Ha deciso l’algoritmo…

C’è qualcosa di singolare nel vedere persone che hanno contribuito a costruire una tecnologia fermarsi, voltarsi indietro e dire: forse stiamo andando troppo veloci.Jacob Coxon ha ventisette anni, ha lavorato prima a OpenAI e poi ad Anthropic, due dei luoghi nei quali si sta decidendo una parte non trascurabile del nostro futuro. Se n’è andato…

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Tornare avanti…

Ci hanno insegnato a pensare la vita come un corridoio ordinato, con le porte disposte secondo un calendario preciso: prima si studia, poi si lavora, infine si dovrebbe sapere. Come se la conoscenza appartenesse alla giovinezza e, superata una certa età, non restasse che amministrare ciò che abbiamo imparato, difendere le poche certezze conquistate, invecchiare…

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A un certo punto gli ombrelloni si chiudono.

Nessuno decide davvero che l’estate è finita. Non c’è un ultimo giorno ufficiale, né qualcuno che venga a spegnere il mare. Succede piuttosto che una sera la spiaggia cominci a raccogliersi. Una sdraio viene impilata sulle altre, un tavolino scompare, le voci diventano più rade. E quella stoffa che per settimane aveva occupato il cielo…

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Gli anni senza il tasto replay

Gli anni Novanta non avevano memoria sufficiente.Ed è forse per questo che ne avevano molta.Non c’era un telefono pronto a certificare che eravamo stati felici. Nessuna storia da pubblicare prima ancora che la storia fosse accaduta. Nessun video verticale a dimostrare che quella sera avevamo ballato, riso, bevuto qualcosa di troppo, baciato qualcuno che poi…

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Il tempo non muore, cambia voce…

Ci sono uomini la cui morte appartiene alla cronaca e uomini per i quali la cronaca, improvvisamente, sembra uno strumento troppo piccolo.Francesco Guccini apparteneva ai secondi.Dire che è morto significa registrare correttamente un fatto e sbagliarne completamente la misura. Perché Guccini, da molto tempo, non coincideva più soltanto con l’uomo che portava quel nome. Era…

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L’avvelenata.

Alcune parole arrivano troppo presto per essere capite davvero. A diciassette anni le chiami canzoni, perché non sai ancora che certe frasi stanno scegliendo, in silenzio, l’uomo che proverai a diventare. Le impari a memoria quasi per caso. Poi restano. Ti insegnano che la dignità vale più della convenienza. Che chi cade non va deriso,…

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L’ultima fotografia…

Ci sono epoche che hanno creduto nell’attesa e altre che hanno imparato a diffidarne. La nostra appartiene alle seconde. Ha fretta di vedere, di sapere, di mostrare. Non sopporta il tempo che separa un gesto dal suo compimento. E così ha trasformato la fotografia da promessa a conferma.Un tempo fotografare significava affidare un istante all’incertezza.…

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Lasciare andare è un’altra forma d’amore…

Ci sono assenze che chiedono silenzio. Non perché il silenzio sia più giusto delle parole, ma perché è l’unica lingua che i morti continuano a capire.Ogni tanto mi capita di vedere quelle fotografie animate dall’intelligenza artificiale. Un padre che sorride di nuovo. Una madre che abbraccia un figlio. Un marito che torna a voltarsi verso…

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Noi, poeti, siamo nudi…

Scrivere è una forma educata di spogliarsi.Si comincia sempre con l’idea di raccontare qualcosa che sta fuori da noi: una strada, un amore, una finestra accesa nella sera, il modo in cui certe persone se ne vanno senza chiudere bene la porta. Poi, mentre scegliamo le parole, accade il contrario. La strada conduce a casa…

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Il tempo che credevamo di avere…

Ci sono vite che sembrano interrompersi all’improvviso, e altre che continuano per decenni pur essendosi fermate molto tempo prima.Non è la morte a spaventarmi. È l’idea di essere sorpreso nel mezzo. Con una frase ancora da finire. Con una riconciliazione rimandata a domani. Con un libro aperto sul comodino e la convinzione sciocca che ci…

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