Danzare con la città…

C’è un momento, in fotografia, in cui l’immagine smette di essere un esercizio e comincia a farsi racconto. Non accade quando si trova l’inquadratura perfetta, né quando la luce cade docile sul soggetto. Accade prima, molto prima: nel modo in cui si attraversa il mondo.Qualcuno, con una lucidità disarmante, sosteneva che l’attrezzatura più importante per…

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Il miele dei giorni…

A volte il passato non ritorna: resta.Non torna con il passo intero delle cose vive, non rientra dalla porta, non si siede accanto a noi chiedendo ancora spazio. Resta in altro modo. In una piega del corpo. Nel fondo di un odore. Nel sapore improvviso di un’estate. Nel rumore di una strada che non percorriamo…

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Si stava meglio quando c’erano gli Squallor…

Si stava meglio quando c’erano gli Squallor.Che non significa, naturalmente, che si stesse meglio davvero. Non si stava meglio quasi mai, quando diciamo che si stava meglio. È solo che certe epoche avevano ancora il buon gusto di mostrarsi volgari senza travestirsi da educazione sentimentale del mondo. Avevano il cinismo in canottiera, la fame con…

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La soglia delle parole…

Il pudore non è silenzio, ma misura. Quando il peso delle parole ci blocca, non serve tacere: serve dire con responsabilità, accettando l’imperfezione. La parola giusta non è inattaccabile—è onesta.

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La misura delle scelte…

Ci sono giorni che non chiedono celebrazione, ma misura.Arrivano senza rumore, si appoggiano sul calendario come una mano sulla spalla, e chiedono soltanto una cosa: essere capiti. Non spiegati, non difesi, non semplificati. Capiti.La morte, sì, merita rispetto. Sempre. Non esiste morte che possa essere derisa senza che qualcosa, in chi deride, si rompa. Non…

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Felicità prende sempre l’ultimo treno…

La felicità, in certi casi, non è una meta ma un transito: passa, si lascia intravedere, ci sfiora e subito si allontana. E forse proprio per questo brucia così tanto. Restiamo qui, umani e imperfetti, a riconoscerla nel rumore della vita mentre già riparte nella notte.

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Non tutti i voli servono a spostarsi…

Ci sono esistenze che si organizzano attorno al necessario: mangiare, restare, tornare. E poi ce ne sono altre che, a un certo punto, si inceppano. Non per mancanza, ma per eccesso. Un’idea di più. Una fame diversa.È lì che comincia lo scarto.Non è ribellione, non ancora. È una specie di distrazione ostinata: mentre tutti guardano…

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