Tag Archive for 'San Tommaso D’Aquino'

…guardie svizzere

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La Guardia svizzera potrebbe aprire le porte alle donne, anche se in un futuro non troppo vicino: «l’ingresso delle donne – è il Comandante delle Guardie Svizzere a parlare – porrebbe problemi logistici di non poco conto e di non immediata risoluzione, dato che gli attuali spazi destinati agli alloggi delle Guardie bastano appena per gli attuali 110 militari maschi. La convivenza in caserma tuttavia può avere qualche problema, ma ogni problema si può risolvere». Lascio da parte il modo in cui s’intendono risolvere questi problemi – la cosa, per il momento, non m’interessa, anche se… lasciamo perdere. È altro quello su cui s’appunta la mia attenzione perché mi pare abbastanza scontato che in questo modo – aprendo le porte alle donne, dico – si mandi allegramente a puttane il pensiero di quel sant’uomo di Tommaso d’Aquino: la donna non era un errore della natura? una che era fisicamente e spiritualmente inferiore? una specie di uomo mutilato, fallito e mal riuscito? E il comandante – ogni problema si può risolvere – mi sta forse dicendo che una così saprebbe difendere, acriter et fideliter, quel pezzo d’uomo del Pontefice?

…il resto verrà da sé

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«La Chiesa – si legge al numero 366 del Catechismo – insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è “prodotta” dai genitori» ed è solo in virtù di questo intervento divino – che, sia detto per inciso, nulla ha a che vedere con i genitori, spermatozoo, ovulo e quant’altro – che per un cattolico la vita umana è di dignità incommensurabile con quella di un animale: «la naura, e in essa l’animale, non ha in sé nulla di sacro o di divino», ebbe – non a caso, diremmo – a dichiarare, nel 2005, il cardinale Carlo Caffarra allora semplice monsignore di Ferrara (sembra un doppio senso, non lo è). Pare evidente, quindi, che le farneticazioni deliranti su cui Ferrara – Giuliano, dico – e gli altri suoi compagni di merende (farneticazioni solennemente avallate da papa Ratzinger) hanno innestato il perverso meccanismo per un attacco diretto e frontale alla legge 194 sono affermazioni puramente teologiche, questioni di fede, non di biologia; questioni che la Chiesa cattolica ha declinato via via nel corso dei secoli adattandole alla proprie esigenze e alle proprie vicende storico-teologiche (si vede a tal proposito quanto affermava l’Aquinate circa il tempo necessario affinché ci fosse passaggio da feto a essere umano). Non si capisce quindi, davvero, per quale motivo una posizione laica dovrebbe tenere in conto una verità che non ha, in se, assolutamente nulla di oggettivo.
La legge stabilisce – ed è certamente una convenzione
– il momento [*] in cui il feto diventa bambino ed è un tempo su cui potremmo addivenire, alla luce dei progressi scientifici, ad una ri-definizione ma l’impressione – in realtà è qualche cosa di più di un’impressione – è che la crociata antiabortista non miri assolutamente a questo ché per loro l’aborto è la condanna a morte di un innocente – anzi del più inerme degli innocenti.
Insomma, per farla breve, la tela appiccicosa ordita ad arte dal direttore de il Foglio mira essenzialmente a far divenire “cultura comune” il concetto che l’aborto sia una colpa ­­– ché Giuliano quant’anche divenisse Ministro della Salute, non vuole mica perseguitare penalmente le donne che abortiscono. Tanto il resto verrà da sé.

[*] la nuova crociata capeggiata da Ferrara contro la libertà/responsabilità delle donne utilizza cinicamente la circostanza per cui non è definibile con assoluta precisione il momento dell’inizio di un processo vitale (circostanza, questa, comune a tutti i processi naturali natura non facit saltus); un dato di fatto, dicevo, che però non autorizza assolutamente l’affermazione che le caratteristiche del processo iniziale siano equivalenti a quelle finali.

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«Un feto maschile diviene un essere umano dopo 40 giorni, uno femminile dopo 80 giorni. Le femmine nascono a causa di un seme guasto o di venti umidi»

San Tommaso D’Aquino