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…un modo gentile per restare.

Ci sono compleanni che non chiedono festa. Arrivano piano, come arrivano le cose importanti quando sanno di non dover fare rumore.
Oggi sarebbero stati settantacinque anni.
Sette, invece, da quando il tempo ha imparato a chiamarsi assenza.
Non era mia madre, eppure aveva quella qualità rara delle presenze materne: proteggere senza invadere, rassicurare senza imporsi, capire prima ancora che servissero spiegazioni. Un amore che non pretende nulla, ma resta. Anche quando sembra essersi allontanato.

Non ci sono candeline, né brindisi. C’è una carezza. Quella di mia moglie, che si è ricordata per me di ricordare. E in quel gesto lieve ho capito che certe assenze non scompaiono davvero: cambiano posto, si fanno più discrete, abitano altri luoghi.
Gli anni passano. Ma ciò che è stato amore — soprattutto quello silenzioso — trova sempre un modo gentile per restare.

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