«La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rafforzato il diritto individuale degli americani ad essere armati. Con una sentenza storica su come interpretare, una volta per tutte, un diritto costituzionale sancito in modo incerto nel 1791, i giudici hanno bocciato un divieto a detenere le armi che era in vigore nella città di Washington.» (corriere.it, 26.06.2008).
Quello del “diritto individuale ad essere armati” è questione tutta americana, ché qui in Europa il problema non si pone neppure. Al netto, infatti, delle categorie professionali che ne prevedono, per legge, la dotazione – qui da noi, dico – il possesso di un’arma per un semplice cittadino è un “diritto” solo in casi assai sporadici e ben regolamentati (He wore black and I wore white) ché è lo Stato ad essere preposto alla difesa dei suoi cittadini. Neanche il più acritico e viscerale sostenitore degli Stati Uniti nostrano si sognerebbe, insomma, di rivendicare questo “diritto alla pistola” (Bang bang, I hit the ground). Eppure – tanto per rimanere tra le nostre mura – qui in Italia sono in tanti quelli che ci tengono ad indicare gli Stati Uniti come modello positivo (”Gli Stati Uniti modello di laicità positiva” scriveva l’Osservatore Romano il 16 aprile scorso); sono in tanti – e pure molto influenti – quelli che riconoscono, tanto per dire, nel testo della Costituzione d’America la summa del diritto. Potenza economica delle industrie produttrici d’armi americane? Può darsi.
La questione, però, è abbastanza delicata, soprattutto nelle implicazioni sociali che può avere, sicché, ritornano al Santo Padre, sono davvero curioso di leggere una qualche santa considerazione del pontefice (He didn’t take the time to lie) proprio su questa sentenza della Corte Suprema: nel paese dove la religione sposa così bene il sociale (Just for me, the church bells rang), non trovate che sarebbe davvero deplorevole approvare questa mania? Ma disapprovare, dopo tutte le smancerie che ci sono state col presidente Bush (“Remember when we used to play?”), non risulterebbe sconveniente? Secondo me il pontefice preferirà non proferir parola (Bang bang, that awful sound): all’Angelus parlerà d’altro: del prezzo della benzina, forse? o del caro ombrellone? Chissà.