Tag Archive for 'Umberto Eco'

ma…

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Ma democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizie maggiori.

Umberto Eco, A passo di gambero

Requiescat in pace…

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«Lui va in radio, il conduttore parla della sua passione
per le immersioni e lo lusinga: Mike, si sa che lei è un sub
eccezionale. E lui, modesto: ma no, sono un sub normale.»
Ludovico Peregrini, la Stampa.

Indubbiamente, meritava di diventare senatore a vita ché aveva davvero “illustrato la Patria per altissimi meriti” (art. 59, comma 2 della Costituzione): esempio pressoché inarrivabile – lo scriveva, giustamente, nel lontanissimo 1961, Umberto Eco in Fenomenologia Di Mike Bongiorno – della “mediocrità assoluta”, grazie alla quale “lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti”.
Da vivo – devo ammetterlo – mi era indifferente. E con molta probabilità continuerà ad esserlo anche da morto.

perché…

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Perché un angolo retto misura novanta gradi? Domanda mal posta: lui non misura niente, sono gli altri che misurano lui.

Umberto Eco, La bustina di Minerva

[...]

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«Credo non ci sia più differenza, a un certo punto, tra abituarsi a fingere di credere e abituarsi a credere.
È la storia delle spie: si infiltrano nei servizi segreti dell’avversario, si abituano a pensare come lui, se sopravvivono è perché ci riescono, ovvio che dopo un poco passino dall’altra parte, che è diventata la loro. O come quelli che vivono soli con un cane, gli parlano tutto il giorno, all’inizio si sforzano di comprendere la sua logica, poi pretendono che lui comprenda la loro, prima lo scoprono timido, poi geloso, poi permaloso, infine passano il tempo a fargli dispetti e scenate di gelosia, quando sono sicuri che lui sia diventato come loro, loro sono diventati come lui, e quando sono fieri di averlo umanizzato, di fatto si sono rincagniti. »

Umberto EcoIl pendolo di Foucault – pag. 494

un’ombra di diffidenza…

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«Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. »

Umberto Eco, Diario minimo

il computer…

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«Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti. »

Umberto Eco

[...]


«Emendarsi di continuo è pratica raccomandabile, a cui spesso mi attengo – ai limiti della schizofrenia. Ma ci sono casi in cui non si deve far mostra di avere cambiato idea solo per dimostrare che si è à la page. Anche nel campo delle idee, non sempre la monogamia è necessariamente segno di un’assenza di libido. »

Umberto Eco, Sul simbolo, 2002

Dio è morto…

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«Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio».

Umberto Eco, 20 luglio 2006

È bello…

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È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro.

Umberto Eco, Storia della Bellezza.

xerociviltà…

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« Del resto la fotocopia è uno strumento di estrema utilità, ma molte volte costituisce anche un alibi intellettuale: cioè uno, uscendo dalla biblioteca con un fascio di fotocopie, ha la certezza che non potrà di solito mai leggerle tutte, non potrà neanche poi ritrovarle perché incominciano a confondersi tra di loro, ma ha la sensazione di essersi impadronito del contenuto di quei libri. Prima della xerociviltà costui si faceva lunghe schede a mano in queste enormi sale di consultazione e qualcosa gli rimaneva in testa. Con la nevrosi da fotocopia c’è il rischio che si perdano giornate in biblioteca a fotocopiare libri che poi non vengono letti».

Umberto Eco, De bibliotheca