Il vuoto prende la mira…

Abbiamo bisogno che il male abbia una ragione. Non perché una ragione possa giustificarlo, ma perché almeno riesce a contenerlo. L’odio, la vendetta, il denaro, la gelosia disegnano un perimetro intorno all’orrore: ci consentono di nominarlo, di ricostruirne la genealogia, persino di illuderci che riguardi soltanto chi è entrato in quel cerchio.Poi, talvolta, il cerchio…

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Il futuro non deve somigliarci…

Ogni generazione commette lo stesso peccato di superbia: chiama educazione il desiderio di essere ripetuta. Immagina i figli come una frase cominciata da noi, della quale pretende di conoscere già il punto finale. Li vorrebbe simili nei pensieri, prudenti nelle scelte, riconoscibili negli amori. Possibilmente grati. Certamente obbedienti. Poi i figli cambiano sintassi. Per fortuna.Nel…

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La volontà in abbonamento…

C’è qualcosa di perfettamente contemporaneo nell’idea di pagare qualcuno perché legga.Non perché leggere non abbia valore. Al contrario. Proprio perché ne ha così tanto che, a pensarci bene, trasformarlo in una prestazione remunerata produce una piccola vertigine morale. Come se fossimo arrivati al punto in cui perfino ciò che dovrebbe appartenere alla sfera del desiderio,…

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La risposta non basta…

Ci sono notizie che sembrano riguardare una disciplina e invece finiscono per riguardare l’uomo.Una macchina ha affrontato uno dei grandi problemi della matematica contemporanea: quello dell’esistenza e della regolarità delle equazioni di Navier–Stokes. Equazioni che descrivono il moto dei fluidi e che, dietro una scrittura relativamente compatta, nascondono uno degli abissi più profondi della matematica…

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La matematica non è la risposta…

C’è un equivoco che l’intelligenza artificiale rischia di rendere definitivo: confondere la soluzione con il pensiero.Alessio Figalli, in un’intervista di questa mattina a la Repubblica, pone il problema con una nettezza quasi brutale. Oggi una macchina può arrivare a una dimostrazione, attraversare biblioteche sterminate di risultati, combinare teoremi, tentare strade che a un essere umano…

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Una scuola si può devastare. Non distruggere.

Ci sono luoghi che, quando li lasci, smettono di essere un indirizzo ma non smettono di appartenerci.Per questo fa male leggere ciò che è accaduto al Majorana. Fa male in un modo particolare, perché dietro quelle finestre, quei laboratori, quelle aule non riesco a vedere soltanto muri e attrezzature: vedo volti. Vedo colleghi preparati e…

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[…]

Settembre ha anche questa gentilezza: mentre si comincia altrove, arrivano le voci di chi ha condiviso un tratto di strada. In questi giorni, messaggi, telefonate e mail di colleghi ed ex alunni mi stanno regalando una felicità discreta, che rimane addosso anche dopo aver posato il telefono. Mi commuove soprattutto il pensiero che precede il…

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Le parole che bisogna far accadere…

Ci sono bambini che imparano presto a non chiedere. Non perché non desiderino. Non perché non abbiano fame di cose, di carezze, di attenzioni. Semplicemente perché hanno capito che chiedere è un gesto inutile quando dall’altra parte non c’è nessuno disposto ad ascoltare.Cáit, la bambina di Un’estate di Claire Keegan, appartiene a questa specie silenziosa…

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Il campo dopo giugno

L’aria di giugno restava sui muri,il campo dormiva lontano,avevi nel corpo la corsa del giornoe l’erba rimasta alle scarpe,e l’erba rimasta alle scarpe. Eri tornato parlando del niente,di amici, di gioco, d’estate,la vita davanti aveva il rumoredi mille cose non fatte,di mille cose non fatte. Poi venne la notte, una notte qualunque,le case abbassarono il…

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La parte di cielo che resta…

Due mesi sono una misura precisa soltanto per i calendari. Per il dolore, invece, possono essere un istante oppure un tempo interminabile. Dipende da ciò che lo risveglia: una fotografia, una data, una voce ricordata all’improvviso. A volte bastano poche parole lasciate sotto un’immagine perché tutto ritorni al proprio posto, compreso ciò che un posto…

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