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Il tempo non è un luogo dove si va: è un istante che si attraversa

C’è un punto in cui la vita smette di chiedere spiegazioni e comincia semplicemente a essere. È lì che la felicità si nasconde: non come premio, ma come presenza. Non nel ricordo di ciò che è stato né nell’attesa di ciò che verrà, ma nel gesto che accade adesso. Nel bicchiere d’acqua che rinfresca la gola, nel pane che si scioglie in bocca, nel respiro che, per un attimo, non deve dimostrare nulla.
La mente tende sempre a scappare — avanti, indietro, altrove — ma l’essere no: l’essere resta. E chi impara a restare con sé stesso, dentro un momento qualsiasi, scopre che non serve molto per essere felici. Serve solo esserci. Il tempo non è un luogo dove si va: è un istante che si attraversa. E ogni volta che riusciamo a sentirlo davvero — quell’istante vivo, fragile, intero — accade qualcosa di simile alla felicità.

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