
Mese: Gennaio 2020
un sogno…

– Lucrezio, da De rerum natura
ognuno di noi…

Forse ognuno di noi è il Caino di qualche Abele.
— Primo Levi, da I sommersi e i salvati
Solo dalle mie parti…
Tutti lì a sottolineare che anche oggi Salvini ha rotto “il silenzio elettorale” [*]. Solo dalle mie parti si dice “’o cazzo”?
Fallacie…

Gli innocenti non vanno in carcere.
Sono sempre assai competenti i ministri della giustizia.
Tutti i filosofi sono ateniesi.
un semplice dato…

– Giogrgio Caproni, Deus Absconditus
Ride la stella Aldebaran…

Ma forse è anche un buon racconto…

Una associazione a delinquere, con fini di illecito arricchimento per i propri associati, e che si pone come elemento di mediazione tra la proprietà e il lavoro; mediazione, si capisce, parassitaria e imposta con mezzi di violenza.
Lui, a dire il vero, non sapeva leggerlo, il russo.

Una volta Puškin ha scritto una lettera a Rabindranath Tagore. «Caro amico lontano», gli ha scritto, «io non La conosco, e Lei non mi conosce. Sarebbe bello conoscerci. Stia bene. Saša.» Quando è arrivata la lettera, Tagore stava meditando. Una meditazione così profonda, che si tagliava con il coltello. La moglie lo scuoteva, lo scuoteva, gli metteva la lettera sotto il naso, niente da fare, non la vedeva. Lui, a dire il vero, non sapeva leggerlo, il russo. Così non si son conosciuti.
– Paolo Nori, da I russi sono matti, Utet
una vittima designata…

“Non è stato affatto dimostrato che il Mannino fosse finito anch’egli nel mirino della mafia a causa di sue presunte e indimostrate promesse non mantenute (addirittura, quella del buon esito del primo maxi processo) ma, anzi, al contrario, è piuttosto emerso dalla sua sentenza assolutoria per il reato di cui agli art. 110, 416 bis c.p., che costui fosse una vittima designata della mafia, proprio a causa della sua specifica azione di contrasto a ‘cosa nostra’ quale esponente del governo del 1991, in cui era rientrato dal mese di febbraio di quello stesso anno” così si legge nelle motivazioni della sentenza emessa dai giudici di Appello di Palermo che hanno assolto l’ex giudice Calogero Mannino dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato”. [*]
I giudici, nei fatti, smontano la tesi della procura: nessuna trattativa con la Mafia. Mannino era nel mirino di Cosa Nostra non per non aver rispettato un patto, ma per averla contrastata. È vittima. È come se i pm avessero accusato di omicidio il morto ammazzato.