
Pd: “Assegno a chi perde il lavoro”.
Veltroni, commosso, ringrazia.
versione 2.0

Veltroni ora deve farsi due conti: continuare a resistere, sapendo che le Europee potrebbero segnare una sconfitta storica per il Pd, trasformandosi in una pietra tombale per tutte le sue ambizioni politiche, presenti e future; o giocare in anticipo, dimettendosi ora e accusando i suoi avversari di aver sabotato la sua linea politica («C’è chi dentro il partito rema contro – è stato il suo sfogo ieri sera – e questi sono i risultati» ) .

Prima pagina de l’Unità di stamani. Titolo: “Elezioni in Sardegna. Partita truccata. Veltroni: dal premier abuso della tv” [*]. Ci sarebbe un bel po’ da dire su quel titolo. Mi limiterò a far notare che dapprima si sono fatti infinocchiare con la storia di Villari e della vigilanza Rai – la chiamavano “telenovela” – e ora si rendono conto del grave errore che hanno commesso nel creare (e nell’amplificare) le condizioni per cui non vi fosse un garante a vigilare sulle elezioni sarde. “Il premier – dichiara Veltroni – viene qui [in Sardegna] per parlare d’altro e finisce nei telegiornali con alle spalle gli slogan elettorali”. Jacques de La Palice avrebbe detto: e grazie al cazzo!

Dice Veltroni: “O si cambia o gli elettori ci puniranno”. E qua uno s’aspetterebbe un bel “Wow!”. Vabbe’, lasciamo perdere: veniamo al merito e gioiamo. Cazzo, finalmente l’ha capito.

Trovo la questione dell’aumento del 100% dell’IVA su Sky una cagata pazzesca – si, proprio come la fantoziana corazzata Potemkin. Lo dico chiaramente: me ne sbatto, allegramente, i coglioni. Sentire poi le verginelle del Pd gridare al “conflitto d’interessi” è cosa davvero ridicola e patetica: «Questa misura – ha dichiarato Veltroni – è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e dà lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il Paese. È una misura che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi». Per il centrosinistra di questo paese il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi è una intollerabile atipia solo quando il Cav. è al governo: quando è all’opposizione, i suoi interessi non generano conflitto e il centrosinistra non ne prevede, in alcun modo, di possibili.
Un polverone per circa 2 euro al mese in più sull’abbonamento Sky; prime pagine di giornali e sterili polemiche qualunquiste (« non stiamo parlando di famiglie ricche – dice il segretario del Pd – ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky, ora si trovano il prezzo raddoppiato» ) e nessuno (o pochi) a scandalizzarsi per il fatto che venga reso difficile (se non impossibile) la detrazione fiscale del 55% per chi intende risparmiare energia. Ma andate a cagare, va’.

Il Pdl ha eletto Villari alla presidenza della Vigilanza Rai. Veltroni dice che Villari si dimetterà. Sarà, ma io fossi Veltroni non ne sarei così sicuro ché, per quanto mi sforzi di ricordare, mai un democristiano ha dato le dimissioni. Mai.

Spara cazzate a raffica e pretende di fare figure di merda a nome dell’intero paese. Se ne esce con la storiella della carineria dopo aver dato dell’abbronzato a un nero. Non sei d’accordo con lui? Dovresti sforzarti, caro – per amor della patria, s’intende – ché lui stava svolgendo la sua alta azione diplomatica; il suo humor era fine diplomazia, alto convincimento. Non te ne sei reso conto? No? Dici che il fatto non ti convince? Tranquillo, lui non s’arrende: ti da la laurea in coglione, ti manda a cagare e ti dice che sei pure imbecille. E s’incazza. Come un padrone.
Dice: la tua è tutta invidia; c’hai il fegato intossicato perché lui ha vinto le elezioni. Dovresti, invece, cercare di sforzarti a vederlo nella stessa luce in cui McCain vede Obama: “in una sfida lunga e difficile come è stata questa campagna elettorale, il solo fatto che Obama abbia vinto basta a guadagnargli il mio rispetto, per la sua abilità e la sua perseveranza”. Certo… nella stessa luce in cui McCain vede Obama… già, “rispetto per la sua abilità e la sua perseveranza”… si, certo… Si? Certo? Ma va’ a cagare, va’… ché lo vorrei sentire a McCain se Obama gli avesse dato del coglione.

«Non è ammesso – cito dall’Art. 74 della Costituzione – il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali» e cosa mi propone la coppia Veltroni – Di Pietro contro il decreto Gelmini? (decreto che, per lo più, è un capitolo di legge finanziaria) Un referendum. Ci toccherebbe – se passasse la proposta, dico – andare a decidere sul grembiule e sul voto in condotta. Gran bella cosa. Davvero un gran bel risultato.
L’idea che mi son fatto? S’annaspa nel buio più totale e si fatica a star dietro alle mascalzonate del governo. Non c’è opposizione. Anzi, c’è la migliore opposizione che Berlusconi potesse sperare.
«Dopo una notte orrenda piena di dubbi passata a decidere sulle vacanze alternative, il gruppo finì per dividersi a seconda dei gusti e delle tendenze…»
«Noi – dice Silvio Berlusconi – andremo avanti per mantenere i nostri impegni elettorali con le nostre forze. Se l’opposizione si aggregherà [...] saremo felici, ma non credo che questo possa succedere». A Veltroni, Di Pietro e Casini il premier – è deduzione tutta personale, si badi – riconosce il diritto di “aggregarsi” non di discutere ché in fondo quello che lui auspica è un’allegra comitiva (l’esempio me lo suggerisce il De Mauro), tutta attenta a seguire l’ombrellino del capofila per non perdersi. Senza rompere i coglioni sulla destinazione, però: quella sarà comunicata appena un attimo dopo l’arrivo.
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