Tag Archive for 'vescovi'

nomina sunt omina…

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avete fatto molto, per tanti…

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«Purtroppo, per la prima volta da alcuni anni a questa parte – scrive la Cei, nel documento pubblicato da Adistasi registra una diminuzione della percentuale delle firme a nostro favore». Un brivido freddo deve aver percorso la schiena di questi sant’uomini che hanno subito annunciato «la necessità di continuare a puntare sulle campagne di promozione al sostegno economico per la Chiesa cattolica, per tenere alta la percentuale delle firme in nostro favore».
Detto in modo assai sgraziato, questa corposa combriccola di pastori «che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato» (Can. 375) si appresta ad appestare l’etere (a costo assai agevolato, si capisce) per annunciare che “con l’otto per mille alla Chiesa cattolica avete fatto molto, per tanti” ma è il caso – diranno questa volta – di fare un pochino di più soprattutto per loro ché con i tempi che corrono – con 35milioni di euro in meno, dico – alla terza settimana proprio non ce la si fa ad arrivare.

s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

uno schiaffo…

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«Trovo anacronistiche e ipocrite queste polemiche. È un dato di fatto – dice la cantante Anna Tatangelo – che oggi i giovani e le persone in generale, sono più distanti dalla Chiesa. Ma come avvicinarsi quando da parte delle istituzioni religiose c’è una tale chiusura? [...] Mi chiedo perché gli stessi attacchi non vengano rivolti anche ad altri personaggi pubblici, che dovrebbero essere un esempio e un modello come e più di quanto lo sia io. Io faccio solo il mio lavoro, che è quello di cantare». È accaduto che monsignor Giuseppe Rocco Favale, vescovo di Vallo della Lucania (Salerno), abbia tentato di dissuadere gli organizzatori della locale Festa della Madonna delle Grazie a far salire sul palco la cantante, invitata per l’occasione, perché la sua sola presenza sarebbe stata «uno schiaffo al popolo sofferente e alla morale cattolica». Forse – dirà l’attento lettore – al vescovo non va a genio l’attuale stato di concubina della cantante? Può darsi ché la tipa — la Tatangelo, dico — aggrava lo scandalo col fatto d’essere persona nota. Però la questione, questa volta, sembra avere altre ragioni — roba scottante pare di capire: la diocesi, infatti, manda a dire che «il vescovo non si è mai scagliato contro la Tatangelo ma ha voluto stigmatizzare una situazione di grave crisi economica». Ecco, qui sta tutta la morale cattolica: il vigoroso “schiaffo” era il cachet della star.

a dimostrazione…

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A dimostrazione del fatto che gerarchie vaticane e statali si sono fuse in un unico grande abbraccio in cui il Presidente del Consiglio sta tra il Papa e i vescovi: poco al di sotto del primo, ma di certo al di sopra degli altri.

un consiglio…

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«Anche nella Curia romana – ha detto il card. Carlo Maria Martini – ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio, facendo così un grande disservizio al Papa stesso». Mi sia concesso, Eminenza Illustrissima, un consiglio spassionato: sia guardingo con le tisane “Sogni d’oro”.

forza riformista e modernizzatrice…

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«L’azione concreta dei governi nei confronti dei privilegi economici ecclesiastici costituisce, assai più delle enunciazioni di principio, un indicatore infallibile del grado di riformismo. Nell’ultimo secolo di storia, sempre le grandi forze riformiste in Europa hanno messo in dubbio e ridotto nei fatti i privilegi economici di cui gode la chiesa; sempre i regimi reazionari li hanno aumentati. Nel primo caso, tanto più li hanno ridotti, quanto più erano progressisti. Nel secondo, tanto più li hanno accresciuti, quanto erano retrivi. A questo punto, rimane soltanto da chiedersi se in Italia sia ancora mai apparsa una grande forza riformista e modernizzatrice, al di là degli slogan. »

Curzio Maltese, La questua, pag. 154

…tendenze omosessuali


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Tarcisio Bertone cura il suo orticello, e non c’è niente di male. I guai cominciano quando inizia a potare con foga, perché si maciulla i pollici. In una recente lettera ai vescovi, il cardinale ha infatti ribadito il fermo “no” all’ingresso in seminario e all’ordinazione sacerdotale per gli uomini che hanno “tendenze omosessuali profondamente radicate” o che appoggiano la “cultura gay”. Verrebbe, davvero, voglia di raccogliere i pollici amputati, legarli tra di loro con una robusta cordicella, appenderglieli al collo e con la stessa sua fermezza chiedergli il motivo di tale discriminazione, la ragione di certi pregiudizi basati solo ed esclusivamente sulla diversità sessuale. Sai che ciondolar di pollici!

[Ma tu guarda e qui concedetemi lo sfogo – se uno deve sentir cose del genere da uno che si mette in posa, con la gonnella, davanti all'obiettivo del fotografo, mostrando l'anello e il sorriso da puttanone anni '50... ]

digital divide…


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Il passaggio della televisione dal sistema analogico a quello digitale fa materializzare, secondo il presidente dei vescovi italiani card. Bagnasco, il rischio che aumenti la pornografia. «Il rischio non remoto, dicono gli esperti, è che i nuovi spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche presenti sul piano internazionale». (il Corriere, 26.05. 2008 ). Eccolo lì, siamo alle solite: si demonizza il mezzo – potendo lo si vorrebbe completamente oscurare o, al limite, controllare – per alcuni suoi contenuti usando “gli esperti” per avvalorare un principio che puzza di muffa – oltre che di censura. È ovvio, sia ben inteso, che previo pentimento sia concessa deroga: tra un pornazzo e l’altro una fiction su Padre Pio, uno speciale su Lourdes o, perché no, uno spottino pro otto per mille alla Chiesa Cattolica ci stanno comunque sempre bene.

il coltello e l’aspersorio…

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«Mio padre non mi hai mai accettato. Non ha voluto rassegnarsi al fatto che io sono gay. Ho cercato di convincerlo che la mia non è una malattia, né una cosa sporca, ma è stato tutto inutile. Mi sono reso conto di essere gay un anno fa, e l’ho confessato a mio madre. Lei mi ha capito, ha cercato di aiutarmi, di starmi vicina e di convincere mio padre a rassegnarsi ma l’ultimo anno, in casa, è stato un inferno. Ma questa è la mia natura, non ci posso fare niente. »

Paolo, la Repubblica, 26.05.2008

«Durante questi ultimi anni, l’omosessualità è diventata un fenomeno sempre più preoccupante ed è ritenuta in diversi paesi una “qualità” normale, mentre è sempre stata un problema nell’organizzazione psichica della sessualità e non è stata ai determinante nelle scelte della società. Essa non rappresenta un valore sociale e ancor meno una virtù morale che potrebbe concorrere all’incivilimento della sessualità. Può anzi essere ritenuta come una realtà destabilizzante per le persone e la società. »

Mons. Toni Anatrella, l’Osservatore Romano, 29.11.2005