
«Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato che non concederà l’autorizzazione ad avviare un processo a carico di Sabina Guzzanti, per quanto dichiarato dall’attrice l’8 luglio scorso, in occasione del “No Cav Day” in piazza Navona, a Roma» (apcom.net, 18.09.2008). La decisione del Guardasigilli nasce da un atto, per così dire, telepatico: «conoscendo lo spessore e l’autorevolezza del Papa, credo – ha dichiarato il Ministro – che la sua capacità di perdono prevalga sulle offese stesse». Insomma, formalmente, la questione viene archiviata da chi, per legge, avrebbe dovuto concedere o meno l’autorizzazione (“non si può procedere – è scritto nell’art. 313 del Codice Penale – senza l’autorizzazione del ministro per la Giustizia” ). Il motivo? (Il motivo vero, intendo). Evitare la notevole esposizione mediatica? La Guzzanti sarebbe stata, comunque, assolta? o mandata in galera? o costretta a risarcire, con poche centinaia di euro, l’onore del papa? E, ancora: il papà dell’artista ha interceduto per lei presso l’amico ministro? E vallo a sapere. Ché quando viene meno l’esercizio del diritto tutto può essere. E quando dico tutto, intendo veramente tutto.

![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)