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…la loro capacità di stare in piedi

Gli studenti non crescono in linea retta. Crescono a scarti, a silenzi, a improvvise fioriture che arrivano quando meno te le aspetti. Noi possiamo fare molto: preparare il terreno, togliere qualche pietra, riparare dal vento quando soffia troppo forte. Possiamo anche sbagliare, potare male, pretendere tempi che non sono i loro. Ma non siamo noi a decidere la forma finale. Quella arriva da dentro, da una testardaggine silenziosa che resiste alle stagioni sbagliate e agli inverni lunghi. A volte li guardi e ti sembrano storti, fragili, lontani da qualsiasi idea di “buona crescita”. Poi passa il tempo. E capisci che stavano solo crescendo a modo loro.
Il nostro compito, forse, è questo: restare abbastanza vicini da prendercene cura, abbastanza lontani da non ostacolare. Perché, alla fine, ciò che rimane non è la nostra mano, ma la loro capacità di stare in piedi. E quando succede, anche solo per un attimo, è già bellezza.

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