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…una forma di cecità volontaria

C’è un momento della vita che non ha la dignità dell’evento e tuttavia produce effetti più duraturi di molti avvenimenti che crediamo decisivi. Non lo si registra, non lo si commemora; eppure segna una linea di demarcazione che si scopre soltanto a posteriori, come accade per certe verità che non si impongono ma si depositano.
All’inizio il tempo si presenta come una disponibilità ampia, quasi generosa. Si ha l’impressione che ogni scelta possa essere rivista, ogni perdita recuperata, ogni rinvio innocuo. È una fiducia che non nasce da una riflessione, ma da una consuetudine: quella di vedere i giorni succedersi senza che nulla sembri davvero sottratto.
Poi, senza che si possa indicare un momento preciso, questa consuetudine si incrina. Non per un fatto clamoroso, ma per una serie di piccoli scarti che non attirano l’attenzione. Si scopre che ciò che era vicino è diventato lontano, che alcune persone appartengono ormai alla memoria, che certe possibilità si sono chiuse senza dichiararlo.
Il punto è che non si è assistito al passaggio.
E qui sta, forse, l’aspetto più interessante — e più inquietante — della questione: il tempo non agisce come un agente visibile. Non impone, non avverte, non contraddice apertamente le nostre aspettative. Si limita a procedere, lasciando che sia la nostra disattenzione a compiere il resto. Non è il tempo a ingannare; è la nostra inclinazione a considerarlo inesauribile.
Così accade che si invecchi senza accorgersene. Non perché il processo sia impercettibile in sé, ma perché si è rinunciato a osservarlo. È una forma di cecità volontaria, o forse semplicemente abituale, che si traduce in una mancata registrazione dei mutamenti.
E quando infine si prende atto della trasformazione, non resta che constatare un dato elementare: il tempo non è passato più in fretta di prima. È stato vissuto con minore attenzione.
In questo senso, l’invecchiare non è soltanto un fatto biologico. È anche — e forse soprattutto — una questione di consapevolezza. O, per dirla più esattamente, della sua assenza.

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