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Il dono di Dio.

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Papa Pacelliha dichiarato Benedetto XVI – è stato per la Chiesa un eccezionale dono di Dio”. Ammettiamolo: il vecchietto in gonnella bianca (e con le scarpe rosse di Prada) ce la sta mettendo tutta. Questa volta ha tentano financo d’affrontare il problema di petto: toni decisi e chiari nel tentativo di convincerci che Pio XII non fosse poi quella gran merda d’uomo che si mormora in giro. “Negli ultimi anni – ha attaccato il pontefice – quando si è parlato di Pio XII, l’attenzione si è concentrata in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di più in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico qual è quella del Papa Pio XII”. Presto esauriti gli argomenti a favore della tesi secondo cui Pacelli fece il possibile in favore degli ebrei – poca roba, davvero pochetta – si passa ad illustrarcene le mille virtù: una sarabanda di bolle colorate stagliate su di un mare colmo di merda.
Non commento, tant’è la nausea — ma la prossima volta che qualcuno oserà parlarmi del magistero morale della Chiesa credo che gli farò assaporare l’emozione di avere i segni vivi del Cristo nella carne. Chiodi e martello, please.

sei-sette anni di lavoro

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Ci vorranno ancora sei-sette anni di lavoro per poter aprire gli archivi della Santa Sede relativi al periodo storico del pontificato di Eugenio Pacelli.

difficile situazione finanziaria…

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Ovviamente il licenziamento di Corinne Diserens non ha nulla a che vedere con la storiella della rana crocifissa e dell’intervento di Ratzinger. Figuriamoci. Si tratta di una decisione – cito dal comunicato della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea – legata alla «difficile situazione finanziaria determinata dalle ingenti spese impegnate senza l’autorizzazione degli organi collegiali e senza la necessaria copertura finanziaria». Nessuna pressione Vaticana, quindi. Assolutamente. Possiamo esserne certi. Così come siamo certi che in un solo anno di gestione la Diserens sia riuscita a farsi responsabile di un dissesto finanziario stimato in 500 mila euro. Al confronto, Bassolino ci fa la figura del pischèllo.

la Bibbia giorno e notte…

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«Da domenica 5 ottobre a sabato 11 ottobre la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma sarà teatro di un evento straordinario: la lettura integrale della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, per sette giorni e sei notti senza interruzioni e commenti». Così si legge sul sitarello in cui, per l’appunto, si pubblicizza, con devota minuzia, la lettura integrale della Bibbia. Chi ha patrocinato l’evento? Comune di Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Regione Lazio, Provincia di Roma e giù giù passando per UNITALSI fino al Centro Sportivo Italiano. Senza contare che le riprese dell’evento sono tutte garantite dalla struttura Rai-Vaticano.
Sono scandalizzato. E non poco. (Sapete, sono tipo assai sensibile io). Che faccio, mi son detto? Sbrocco come un polipo che s’è reso conto che la pentola che bolle sul fuoco non è per gli spaghetti ma per lui, o provo a cavalcare l’evento? Si, perché a legger bene sul sitarello c’è scritto: «si alterneranno più di 1200 persone di ogni età, categoria sociale ed appartenenza religiosa. Ma anche i non credenti possono partecipare». Sicché ho pensato che potrei presentarmi in Basilica colla Bibbia e dare, così, il mio giusto contributo con quel passo del Vangelo di Marco (Mc 9, 42-50) in cui Gesù dice che a chi scandalizza il prossimo suo «meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare». Ecco, citerei proprio quel passo. Ovviamente userei la più soave e leggiadra delle vocine che riesco a fare, giusto per rendere più dolce l’istigazione al suicidio.

nientemeno…

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«Leggo che ha ricevuto la prima comunione in Vaticano. Beh, la notizia è proprio commuovente. A cinquantadue anni suonati Emilio Fede (che era definito come “laico e socialdemocratico” ) è toccato invece dalla grazia. Per carità: io le conversioni le rispetto. Avvengono però solitamente nel chiuso della nostra coscienza e riguardano di solito la nostra vita intima, privata. Certo, che il comunicando (si sarà vestito da marinaretto, con la fascia al braccio?) ha scelto invece, per questa mistica faccenda, una chiesetta assai poco appartata: il Vaticano. Nientemeno. Immagino che i democristiani non potranno che trarne soavi auspici: dopo tanti cadaveri, ecco finalmente un comunicato eccellente. »

Enzo Tortora, da Applausi e sputi di Vittorio Pezzuto

[...]

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« Un parroco argentino è stato stato sanzionato dal Vaticano per aver pubblicamente messo in dubbio alcuni elementi fondamentali della fede cattolica, fra cui l’esistenza di Adamo ed Eva» . [ * ]

s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

a margine…

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Accuse «infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi»: così dal Vaticano si risponde a tutti quelli che accusano l’ex presidente della Ior per un suo presunto coinvolgimento nel rapimento di Emanuela Orlandi. È giusto dirlo: la Santa Sede, in questo caso, ha ragioni da vendere ché le illazioni della Minardi – almeno quelle circolate in questi ultimi giorni sulla stampa, dico – sono talmente inverosimili da risultare, davvero, “senza fondamento”. Infondate, appunto, come quelle che vorrebbero lo stesso Marcinkus responsabile sia della morte di Giovanni Paolo I che dello scandalo finanziario del Banco Ambrosiano di Calvi.
A margine – il tutto sia detto, davvero, senza malizia – vorrei sollevare una questionicina relativa alla figura del monsignore “morto da tempo” – in realtà l’arcivescovo è passato a miglior vita appena il 20 febbraio del 2006 (due anni e mezzo fa, insomma) : com’è, mi chiedo, che dal 1997 l’arcivescovo venne esiliato in Arizzona «dove ricopriva – leggo da wikipedia l’umile carica di quarto parroco della chiesetta di San Clemente»? Ché – spero ne converrete – la traiettoria professionale del prelato è a dir poco imbarazzante: un po’ come se, dopo il premio Nobel, ad Einstein fosse stato proposto di lavorare come bidello in qualche scuola elementare svizzera.

un consiglio…

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«Anche nella Curia romana – ha detto il card. Carlo Maria Martini – ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio, facendo così un grande disservizio al Papa stesso». Mi sia concesso, Eminenza Illustrissima, un consiglio spassionato: sia guardingo con le tisane “Sogni d’oro”.

…quanta sporcizia c’è nella Chiesa!

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Tutta da leggere la pagina in cronaca de la Repubblica di stamani. Titolo: “Vanità, invidia e calunnie. Vizi capitali anche nella chiesa”. Un’analisi spietata – lucida e spietata come solo chi conosce dall’interno i meccanismi di potere della Chiesa può fare – del cardinale Carlo Maria Martini.
Mi vien da pensare: Madonna “
quanta sporcizia c’è nella Chiesa!” (cfr. Ratzinger, marzo 2005) – con tutto il carico del mio laicismo e la spregiudicatezza del mio relativismo, al confronto, mi sento così pulito e innocente. Quasi una candida colomba, ecco.