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che sagoma!

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«La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali». Così, oggi, Vittorio Feltri su “Il Giornale”. E ancora: «Da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione». Insomma, che è accaduto? È accaduto che Feltri ammette d’essersi divertito a lanciare pezzi di merda – e che pezzi – sul “sobrio” Boffo, d’avere scritto il falso, ma, con quella faccia di bronzo che si ritrova, evita di trarne le dovute conseguenze.
Che sagoma, ’sto Feltri! Uno così non vuoi farlo direttore de “Il Giornale”?

…anche se è un pechinese?

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“…[Fini] ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme.”

Vittorio Feltri, 14.09.2009

l’ultima…

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“Quando [...] Giordano divenne direttore del Giornale, tutti a dirmi: tu hai chiuso. Invece questa rubrica, che da anni scorrazzava impunita in questa prima pagina, non solo fu mantenuta, ma divenne ancora più libera, persino troppo, un caso praticamente unico nel panorama nazionale. E siccome si vive una volta sola, io, che a dire «grazie» mi viene un’emiparesi facciale, oggi gli dico: grazie. Non me ne hai mai censurata una e non mi censurerai neanche questa, l’ultima.”

Filippo Facci, Il Giornale

Obama sta a Berlusconi…

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Vittorio Feltri prova ad arrampicarsi sugli specchi e titola: “Obama come Silvio” (Libero, 11/07/2009). Il ragionamento di quel raffinato gentiluomo del direttore di Libero prende le mosse da una foto posta a corredo dell’articolo (un particolare di quella ho postato qui sopra). È vero che si può comprendere il link che è scattato nella testa del fine giornalista, ma questo non toglie che l’intero argomentare si poggi (faziosamente) su un grossissimo errore. Tanto per capirsi: se un tizio oggettivamente affascinante come Obama – uno che si ritrova un carisma terribilmente pop, dico – guarda con trasporto il culo di una ragazza, la ragazza ci può stare. E se ci sta, gliela[o] da pure gratis. E questo a prescindere dal fatto che il tizio – quello col carisma pop, appunto – faccia il borseggiatore o il Presidente di qualcosa. Se Feltri non afferra la palese differenza sono cazzi suoi, è vero – ma è così: Obama sta a Berlusconi come Elvis Presley mi sta a Little Tony.

l’azzeccagarbugli…

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Grande, senatore, lei è davvero un grande. E noi le siamo vicini. Se oseranno applicare la sentenza aberrante dell’azzeccagarbugli, li sputtaneremo finché non saranno sputacchiati per strada. Tenga duro, amico. Non ci si arrende agli imbroglioni, altrimenti imbroglieranno ancora.” Così, stamani, Vittorio Feltri in prima pagina, sul suo giornale, chiudeva un articolo sul, cosiddetto, “caso Villari”: vicenda “surreale e – precisa Feltri – quasi impossibile da raccontare se non col linguaggio della barzelletta”.
L’articolo – che, sia detto per inciso, è gustoso assai – descrive, davvero, con vivida chiarezza e spregiudicata schiettezza quello che è successo intorno all’elezione della presidenza della Commissione vigilanza Rai: questo “ente inutile” e, per certi versi, “dannoso. Sicuramente una fissa dimora politica in cui si può fingere di lavorare, percepire gettoni e indennità, usufruire di auto blu, segretarie e ammennicoli vari”. Pezzo, lo ripeto, davvero godibile (e condivisibile) – leggetelo, ve lo raccomando.
Solo un appunto – che è solo una nota per il lettore poco attento: l’“azzeccagarbugli” di cui si parla nell’articolo, il “volontario”, quello che “se ne esce con [la] genialata” di dichiarare invalida la votazione di Villari in quanto, con lo status di Senatore “radiato” dal Pd, non è più un rappresentante del Centrosinistra è – l’azeccagarbugli, dico – il presidente del Senato, l’on. Renato Schifani.

…anche se è un semplice scherzo tra amici di vecchia data?


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“La sottomissione diventa unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Così la sottomissione acquista un senso, perché non ci impone cose estranee, ma ci libera in funzione della più intima verità del nostro essere”

Benedetto XVI, 21 agosto 2005