
A dimostrazione del fatto che gerarchie vaticane e statali si sono fuse in un unico grande abbraccio in cui il Presidente del Consiglio sta tra il Papa e i vescovi: poco al di sotto del primo, ma di certo al di sopra degli altri.

A dimostrazione del fatto che gerarchie vaticane e statali si sono fuse in un unico grande abbraccio in cui il Presidente del Consiglio sta tra il Papa e i vescovi: poco al di sotto del primo, ma di certo al di sopra degli altri.

«Quando il Papa ha detto: “Ho il cuore pieno di gioia per il clima politico in Italia”, e poi subito dopo ha detto che sarebbe più contento se si finanziassero le scuole private cattoliche e gli ospedali cattolici – non so trovare un altro aggettivo – l’ho trovato patetico. »

“Mi piace ricordare – dice Sua Santità – che la Comunità cristiana non può e non vuole mai sostituirsi alle legittime e doverose competenze delle istituzioni, anzi, le stimola e le sostiene nei loro compiti e si propone sempre di collaborare con esse per il bene di tutti”. Non diciamo cazzate ché senza l’otto per mille la Comunità cristiana non propone un cazzo.

Ai cultori di entomologia, segnalo quest’intervista assai interessante a Carlo Rossella. Uno che di certe cose se ne intende…

«Il capo della Chiesa cattolica e il presidente protestante della superpotenza planetaria, il vicario di Cristo e l’uomo più potente del mondo». Questo – più o meno – l’incipit di un servizio del Tg1 mandato in onda nell’edizione delle 13:30 di ieri a commento della visita di Bush al Santo Padre. E già, chi mai potrebbe pensarlo guardando la fotuzza qui sopra? Il vicario di Cristo e l’uomo più potente del mondo, il massimo dell’autorita morale e il massimo dell’autorita politica… Cazzo come stiamo messi male!

“Il pastore riceve il lupo travestito da agnello, e abbandona gli agnelli al loro destino: anzi a molti, a tanti, pare che il pastore così sembra autorizzare il lupo a devastare il gregge. È ancora fresca nella memoria, la scelta del papa che, per opportunità di equilibri politici internazionali, non volle ricevere il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, mentre a meno di tre mesi delle elezioni, riceve il predatore d’Italia, colui che con le sue tv ha degradato l’Italia in forza del principio, pubblicato sul giornale del papa, l’Osservatore Romano (6 giungo 2008), che «la televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare».”
«Come l’agire, anche la sofferenza fa parte dell’esistenza umana. Essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall’altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. »

«Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, [Berlusconi] si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - “scuola pubblica non statale”. »
«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »
Guardateli quanto son carini. Ditemi, per davvero, se a guardarli non c’è da commuoversi: ammalato e mignatta, seduti teneramente uno di fronte all’altro. Uno gli offre, felice, la vena più succosa e l’altro – il parassita, dico – già arrota i denti e pregusta, felice, il flusso ematico che da li a poco, a fiotti, rinvigorirà il suo stanco corpo. Parassita e parassitato uniti in un tutt’uno (ché è pur sempre vero che «siamo sullo stesso piano su cui opera la Chiesa da sempre…» ). Felicemente uniti al punto da non poter più distinguerne i confini («noi siamo dalla parte della Chiesa…»). Uniti in una danza che è, oramai, simbiosi.
Che bel quadretto. Viene da piangere.

«Il Cavaliere – leggo dal sito de la Repubblica – ha regalato una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa. Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della basilica vaticana».
Quando si dice basta il pensiero, nevvero Joseph?