Archivi dei tag: Silvio Berlusconi

faccetta nera…

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«Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale. Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: “Il popolo ha scelto. Ho avuto l’onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica”. Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano? »

Curzio Maltese, 7 novembre 2008

il senso della vergogna…

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S’incazza perché tutti gli altri non apprezzano il suo sense of humour. Dice che “abbronzato” è un complimento, una carineria. Scoreggia davanti al mondo, a microfoni aperti, e pretende pure che si stia tutti li, naso in aria, ad apprezzarne l’afflato, a risaltarne gli aromi . La fa fuori dal vasino e se ne vanta.
Siamo nelle mani di una classe dirigente che non ha più il senso della vergogna (altro che sense of humour). Li avete votati? E ce li dobbiamo tenere. Così come sono: con la faccia tutta sporca di merda.

attaccando la Carfagna

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“Nel Pdl è tutto in funzione del Capo. Sembra di stare in una democrazia orientale. Silvio è il nuovo Kim Il Sung” .

Paolo Guzzanti. Da il Riformista del 04.11.2008

“calendarista delle pari opportunità”…

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Oramai tra lo scapigliato Guzzanti e il bel ministro delle pari opportunità è scontro. Scrive Guzzanti: «è ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente?» L’accusa è la solita: la Carfagna avrebbe avuto la guida di un dicastero per aver consesso favori sessuali al premier: un dicastero per qualche pompino. Ma donde prende origine questa odiosa accusa? È solo il passato da soubrette televisiva a gonfiare le infamanti voci o c’è dell’altro? “Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt’altro che interessati – scrive sul suo blog l’onorevole Guzzanti – esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla”. Ma pare che ad innescare le accuse – almeno è così che la storia è iniziata – ci sia stato anche il rimbalzo di pettegolezzi sul contenuto di alcune intercettazioni telefoniche, mai rese pubbliche.
Il ministro Carfagna, in una nota, ha precisato – sono quelli di Repubblica a farcelo sapere – di aver presentato “querela penale per diffamazione nei confronti dell’onorevole Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog” ma la questione, a mio avviso, andrebbe risolta diversamente. Dicano, una volte per tutte, se queste bobine con le intercettazioni telefoniche esistono o no; si facciano i nomi dei “testi oculari”; si dicano, senza allusioni, quali sono stati i favori… Insomma, una buona volta, si svergognino i calunniatori, si dimostri l’esistenza (o l’inesistenza) delle intercettazioni e si rivelino, finalmente, le virtù che hanno portato al Ministero una che fino a pochi anni fa nemmeno sapeva che cazzo fosse Montecitorio. Solo così, finalmente, si farà impallidire ogni ipotesi più o meno oltraggiosa e, soprattutto, si eviterà che una buona parte della famiglia Guzzanti, per gli anni a venire, si sveni per dar da mangiare alla bella Mara nazionale.

liberale…

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Liberale del cazzo.

giornalismo…

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«[N]essuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. »

Mario Giordano, 10 ottobre 2008

…nazione di distratti

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«Quell’emendamento – ha dichiarato l’altro giorno Tremonti – è fuori dalla logica del governo: o va via quell’emendamento o va via il ministro dell’Economia».
L’emendamento che ha fatto incazzare il ministro è il cosiddetto “salva-manager” ovvero l’articolo 7-bis contenuto nel decreto Alitalia: “le dichiarazioni dello stato di insolvenza [...] sono equiparate alla dichiarazione di fallimento [...] solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura”. Detto diversamente: per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento. Mossa politica – è parer tutto personale, si badi – azzeccatissima, ché in un sol colpo il ministro ha dimostrato quanto narcotizzata sia l’opposizione e, soprattutto, quanto la sua parola conti all’interno del centrodesta (“Io – ha dichiarato Berlusconi – non ne ero a conoscenza ma ho avuto garanzia da Tremonti che è stato tolto” ). Si dira: ma dov’era Tremonti quando al Senato il decreto fu votato in prima lettura? Vero – me lo chiedo anch’io, in effetti –, ma mi gioco un testicolo che nella mente di tutti rimarrà solo il ricordo del plateale punto messo a segno l’altro giorno, ché – lo scrive Geminello Almi in Una repubblica fondata sulle rendite – “la nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria”.

al Bagaglino…

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«Vi confesso una cosa: io non dico di essere il migliore, ma davvero, se mi guardo intorno… non vedo nessuno migliore di me. »

Silvio Berlusconi, 08 Ottobre 2008

decreti…

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«Imporrò al Parlamento l’approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese». Così ieri Silvio Berlusconi in risposta ad un inefficiente e ingessato Parlamento. Tre hip-hip-hurrà per il Premier. Fa bene. Del resto anche i toni usati sono stati pacati e conciliatori ché lui, diciamocelo francamente, avrebbe «potuto fare di questa aula un bivacco di manipoli» e invece s’è limitato solo a paventare l’uso di uno «strumento che la legge pone a disposizione del governo». Lo ripeto: bravo Silvio. Basta con tutte queste perdite di tempo, i dibattiti in parlamento, le votazioni, l’ostruzionismo dell’opposizione e quant’altro. Decreti, decreti per tutti e su tutto. Da dove s’inizia? Ma mi pare chiaro: la lotta ai graffiti e alla pornografia via etere. Tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – siamo angosciati da questi due problemi e tutti – e quando dico tutti, intendo veramente tutti – ne riconosciamo la straordinarietà e la necessità di agire con l’urgenza prevista dalla stessa Costituzione. Ma mica vogliano fermarci qui? No, dico: si vuole, finalmente, combattere il problema della puzza di piscio del cane randagio sullo zerbino di casa? E allora urge un decreto. Così come serve un decreto per il fastidioso problema delle doppie punte . E uno – fanculo alla Marcuzzi – per le irregolarità intestinali? Ma soprattutto, il più urgente di tutti, per affrontare l’emergenza delle emergenze: l’uso indiscriminato di link e stratagemmi vari per scalare la classifica di blogbabel.

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«Silvio Berlusconi definisce “quasi imbarazzante” il consenso raggiunto dal suo governo, in base agli ultimi sondaggi. E scherza con chi dice che ora si può solo tornare indietro: “non mettiamo limiti alla divina provvidenza” ».

Ansa.it, 20 settembre 2008

« “Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini”: manifestazione oggi a Venezia per l’arrivo in laguna del ministro dell’istruzione. Gli striscioni sono stati appesi al Ponte dell’Accademia. “Non pensavo che, facendo il ministro dell’Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell’ordine”, ha detto il ministro inaugurando il suo discorso al Forum dei giovani di Confcommercio. »

Ansa.it, 20 settembre 2008