Archivi dei tag: Televisione

lapsus…

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S’è consumato tutto in un attimo ma l’effetto, credetemi, è stato divertente assai. Se non altro è riuscito a dare un guizzo di vitalità al solito piattume proposto da Porta a Porta. Il Cavaliere – chi altri se non il Cavaliere? – rivolgendosi a Bruno Vespa ha detto: «dottor Fede…». Roba che Antonello Piroso potrà scriverci su, deliziandoci, un trattatello assai corposo mentre Vespa – negli anni a venire, dico – s’arrovellerà fino allo stremo. Ché non è mica così semplice stabilire se s’è trattato di un complimento o di una offesa.

annichilare…

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«Ho voluto Luxuria – ha dichiarato Simona Ventura – perché è un politico e perché quest’anno vorrei che si parlasse anche di tanti problemi sociali». Adesso, davvero, conto solo sul buco nero del CERN.

la suscettibilità…

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«Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa. E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui. »

Paolo Bonaiuti, 03 agosto 2008

…damme la tre!

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«E daje co le parolacce, me volete fa ‘ncazzà… La volgarità non è quella. Aristofane insegna. Sono senza peli sulla lingua [...]: non dico porca troia se non serve. Dovrei impazzire…».

Gianfranco Funari, 5 aprile 2007

Non c’è dubbio…

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«Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre. »

Pier Paolo Pasolini, 9 dicembre 1973

il lupo travestito da agnello…

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“Il pastore riceve il lupo travestito da agnello, e abbandona gli agnelli al loro destino: anzi a molti, a tanti, pare che il pastore così sembra autorizzare il lupo a devastare il gregge. È ancora fresca nella memoria, la scelta del papa che, per opportunità di equilibri politici internazionali, non volle ricevere il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, mentre a meno di tre mesi delle elezioni, riceve il predatore d’Italia, colui che con le sue tv ha degradato l’Italia in forza del principio, pubblicato sul giornale del papa, l’Osservatore Romano (6 giungo 2008), che «la televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare».”

don Paolo Farinella, Micromega.

proposta indecente…

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«Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato…». È l’incipit di un post datato 11 maggio 2008 (roba vecchia, insomma), scritto dall’onorevole Di Pietro sul suo blog. Mi è capitato sotto gli occhi più o meno per caso. La faccenda – molti di voi l’avranno già capito – si riferisce alle dichiarazioni di Marco Travaglio fatte su Raitre nella trasmissione di Fabio Fazio a proposito del presidente del Senato, Renato Schifani. Se ve ne cale, il post lo trovate qui: é uno striminzito commento sui fatti che (al di la di com’è scritto) bene evidenzia un modo d’intendere del diritto, della libertà di stampa, della politica e della sintassi del tutto incompatibile con qualsiasi partito democratico. A voler essere forzatamente coincisi, la cosa mi pare possa risolversi con uno stringato inciso: fuori da ogni polemica, non mi sconvolge – nel modo più assoluto, direi – il fatto che l’Italia dei valori non abbia accattato di fondersi col Pd di Veltroni quanto piuttosto il fatto che quest’ultimo, accoratamente, gliel’abbia proposto.

artista. Ma solo per brevità…

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«Non si può dire “Berlusconi mi piace o non mi piace”. È un atteggiamento quanto mai semplicistico e un po’ rozzo. Io argomento semplicemente il fatto che, rimanendo un uomo di sinistra ma che alla sinistra non “appartiene” – nel senso che verifica giorno per giorno quanto questo essere di sinistra sia suffragato dai fatti, e finora non ho mai avuto smentite – dico che se il centrodestra ha vinto le elezioni con tanta larghezza di voti, se più di metà del Paese ha votato compatta per i suoi rappresentanti, non possiamo considerarli dei barbari che vengono e ci torchiano e quindi aspettarci cinque anni di cupa controriforma. Dobbiamo sperare e cercare di cogliere quanto più possibile dei lati di positività in quello che faranno. » (da Omnibus, 05.06.2008)

È De Gregori, capitelo, deve pur vendere il suo ultimo disco.

l’unico partito…

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«Io faccio parte – é il dott. Antonio Di Pietro a parlare – di quelle persone che non ha alcuna fiducia né nell’uomo né nel politico Berlusconi e per questa ragione ritengo di proporre una politica diversa da quella che fa lui, soprattutto con riferimento alle persone che possono andare in parlamento. Noi dell’Italia dei Valori ci siamo sempre battutti… siamo rimasti l’unico partito che abbiamo imposto ai nostri candidati di non avere pendenze processuali, con sentenze penali passate ingiudicate… egli ogni volta che c’è da valutare l’azione della magistratura sta sempre dall’altra parte ».
A parte il fatto che sarebbe il caso di segnalare il dott. Di Pietro alla signora
Grammatica Italiana nel caso quest’ultima decadesse al punto da voler agire, violentemente, con una sua personalissima gangbang; ma non è di questo che qui si vuol parlare – anche se l’argomento, da solo, basterebbe a spiegare tante cose. «Siamo rimasti l’unico partito che abbiamo imposto ai nostri candidati di non avere pendenze processuali »… e Leoluca Orlando?

digital divide…


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Il passaggio della televisione dal sistema analogico a quello digitale fa materializzare, secondo il presidente dei vescovi italiani card. Bagnasco, il rischio che aumenti la pornografia. «Il rischio non remoto, dicono gli esperti, è che i nuovi spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche presenti sul piano internazionale». (il Corriere, 26.05. 2008 ). Eccolo lì, siamo alle solite: si demonizza il mezzo – potendo lo si vorrebbe completamente oscurare o, al limite, controllare – per alcuni suoi contenuti usando “gli esperti” per avvalorare un principio che puzza di muffa – oltre che di censura. È ovvio, sia ben inteso, che previo pentimento sia concessa deroga: tra un pornazzo e l’altro una fiction su Padre Pio, uno speciale su Lourdes o, perché no, uno spottino pro otto per mille alla Chiesa Cattolica ci stanno comunque sempre bene.