Archivi dei tag: Ratzinger

in hoc signo vinces…

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«L’attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa. Noi rappresentiamo il partito dei popoli europei. Siamo a favore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nel rispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa. »

Silvio Berlusconi, 06.06.2008

…quanta sporcizia c’è nella Chiesa!

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Tutta da leggere la pagina in cronaca de la Repubblica di stamani. Titolo: “Vanità, invidia e calunnie. Vizi capitali anche nella chiesa”. Un’analisi spietata – lucida e spietata come solo chi conosce dall’interno i meccanismi di potere della Chiesa può fare – del cardinale Carlo Maria Martini.
Mi vien da pensare: Madonna “
quanta sporcizia c’è nella Chiesa!” (cfr. Ratzinger, marzo 2005) – con tutto il carico del mio laicismo e la spregiudicatezza del mio relativismo, al confronto, mi sento così pulito e innocente. Quasi una candida colomba, ecco.

(il retro)

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«A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25). »
Card. Ratzinger, 25.03.2005

è la Costituzione, bellezza…

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«In uno Stato democratico non sembra giustificarsi l’esclusione di un adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico. »

Benedetto XVI , 29 maggio 2008

«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »

clima nuovo…

«Avvertiamo con particolare gioia i segnali di
un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo.
»
Benedetto XVI, 30 maggio 2008

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non riesco a spiegarmi…

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Qualcuno di voi sa per caso dirmi quand’è che ha totalizzato il partito del Santo Padre alle ultime elezioni politiche? No, perché – e lo dico per davvero – non riesco a spiegarmi su quale base riposi la presunta facoltà del succitato tizio in gonnella bianca di dettare l’agenda politica nostrana.

già, non c’è…


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«L’elezione a Papa ha come trasfigurato Joseph Ratzinger, ma la sua realtà intima è rimasta quella che abbiamo conosciuto in Congregazione. Poi i media ne hanno dato una lettura sbagliata, presentandolo come un uomo rigido e distante. Tanto che in Brasile, durante la visita dell’anno scorso, un quotidiano titolò: “Il Papa ha riso”, come se fosse un fatto strano e insolito. E invece non c’è di Ratzinger una foto che non lo riprenda mentre sorride».

Mons. Angelo Amato , 20 maggio 2008

buona lettura…

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«Consentire a coppie lesbiche l’accesso alla procreazione in vitro [...] significa – sostiene Assuntina Morresi su l’Avvenire di ieri – cancellare il padre, con tutto quello che ne consegue sul piano simbolico e concreto». L’intero concione della pia professoressa potete leggervelo qui. Non cito null’altro del pezzo, contenti? Così, almeno, non vi tolgo lo sfizio – assai gustoso e invitante, a dire il vero – di farvi scoprire da soli il come e il perché la tipa abbia mandato la ragione a batter sul sagrato: tre Pater e un paio di Ave per ogni marchetta!
Avviso i miei dolcissimi lettori,
humani generis delicia mea, che – e quanto dico valga come incìso – da queste parti, chiamando alla memoria un intervento del professor Veronesi, si è convinti che «l’educazione migliore per un bambino [...] non dipende [...] dall’orientamento sessuale dei genitori, ma dal loro affetto e dalla loro attenzione».
Buona lettura.

questioni ambientali…

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«Sono stanca di sentir ripetere che la 194 non si tocca. Non lo accetto. È una legge di trent’anni fa; dobbiamo tener conto dei progressi scientifici. A 22 settimane, il feto è già un bambino. I casi di cui ha scritto Giuliano Ferrara mi hanno colpita molto. Se davvero nascono vivi, se c’è la possibilità di rianimarli, allora — fatti i necessari approfondimenti — quel limite di 22 settimane andrebbe abbassato. L’ha detto anche Alessandra Kustermann della Mangiagalli, una donna straordinaria».

On. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente

nota…

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La questione si ripropone: Sua Santità prova a verificare le reazioni della nuova compagine governativa nei confronti dei suoi richiami. E ci va giù duro, usando tutta la retorica che ha in corpo ché evidentemente smania – il pastore, dico – di saggiare bene la reattività del suo nuovo gregge reo – a detta di qualcuno – di non aver nessun vero cattolico al suo interno. Tant’è significativo il messaggio che – è voce che corre tra i ben informati – sia stato, pare, lo stesso pontefice a calibrarlo attentamente. Vale la pena, dunque, di prendersi la briga di rileggersi con calma, ancora una volta, il testo prima di entrare nel merito.
Ma intanto, a margine, una piccola osservazione: l’attacco alla 194 sta, via via, scivolando sul piano inclinato e sdrucciolevole delle politiche sociali: non una spinta verso maternità coscienti e responsabili ma, semplicemente, una delega alla coscienza e alla responsabilità date direttamente alla comunità tutta. «Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia - dice Benedetto XVI - per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno». La questione, insomma, viene prepotentemente fatta ricadere, in qualche modo, – per la parte che non riguarda il potere riproduttivo, intendo – sulla comunità che accoglie (e questo pure mi pare importante sottolinearlo) il feto già come una persona quand’è ancora nell’utero materno. La spinta prepotente di questa nuova battaglia è tutta rivolta, quindi, verso la comunità che si fa carico delle condizioni della gravida (e
quindi della futura madre) per consentire al frutto che questa porta in grembo di poter venire alla luce. Cos’è che si tenta di affermare? Innanzitutto che il feto è persona e, quindi, proprio perché persona è anche un bene di tutti, un bene della comunità che, di riflesso, deve spingersi fino al punto di stabilire cos’è che occorre darle quand’è embrione e cosa, invece, toglierle quando non lo è più. Sempre, sia ben inteso, nell’interesse di tutti.
Nel concludere, registro le reazioni del mondo politico nostrano che – sia detto per inciso – paiono ancora abbastanza confuse. L’Udc, per bocca di Rocco Buttiglione, fa sapere che si farà carico di portare in Parlamento quello che Benedetto XVI ha auspicato, mentre – leggo da Il Corriere – per una Mussolini timidamente critica c’e una Carfagna tendenzialmente favorevole. Insomma, al netto delle dichiarazioni del solito Pannella, pare che l’intenzione prevalente della classe politica sia quella di aiutare economicamente le donne che si sentono costrette ad abortire perché in difficoltà economiche e a far meglio applicare la 194. Ma, è giusto precisarlo, stiamo ancora alla prima fase del passaggio all’incasso da parte della Santa Sede. Dalla Cei, tanto per dire, ancora non s’è sentito nulla.