Delle cose giuste…

Ci sono domande che sembrano sorelle e invece abitano case diverse.Una chiede: stiamo risolvendo bene le equazioni?L’altra: stiamo risolvendo le equazioni giuste?La prima è una domanda da officina. Ha odore di banco, di riga, di vite serrata bene, di algoritmo che non tradisce. È la domanda della verifica: controllare che il passo sia corretto, che…

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Le cose rotte, per farsi sacre…

Ci sono libri che non raccontano una storia: accendono una stanza.Non una stanza grande. Non una sala nobile, non un salone buono da fotografia, non una di quelle stanze che si preparano per ricevere gli ospiti e mentire con grazia sulla propria vita. Una stanza vera. Una cucina con le sedie consumate, il tavolo che…

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Del punto mi commuove la misura…

Del punto mi commuove la misura.La sua piccola ostinazione nera.Il suo stare lì, quasi niente, a sostenere l’intero peso di una frase. Come certe persone silenziose, che non occupano la stanza e tuttavia ne decidono il respiro.Il punto non grida. Non persuade. Non chiede udienza. Arriva quando deve arrivare e fa una cosa che pochi…

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A volte…

A volte, anche seguendo fedelmente le indicazioni del navigatore, ci si perde. E proprio in quel lieve smarrimento accade la meraviglia: si scoprono luoghi inattesi, incantevoli, che nessuna meta programmata avrebbe saputo promettere.

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Il mondo era già così…

Forse questi anni non ci hanno resi peggiori: ci hanno soltanto tolto l’alibi dell’ombra. Il mondo era già così. Solo che adesso le crepe parlano, le maschere cedono, e ognuno è costretto a riconoscere nello specchio ciò che prima chiamava destino.

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Vedi cara…

Spiegare a chi non capisce è un gesto d’amore.
Spiegare a chi finge di non capire è una lenta profanazione di sé.

Le parole sono monete dell’anima: non vanno gettate contro muri educati.
A un certo punto non resta che tacere bene.
E salvarsi con eleganza.

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La stanza dove il futuro insiste…

L’aula non salva sempre, non consola sempre, non cambia tutto. Ma resta uno dei pochi luoghi in cui un ragazzo può scoprire di non coincidere ancora con il proprio limite. Una stanza imperfetta dove il futuro, ogni tanto, prende appunti in silenzio.

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Chi legge si nasconde per farsi trovare meglio…

Chi legge non fugge.Fa una cosa più antica, più seria, più indecente: arretra.Si mette un passo dietro la vita, come chi non vuole essere visto mentre trema. Apre un libro e ci entra dentro con la stessa educazione con cui si entra in chiesa, in una stanza d’ospedale, in una casa altrui dove qualcuno sta…

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La nostalgia del presente…

Un giorno chiameremo “bei tempi” questi giorni che adesso consumiamo distratti, aspettando condizioni migliori per vivere. Ma la vita non aspetta: passa, si assottiglia, diventa foto, estate finita, luce perduta. Non dimentichiamoci adesso. Il presente è già memoria che ci guarda.

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La biblioteca degli sguardi…

Ogni persona è un libro che crede di essere chiuso: si lascia leggere nei gesti minimi, nelle rughe, nelle esitazioni, nelle finzioni. Ma leggere gli altri richiede grazia: non confondere due righe con il romanzo intero, e ricordare che anche noi, mentre osserviamo, siamo osservati.

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