Una malattia non è un argomento…

Questa mattina Il Foglio parte da una notizia che dovrebbe imporre misura: Vittorio Sgarbi è ricoverato, attraversa una depressione profonda, non è più l’uomo debordante che per decenni ha occupato la scena pubblica.La misura, però, dura poche righe. Poi il dolore viene arruolato.L’articolo dispone in fila inchieste giornalistiche, accuse, dimissioni, assoluzioni, archiviazioni e ricovero. I…

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Il mestiere di tenere aperto il futuro…

Ci sono mestieri dei quali una società si ricorda soprattutto quando ha paura. Quando gli ospedali si riempiono, quando una città smarrisce la propria sicurezza, quando la scuola rimane l’unico luogo capace di tenere insieme ragazzi che fuori vivono in mondi sempre più distanti. Allora arrivano le parole solenni: missione, vocazione, sacrificio. Talvolta perfino eroismo.Poi…

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Il futuro non deve somigliarci…

Ogni generazione commette lo stesso peccato di superbia: chiama educazione il desiderio di essere ripetuta. Immagina i figli come una frase cominciata da noi, della quale pretende di conoscere già il punto finale. Li vorrebbe simili nei pensieri, prudenti nelle scelte, riconoscibili negli amori. Possibilmente grati. Certamente obbedienti. Poi i figli cambiano sintassi. Per fortuna.Nel…

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La realtà ha diritto alla firma…

Ci siamo preoccupati a lungo che le macchine potessero diventare intelligenti. Forse abbiamo formulato male la domanda. Il problema non è se una macchina saprà scrivere un romanzo migliore del nostro, dipingere un quadro più bello, comporre una musica capace di commuoverci. E nemmeno se un algoritmo, dopo avere attraversato in pochi istanti biblioteche che…

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Tornare avanti…

Ci hanno insegnato a pensare la vita come un corridoio ordinato, con le porte disposte secondo un calendario preciso: prima si studia, poi si lavora, infine si dovrebbe sapere. Come se la conoscenza appartenesse alla giovinezza e, superata una certa età, non restasse che amministrare ciò che abbiamo imparato, difendere le poche certezze conquistate, invecchiare…

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Settembre ha anche questa gentilezza: mentre si comincia altrove, arrivano le voci di chi ha condiviso un tratto di strada. In questi giorni, messaggi, telefonate e mail di colleghi ed ex alunni mi stanno regalando una felicità discreta, che rimane addosso anche dopo aver posato il telefono. Mi commuove soprattutto il pensiero che precede il…

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L’avvelenata.

Alcune parole arrivano troppo presto per essere capite davvero. A diciassette anni le chiami canzoni, perché non sai ancora che certe frasi stanno scegliendo, in silenzio, l’uomo che proverai a diventare. Le impari a memoria quasi per caso. Poi restano. Ti insegnano che la dignità vale più della convenienza. Che chi cade non va deriso,…

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…abitano il mondo prima che il mondo insegni loro a diffidarne

Ci sono età in cui basta un bastone per avere una spada, una coperta per costruire un castello, una pozzanghera per attraversare un oceano. L’infanzia è l’unico tempo della vita in cui l’immaginazione non serve a fuggire dalla realtà, ma a renderla più grande.I bambini pilotano aeroplani che non hanno mai visto una pista. Attraversano…

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Il tempo che manca…

La scuola continua a misurarsi in ore, quadrimestri, programmi, verifiche, scadenze. È una geografia precisa, fatta di campanelle che dividono il mattino in porzioni uguali. Eppure chi insegna lo sa: quasi niente di ciò che conta davvero rispetta quell’orologio.La fiducia non entra in aula alle otto in punto. La curiosità non si lascia convocare. Il…

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Noi, poeti, siamo nudi…

Scrivere è una forma educata di spogliarsi.Si comincia sempre con l’idea di raccontare qualcosa che sta fuori da noi: una strada, un amore, una finestra accesa nella sera, il modo in cui certe persone se ne vanno senza chiudere bene la porta. Poi, mentre scegliamo le parole, accade il contrario. La strada conduce a casa…

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