dei giornali accuratamente conservati e m’accingo a cercare – tra uno starnuto e l’altro – qualche trafiletto che m’illustri quanto leale fu la stampa d’allora nei confronti di Falcone.
Manco il tempo di scendere dalla scaletta e mi capita sotto gli occhi un articoluzzo di Filippo Facci del 2007 (qui c’è la versione elettronica), nel quale è scritto:

[...] il comunista Gerardo Chiaromonte, defunto presidente della Commissione Antimafia, circa la bomba ritrovata nella casa al mare di Falcone, all’Addaura, scriverà così: «I seguaci di Orlando sostennero che era stato lo stesso Falcone a organizzare il tutto per farsi pubblicità». E la voce circolò.
Così, quando Falcone accettò l’invito del ministro della Giustizia Claudio Martelli a dirigere gli Affari penali, la gragnuola delle accuse non poté che aumentare. L’obiettivo di Falcone era creare strumenti come la procura nazionale antimafia, ma in sostanza fu accusato di tradimento. Si scagliò contro di lui il Giornale di Napoli: «Dovremo guardarci da due “Cosa nostra”, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma». Così Sandro Viola su Repubblica: «Non si capisce come mai Falcone non abbandoni la magistratura… s’avverte l’eruzione d’una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste dei guitti televisivi». L’Unità, due mesi prima che Falcone saltasse in aria, fece scrivere un corsivo al membro pidiessino del Csm Alessandro Pizzorusso: «Falcone superprocuratore? Non può farlo, vi dico perché». È la stessa Unità che poco tempo prima aveva titolato così: «Falcone preferì insabbiare tutto».

Azz… Scalfari mi porta a esempio l’efficacia e la correttezza dell’informazione sul caso Falcone quando in realtà ci fu una campagna diffamatoria coi controcazzi proprio da parte della stampa di sinistra! Ci vuole proprio una faccia di bronzo a contare sulla mancanza di memoria dei lettori… È teoria tutta personale: il fondatore spara cazzate perché sa che nessuno può passare la vita a salire e scendere da una scaletta.

incarichi governativi…

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I tempi cambiano. Chi oggi sussurra «…top secret!», un dì gridava «…tropp sacchet!». E sempre Incarico Governativo è.

…li piglia per il culo?

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Usa bene il tuo voto”. Così un Berlusconi vistosamente rifatto con pugno destro in alto e bocca aperta a sfoggiare una dentatura di finissima porcellana di Capodimonte. È lo slogan che compare – l’avrete di sicuro visto – in un messaggio elettorale a pagamento de Il Popolo della Libertà. Dice il testo: “lo sbarramento [alla Camera] è al 4%: i partiti che non ottengono il 4% dei voti non eleggono alcun deputato”. La cosa sfiziosa è che ’sta roba l’ho letta stamani su Il Foglio.

“cavalli da parata alle Olimpiadi e carne da cannone in Vietnam”…

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Non c’è, davvero, molto da dire sull’argomento. La tragedia è talmente scontata, nella sua drammaticità, da poter essere definita lapalissiana. Il fatto è che il Tibet è un paese, ovvero è un raggruppamento di persone che hanno in comune caratteristiche quali la lingua, la cultura e l’etnia. Accade che Tenzin Gyatso, meglio noto come il XIV Dalai Lama, sia costretto ad un esilio forzato in India, a Dharamsala, perché la Cina ha deciso di annettere il Tibet. Sua Santità il Dalai Lama dopo un po’ di rimostranze si convince e dice che il suo Tibet non vuole l’indipendenza ché a loro basta l’autonomia (Tibet in Cina, insomma). Risposta, secca, del governo centrale cinese? Scudisciate. Proviamo a discuterne? Scudisciate. Manifestiamo? Scudisciate. Insomma – s’è capito – dalla Cina le risposte sono monocorde: mazzate, a prescindere.
Cos’è che possiamo fare? Iniziamo a rovinare la festicciola delle Olimpiadi del regime comunista cinese. Boicottiamo ’ste cazzo di Olimpiadi («i leader del mondo – ha scritto Richard Perle – disertino le Olimpiadi, e George W. Bush dia l’esempio»), checché ne dica sua Santità, e, ad ogni modo, speriamo che tra gli olimpionici ci sia qualcuno che se ne fotte degli accordi presi e faccia eclatanti gesti non violenti. Magari gli stessi gesti per cui erano famose le olimpiadi degli anni della guerra fredda.

me ne fotto…

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Interrogato su Gianfranco Fini, il Ciarra, stamani, sbotta: «Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo». E io che mi faccio tanti problemi quando il punto di blù della mia cravatta non sposa bene il grigio della giacca. Mah!

Dio è morto…

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«Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio».

Umberto Eco, 20 luglio 2006

se li spruzzi di acqua santa…

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Satana è dappertutto anche nelle università. Non mi meraviglio che ci siano dei professori cornuti, con tanto di tridente e di coda, perciò non facciamoci molte illusioni, perché sotto sotto c’è l’odio contro Dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la Chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il maligno. Se li spruzzi di acqua santa fumano, come avviene negli esorcismi più tremendi.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.