Tornare avanti…

Ci hanno insegnato a pensare la vita come un corridoio ordinato, con le porte disposte secondo un calendario preciso: prima si studia, poi si lavora, infine si dovrebbe sapere. Come se la conoscenza appartenesse alla giovinezza e, superata una certa età, non restasse che amministrare ciò che abbiamo imparato, difendere le poche certezze conquistate, invecchiare…

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Settembre ha anche questa gentilezza: mentre si comincia altrove, arrivano le voci di chi ha condiviso un tratto di strada. In questi giorni, messaggi, telefonate e mail di colleghi ed ex alunni mi stanno regalando una felicità discreta, che rimane addosso anche dopo aver posato il telefono. Mi commuove soprattutto il pensiero che precede il…

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L’avvelenata.

Alcune parole arrivano troppo presto per essere capite davvero. A diciassette anni le chiami canzoni, perché non sai ancora che certe frasi stanno scegliendo, in silenzio, l’uomo che proverai a diventare. Le impari a memoria quasi per caso. Poi restano. Ti insegnano che la dignità vale più della convenienza. Che chi cade non va deriso,…

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…abitano il mondo prima che il mondo insegni loro a diffidarne

Ci sono età in cui basta un bastone per avere una spada, una coperta per costruire un castello, una pozzanghera per attraversare un oceano. L’infanzia è l’unico tempo della vita in cui l’immaginazione non serve a fuggire dalla realtà, ma a renderla più grande.I bambini pilotano aeroplani che non hanno mai visto una pista. Attraversano…

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Il tempo che manca…

La scuola continua a misurarsi in ore, quadrimestri, programmi, verifiche, scadenze. È una geografia precisa, fatta di campanelle che dividono il mattino in porzioni uguali. Eppure chi insegna lo sa: quasi niente di ciò che conta davvero rispetta quell’orologio.La fiducia non entra in aula alle otto in punto. La curiosità non si lascia convocare. Il…

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Noi, poeti, siamo nudi…

Scrivere è una forma educata di spogliarsi.Si comincia sempre con l’idea di raccontare qualcosa che sta fuori da noi: una strada, un amore, una finestra accesa nella sera, il modo in cui certe persone se ne vanno senza chiudere bene la porta. Poi, mentre scegliamo le parole, accade il contrario. La strada conduce a casa…

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Si può essere colti…

C’è una differenza sottile tra chi attraversa un libro e chi ci abita. Il primo colleziona trame, personaggi, finali. Il secondo, invece, torna. Riapre una pagina già letta e scopre che, nel frattempo, è cambiato lui. Perché i libri più importanti non si limitano a raccontare una storia: ci aspettano. Restano fermi nello stesso punto,…

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…spazio lasciato a chi ha deciso di occuparlo

Certe persone imparano a memoria le nostre buone maniere come si impara il percorso di una casa. Sanno dove il pavimento non scricchiola, quale porta resta socchiusa, quale luce dimentichiamo sempre accesa. Non entrano con violenza. Sarebbe troppo facile accorgersene. Entrano in punta di piedi, contando sul fatto che noi, per educazione, continueremo a chiamare…

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Il peso delle parole leggere…

C’è una forma di indignazione che non aggiunge nulla all’indignazione. È quella che, davanti all’ennesima ingiustizia, si accalca nei commenti con una sola parola: «Bastardi!». È quasi sempre il commento più applaudito. Quello che raccoglie più consensi perché non pretende nessuno sforzo: non di pensiero, non di linguaggio, non di coscienza.Eppure mi lascia ogni volta…

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La forma della goccia…

La forma più intelligente, in natura, non è quella che sfida il mondo a muso duro. Non è la sfera compatta, orgogliosa della propria chiusura. Non è nemmeno la punta aggressiva, convinta che basti ferire l’aria per attraversarla. È, piuttosto, una figura più umile e più sapiente: una testa arrotondata, un corpo che si concede…

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