Tag Archive for 'Rai'

«chiamatemi più spesso…»

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“Bravo!”
“Più bella… grazie.”
“Bravo!”
“… zie.”
“Bravo!”

un ragionare a cazzo di cane…

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“Aderisco all’iniziativa lanciata ormai da più parti per disdire il canone Rai ed invito i cittadini a fare altrettanto, e aggiungo “sostituendolo con Sky”. Non mi esprimo su Mediaset perché, al di fuori delle proiezioni cinematografiche, ai suoi programmi preferirei perfino le televendite.”

Antonio Di Pietro, 15 Settembre 2009

Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone di abbonamento TV. Trattandosi di un’imposta sul possesso o sulla detenzione dell’apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall’uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive.

un bel messaggio…

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« Come già Montanelli quando Cossiga gli propose il laticlavio, così De Bortoli declina per seguitare a “fare solo il giornalista”. In un paese dove nessuno fa più il suo mestiere, è un bel messaggio.»

Marco Travaglio, l’Unità

con una mano sul cuore…

E poi ci meravigliamo se c’è qualcuno che si sente in dovere di scrivere certe cose? Fatemelo dire, con una mano sul cuore: che schifo.

…monsieur de La Palice

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Prima pagina de l’Unità di stamani. Titolo: “Elezioni in Sardegna. Partita truccata. Veltroni: dal premier abuso della tv” [*]. Ci sarebbe un bel po’ da dire su quel titolo. Mi limiterò a far notare che dapprima si sono fatti infinocchiare con la storia di Villari e della vigilanza Rai – la chiamavano “telenovela” – e ora si rendono conto del grave errore che hanno commesso nel creare (e nell’amplificare) le condizioni per cui non vi fosse un garante a vigilare sulle elezioni sarde. “Il premier – dichiara Veltroni – viene qui [in Sardegna] per parlare d’altro e finisce nei telegiornali con alle spalle gli slogan elettorali”. Jacques de La Palice avrebbe detto: e grazie al cazzo!

la “squadra” di Playboy…

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«Considero sconveniente la scelta della RAI di invitare a Sanremo le conigliette di Playboy. Visto il dibattito di queste ore su fatti drammatici, che hanno visto le donne come tragiche vittime, ritengo inopportuna e disattenta verso il mondo femminile la scelta operata dal servizio pubblico radiotelevisivo di far partecipare al Festival di Sanremo la “squadra” di Playboy.
Ma se la RAI non proprio ne può fare a meno e per non essere tacciata di bieco maschilismo, visto che anche noi donne paghiamo il canone, almeno invitasse anche i California Dream Men.»

Alessandra Mussolini, 26 gennaio 2009

[...]

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«Sulla tv nazionale c’è una volontà di colpire chi si impegna allo stremo per il bene del Paese anche fra gli esponenti della sinistra che si impegnano per questo; una volontà che non si vede in nessuna tv nazionale di nessun paese civile al mondo».

Silvio Berlusconi, 17.01.2009

in un paese normale…

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Anno zero, l’altra sera, era uno schifo? Era costruita coi piedi? Probabilmente si, anzi, si di certo. Ma quello che fa Santoro nel suo programma riguarda lui, il suo responsabile di rete e il suo pubblico. Voglio dire, in un paese normale, dopo la puntata, Santoro e il suo direttore di rete avrebbero fatto una chiacchierata (o una scazzottata) chiusi dentro ad un ufficio dell’azienda. Punto. Alla Rai, invece, intervengono – a leggere la rassegna stampa di ieri c’era da impressionarsi, per davvero – il presidente della Camera, l’ambasciatore d’Israele e una sfilza fitta di nomi (più o meno noti) che si dilettano, dalle colonne dei giornali, a tirare merda addosso al conduttore (a quello, in particolare). Insomma, quella di Anno Zero è stata una puntata sbilanciata e costruita male – almeno per come l’ho vista io – ma non è stato uno scandalo, non è stato un attacco improprio, non è stata propaganda indecente: si vedono tante sconcezze in tv, figurarsi, ora, se tutti i mali vengono da Santoro. Indecente, invece, sono i meccanismi di controllo (o pseudo tali) che si attivano alla Rai: meccanismi odiosi e quanto mai assurdi. Ma non – chiarisco il pensiero – perché ci siano dei controlli, figurarsi, ma perché nessuno ha, per davvero, un cazzo di responsabilità di quello che succede, di quello che viene trasmesso. Tranne Santoro e pochi altri. Ovviamente.

l’azzeccagarbugli…

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Grande, senatore, lei è davvero un grande. E noi le siamo vicini. Se oseranno applicare la sentenza aberrante dell’azzeccagarbugli, li sputtaneremo finché non saranno sputacchiati per strada. Tenga duro, amico. Non ci si arrende agli imbroglioni, altrimenti imbroglieranno ancora.” Così, stamani, Vittorio Feltri in prima pagina, sul suo giornale, chiudeva un articolo sul, cosiddetto, “caso Villari”: vicenda “surreale e – precisa Feltri – quasi impossibile da raccontare se non col linguaggio della barzelletta”.
L’articolo – che, sia detto per inciso, è gustoso assai – descrive, davvero, con vivida chiarezza e spregiudicata schiettezza quello che è successo intorno all’elezione della presidenza della Commissione vigilanza Rai: questo “ente inutile” e, per certi versi, “dannoso. Sicuramente una fissa dimora politica in cui si può fingere di lavorare, percepire gettoni e indennità, usufruire di auto blu, segretarie e ammennicoli vari”. Pezzo, lo ripeto, davvero godibile (e condivisibile) – leggetelo, ve lo raccomando.
Solo un appunto – che è solo una nota per il lettore poco attento: l’“azzeccagarbugli” di cui si parla nell’articolo, il “volontario”, quello che “se ne esce con [la] genialata” di dichiarare invalida la votazione di Villari in quanto, con lo status di Senatore “radiato” dal Pd, non è più un rappresentante del Centrosinistra è – l’azeccagarbugli, dico – il presidente del Senato, l’on. Renato Schifani.

i tabù…

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«Io i tabù li abolirei tutti, restaurando l’unico che è saltato: il comune senso del buon gusto. Ammesso che il buon gusto sia ancora così comune.»

Massimo Gramellini, 10.12.2008