Tag Archive for 'Walter Veltroni'

un’immagine sbiadita…

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«La vera forza di un partito nuovo non sta nella semplice giustapposizione di linee differenti. L’obbligatorietà della nutrizione e dell’idratazione forzata per persone che abbiamo perduto coscienza non è prevista nella legislazione di nessun Paese civile. L’idea che queste pratiche non siano “trattamenti sanitari” è assurda e antiscientifica. Io rispetto i cattolici, ma la libertà di scelta in materia di trattamenti sanitari è un principio costituzionale e di civiltà. Sia chiaro, non metto in discussione la libertà di coscienza. Ma un grande partito, su un tema come questo, non può non capire che deve discutere, deve rispettare la diversità, ma alla fine deve arrivare a una sintesi. Un grande partito non può non capire che, in un momento come questo, sostituire Ignazio Marino dalla commissione che discute di testamento biologico è un grave errore. Noi, in tutta questa partita, abbiamo dato un’immagine sbiadita.»

Massimo D’Alema, 20 febbraio 2009

…monsieur de La Palice

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Prima pagina de l’Unità di stamani. Titolo: “Elezioni in Sardegna. Partita truccata. Veltroni: dal premier abuso della tv” [*]. Ci sarebbe un bel po’ da dire su quel titolo. Mi limiterò a far notare che dapprima si sono fatti infinocchiare con la storia di Villari e della vigilanza Rai – la chiamavano “telenovela” – e ora si rendono conto del grave errore che hanno commesso nel creare (e nell’amplificare) le condizioni per cui non vi fosse un garante a vigilare sulle elezioni sarde. “Il premier – dichiara Veltroni – viene qui [in Sardegna] per parlare d’altro e finisce nei telegiornali con alle spalle gli slogan elettorali”. Jacques de La Palice avrebbe detto: e grazie al cazzo!

finalmente…

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Dice Veltroni: “O si cambia o gli elettori ci puniranno”. E qua uno s’aspetterebbe un bel “Wow!”. Vabbe’, lasciamo perdere: veniamo al merito e gioiamo. Cazzo, finalmente l’ha capito.

è la regola che lo impone…

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«Le parole del presidente Napolitano, come sempre
sanno cogliere i sentimenti e le preoccupazioni del popolo italiano.
»

Walter Veltroni

«Bravo presidente, 10 e lode: è stato un discorso di
un riformista
a tutto tondo. E’ riuscito a parlare al cuore e ha toccato
le corde del cuore del Paese.
»

Roberto Calderoli

«Un discorso di straordinaria autorevolezza.
Finalmente parole di verità sulla crisi,
parole che spazzano via banalità e sottovalutazioni.
»

Pierluigi Bersani

«Il richiamo del capo dello Stato alla corresponsabilità
tra maggioranza e opposizione per affrontare
al meglio la grave crisi economica trova pronta e
disponibile l’Italia dei valori.
»

Antonio Di Pietro

«Condividiamo pienamente il discorso del presidente
della Repubblica, che ha inquadrato con realismo
la difficile situazione economica e sociale che l’Italia,
con l’Europa, deve saper affrontare. E’ anche importante
il richiamo che il presidente ha voluto fare a un confronto
civile e costruttivo tra le forze politiche.
»

Fabrizio Cicchitto

«Da Napolitano è venuto un grande appello alla
responsabilità e alla coesione sociale.
Mi sembra la cifra esatta per affrontare le difficoltà che
il Paese sta vivendo. Centrale è stata l’attenzione ai lavoratori,
ai cittadini più deboli ed in particolare alle famiglie
in difficoltà.
»

Anna Finocchiaro

Come vendere aria fritta spacciandola per gustosa novità culinaria: parole avvolte in una friabile meringa lessicale che è l’insuperabile esca dell’ipocrisia tipica della politica italiana. Napolitano, col suo discorsino di fine anno, è piaciuto quasi a tutti. E non ha detto un cazzo. Del resto – è la regola che lo impone – l’unico modo per piacere quasi a tutti è non dire un cazzo.

le primarie…

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È notizia di poche ore fa: “rischiano di saltare ancora prima di essere definite le primarie di coalizione per la corsa a candidato sindaco di Firenze”. La coalizione, a quanto pare, non gradisce le candidature di Cioni e Rienzi: «in sostanza – ha detto il segretario cittadino del Pd Giacomo Billi – Sinistra e Verdi hanno posto un problema politico sul candidato Matteo Renzi, presidente della Provincia, ma il problema insormontabile di tutti è proprio Cioni». Sembra uno scherzo, lo so, ma è vero tutto, purtroppo: questi fanno le primarie a cazzo di cane e pretendono pure di stabilire a tavolino chi può candidarsi e chi no. Mi viene da ridere e da piangere. Insieme, per giunta.

[...]

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Veltroni: Berlusconi non è all’altezza. E grazie al cazzo!

[...]

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«Io voglio bene al Pd, più di quanto ne voglia a me stesso.»

Walter Veltroni, 4.12.2008

il venerabile…

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«Veltroni dovrebbe scomparire. Dovrebbe riascoltare – dice il venerabile Licio Gelli – quello che dice in televisione, la figura che fa in tv, e a quel punto dovrebbe dimettersi da sé stesso. Secondo me Veltroni non è un politico, perché fa delle promesse che non può mantenere ». Giudizio secco e diretto; affilato più di una lama – roba, insomma, che non lascia spazio ad alcuna incertezza. Fosse stato Antonio Albanese avrebbe sicuramente chiosato con il classico «non ti sputo, sennò t’improfumo».


PS: mi dico più che sconvolto non tanto per le cazzate deliranti di un venerabile rintronato, ma per tutti quei (mezzi) cervelli che, inevitabilmente, ne sapranno ricavare perle di assoluta e venerabile assennatezza.

leader…

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Non gli riesce ad ottenere nemmeno ciò che per prassi gli toccherebbe.
E questo sarebbe il leader
del più grosso partito d’opposizione al governo Berlusconi?
Povera Italia.

l’antiberlusconismo…

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«È incredibile – dice un Berlusconi tutto indignato – che [Veltroni] si proponga come leader politico. Se sono confermate le notizie sulla bancarotta di Roma, dovrebbe ritirarsi». Si è passati ai colpi bassi, par di capire. A questo punto, per onestà, il buon Walter – al netto delle scontate promesse di “un autunno di contestazione”, dico – dovrebbe ammettere che puntare sulla pia speranza di un qualsivoglia cambiamento in Berlusconi sia stata una cazzata. Un’emerita cazzata. La (triste) realtà è questa: il leader del centrodestra si conferma quello di sempre anche se stavolta – e qui la novità – l’opportunismo, l’ipocrisia, l’arroganza, il cinismo che lo contraddistinguono hanno il consenso di una vasta platea che, per una rata di ICI in meno, legittima e autorizza quegli atteggiamenti come strumenti di governo. Il baratro che si è venuto a formare è incolmabile, la spaccatura, oramai, è larga, profonda e incontestabile: esiste un antiberlusconismo che Silvio stesso è costretto a tener vivo ché altrimenti dovrebbe, de facto, rinunciare a fare i cazzi suoi. E figuriamoci se il Cav ci rinuncia.